NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Ferite ripulite non rimarginate

Comune e Regione in sopralluogo a cento giorni dall’alluvione tra rive e sponde

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Ferite ripulite non rimarginate

Nel centro di Vicenza le ferite dell'alluvione sfuggono agli occhi distratti, perché tutto è stato ripulito, anche se le tracce si notano in alcuni edifici tuttora devastati e in qualche negozio che non ha ripreso l'attività. Il "colpevole", il Bacchiglione, oggi scorre tranquillo molto sotto il livello arginale, ma sono parecchi i cantieri aperti dal Genio Civile regionale sulle sue sponde, e molti ne serviranno ancora, per rinforzare le rive e per ricalibrare l'alveo, rialzato dai detriti trasportati dalla piena. In zona Araceli, uno dei varchi dai quali il fiume oggi apparentemente innocuo era entrato in città, sfondando il muricciolo preesistente, è stata portata a termine una nuova barriera: un muro in cemento armato con mattoni a vista.

Da qui è cominciato il sopralluogo del Commissariato per il superamento dell'emergenza alluvione, rappresentato dal vicecommissario vicario Mariano Carraro accompagnato dai tecnici e dai responsabili del Genio Civile del capoluogo berico, assieme al sindaco della città Achille Variati. La visita ha toccato tre delle zone simbolo dell'alluvione nel centro del capoluogo berico e l'area immediatamente a Nord, dove inizia la Strada del Pasubio e dove il Bacchiglione disegna una serpentina le cui sponde sono state letteralmente maciullate dalla furia delle acque. Molto è stato fatto e molto resta ancora da fare, per ripristinare il danno alle difese idrauliche. Il Commissario Luca Zaia ha messo a disposizione del Genio Civile vicentino 15 milioni, la metà dei quali serviranno a pagare i lavori effettuati e in corso, l'altra metà a realizzarne di nuovi.

La consistenza degli interventi necessari è, peraltro, notevole e i soldi attualmente a disposizione non ridurrebbero di molto il rischio che Vicenza correrebbe se si ripetessero le piogge di ottobre - novembre scorsi. «Lo Stato deve darci altri soldi - ha sottolineato stamani Variati - dobbiamo fare la vasche di laminazione. Possiamo e dobbiamo rendere gli argini più sicuri e liberare il fiume dai detriti, ma occorre fermare l'acqua a monte. Il Commissario Zaia, con il quale c'è un ottima collaborazione, ha ben capito questa necessità e sa che, se Vicenza regge la piena, si salvano anche il basso vicentino e il basso padovano. A Vicenza forse riusciremo a fare rapidamente un bacino immediatamente a nord, piccolo ma comunque utile, dove ci sono cittadini che hanno già dato la disponibilità dei loro terreni. Ma serviranno più opere e più consistenti. Si adottino procedure rapide e si paghino bene i proprietari dei terreni da utilizzare - ha concluso il sindaco - ma deve prevalere il bene comune».

 

nr. 05 anno XVI del 12 febbraio 2011

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