NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
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Non autosufficienza: “Allarmismo incomprensibile delle case riposo”

Ass. Sernagiotto: «La Regione troverà risorse necessarie, ma le Ipab in futuro dovranno adottare il modello di gestione delle fondazioni Onlus»

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Non autosufficienza: “Allarmismo incomprensibile d

«Per quanto riguarda le politiche sociali, in particolare la non autosufficienza, vedo con qualche perplessità che c'è molto movimento nel mondo delle case di riposo, l'Uripa (Unione Regionale Istituti per Anziani) scrive lettere, si minacciano aumenti delle rette, proteste dei figli degli ospiti non autosufficienti. Dico che è un allarmismo incomprensibile da parte delle case di riposo e dell'Uripa perché la Regione, come ha fatto ogni anno, recupererà le risorse di cui c'è bisogno per la non autosufficienza. Ma dico anche all'Uripa e a tutti i direttori delle case di riposo che, per tutto il 2011, la Regione farà attenti controlli sul funzionamento e sulla gestione delle strutture e che è nostro obiettivo far sì che le Ipab adottino nel prossimo futuro il modello di gestione delle Fondazioni onlus per non autosufficienti». Lo ha detto Remo Sernagiotto, assessore regionale ai servizi sociali al termine della settimanale riunione di Giunta.

«La proposta di bilancio di previsione licenziato dalla Giunta veneta e in discussione in Consiglio - ha fatto presente Sernagiotto - è di 668 milioni di euro per la non autosufficienza. Nel 2010 si trattava della stessa cifra integrata però con un fondo straordinario regionale di 15 milioni di euro più (+ 2,5% pari all'adeguamento dell'Istat più l'adeguamento contrattuale dei lavoratori del settore più spese di riscaldamento etc delle strutture) e altri 28 milioni di euro provenienti dal Fondo nazionale non autosufficienza. Oggi si inizia la discussione sull'articolato del bilancio di previsione regionale per il 2011. La proposta della maggioranza del consiglio regionale, che condivido pienamente, sarà di portare il fondo dai 668 milioni di euro a 750 milioni di euro: quindi 81 milioni di euro in più. In attesa, naturalmente, di notizie dell'emendamento che dovrebbe a livello nazionale accrescere il fondo nazionale per la non autosufficienza. Quest'agitazione da parte delle case di riposo la ritengo sbagliata e in contraddizione con quanto sta succedendo nel Veneto in questo campo. Informo al proposito che alcuni gruppi imprenditoriali, De Benedetti, Caltagirone (che sta acquistando la casa di riposo di Scorzè) si indirizzano all'acquisto di strutture residenziali per gestirle in maniera diretta e senza chiedere, come fa l'Uripa, l'aumento del 2,5% del contributo regionale: gli basta gestire quello che c'è mentre invece il sistema pubblico delle Ipab chiede continuamente aumenti e se non ci sono si minaccia azioni sbagliate come l'aumento delle rette (alberghiere) o la protesta dei familiari degli ospiti». Per quanto riguarda il futuro, l'Assessore Sernagiotto ha annunciato che la Regione sta lavorando sul potenziamento dell'assegno di cura (che costa un terzo di quanto costano le case di riposo) e che il tema della parziale non autosufficienza, settore attualmente poco focalizzato e che costerebbe un quinto del costo attualmente pagato alle case di riposo, sarà oggetto di progetti pilota in tutte le provincie. «Porterò all'approvazione della prossima giunta regionale il provvedimento 115 CR che aumenterà di 6000 posti accreditabili gli attuali 24 posti nelle strutture residenziali aprendo ulteriormente la possibilità di scelta da parte delle persone e una buona gestione da parte delle strutture».

 

nr. 05 anno XVI del 12 febbraio 2011

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