NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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L’eccezionale maratona musicale al Teatro Comunale per due serate

In otto ore complessive ha visto sfilare, con grandi apprezzamenti da parte del pubblico, ben 6 giovani ed affermati pianisti dell’Accademia Internazionale di Imola

di Mario Bagnara
mario.bagnara@fastwebnet.it

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L’eccezionale maratona musicale al Teatro Comunale

All'eccezionale Maratona Pianistica Chopin-Schumann che per due serate consecutive, in otto ore complessive, ha visto sfilare, con grandi apprezzamenti da parte del pubblico della Società del Quartetto, ben sei giovani e affermati pianisti dell'Accademia Pianistica Internazionale di Imola (Pietro Gatto, André Gallo, Alberto Nosé, Alessandro Tardino [foto], Shizuka Susanna Salvemini e Chiara Opalio [foto]), è seguita, quasi senza soluzione di continuità, una specie di altra Maratona di musica classica che in una settimana, ha offerto, sempre al Teatro Comunale, nel Ridotto, il simpatico concerto per chitarra di Edoardo Catemario per Incontro sulla Tastiera in ricordo del Comm. Fausto Tapergi, recentemente scomparso, quindi, nella Basilica dei SS. Felice e Fortunato il Concerto Straordinario Settimane Musicali All Stars con la partecipazione gratuita dei più fedeli protagonisti delle ultime edizioni del festival, tra cui Mario Brunello e Bruno Canino, per concludersi il lunedì successivo al Comunale con il grande evento che ha visto il famoso pianista Alexander Lonquich, ben noto a Vicenza anche per le sue giovanili performance solistiche, dirigere per la prima volta la nostra Orchestra del Teatro Olimpico.

OTO E QUARTETTO INSIEME CON IL CONSORZIO DEI CONSERVATORI VENETI

Frutto particolarmente encomiabile di una collaborazione concordata tra l'OTO stessa e la Società del Quartetto, allargata però anche al Consorzio dei Conservatori del Veneto che in quello di Vicenza ha sempre avuto l'apporto più convinto e determinante. A favorire tale intesa lo stesso statuto dell'Orchestra il quale, fin dalle origini del 1990, ma soprattutto in seguito alle modifiche apportate agli inizi del 1997, ha previsto che essa fosse composta «per quanto possibile da musicisti provenienti dal territorio vicentino e veneto» come «naturale sbocco professionale e culturale dei giovani diplomati al Conservatorio di Vicenza e degli altri Conservatori del Veneto». Per quanto riguarda poi la Società del Quartetto, fin dai primi anni '90 del secolo scorso, quando era solo Amici della Musica, per felice intuizione del Direttore Artistico Piergiorgio Meneghini [foto], ha sempre rivolto particolare attenzione agli stage e ai corsi di formazione per allievi e neodiplomati del Conservatorio.

I professionisti dell'Orchestra si sono quindi trovati ad accogliere nei loro ranghi, nelle sezioni dei legni, ben dieci allievi (oltre il 20% dell'intero organico) provenienti dai vari Conservatori veneti, beneficiari di un preventivo stage tenuto nei giorni delle prove dallo stesso Lonquich.

VARIEGATO MA ARMONICO IL PROGRAMMA

Una efficiente sinergia quindi per un programma di grande interesse che ha proposto abbinamenti tra la musica romantica di Franz Schubert [foto] (Vienna 1797-1828) con la Sinfonia n. 6 in do maggiore D. 589 "La Piccola", eseguita per la prima volta a Vienna nel 1818, e la musica di fine ‘800 e inizi ‘900 che ha caratterizzato la seconda parte della serata. A garantire il legame fra i due periodi, le brillanti Deutsche Tänze vom Oktober 1824, appartenenti al catalogo postumo del grande compositore viennese, scomparso prematuramente nel 1828, senza aver avuto la possibilità di far conoscere alcune delle sue migliori opere, destinate a qualificare sempre meglio la sua posizione dominante nella storia della musica europea. Al Comunale però le danze non sono state proposte nella versione originale per pianoforte, come ci si poteva aspettare data la presenza di un pianista eccezionale, ma nella trascrizione per orchestra effettuata nel 1931 dall'austriaco Anton Webern (1883-1945), tra l'altro uno dei massimi rappresentanti della musica dodecafonica; non è trascurabile notare che l'incisione dell'originale testo costituisca l'unica testimonianza della sua abilità come direttore d'orchestra.

 

LE CARNAVAL DES ANIMAUX

Collegati da questo ponte ideale tra il 1824 e il 1931, ecco allora nella seconda parte, dopo quella di Vienna risuonare la musica di Parigi nelle armonie di César Franck (1822-1890) e di Camille Saint-Saëns [foto] (1835-1921): del primo avvincente l'architettura musicale delle Variations symphoniques M. 46 per pianoforte e orchestra, composte nel 1885. Ma del secondo il notissimo Le Carnaval des Animaux. Grande fantasia zoologica per due pianoforti e orchestra (insieme con Lonquich la brillante Cristina Barbuti al secondo pianoforte) con i simpatici quattordici brani, dal ritmo brillante e dai riferimenti ironici che insieme con gli animali finiscono per coinvolgere anche alcuni personaggi contemporanei all'autore, in particolare i pianisti di fine Ottocento come "fenomeni da fiera", è stato il top di gradimento per il pubblico; forse apprezzato ancor di più da coloro che l'avevano ascoltato quattro giorni prima nell'esecuzione dell'ensemble cameristico delle Settimane Musicali. Singolare, secondo gli storici di Saint-Saëns, questa eccessiva fortuna del suo Carnaval che ha finito per far dimenticare quasi tutto il resto delle sue ricche composizioni, tra cui anche delle partiture originali per il cinema di cui fu uno dei primi autori. A nulla servirono i suoi sforzi per far dimenticare questo suo capolavoro; compresa l'unica esecuzione concessa agli amici per il martedì grasso del 1887.

Anche al Teatro Comunale, come già in passato all'Olimpico e nella Basilica dei SS. Felice e Fortunato, Lonquich [foto] è stato salutato come abilissimo e coinvolgente maestro concertatore con il quale il dialogo della corposa e duttile Orchestra è stato sempre intenso, vivace e incisivo. E all'OTO nel suo ventunesimo anno di attività non è mancato il gratificante plauso del grande direttore.

 

nr. 06 anno XVI del 19 febbraio 2011

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