NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
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Tre mesi senza vescovo, ecco il toto nomine

Dopo tre mesi appare ancora lontana la nomina del nuovo vescovo, circola qualche nome tra ruiniani e veneti

di Luca Ancetti
ancettil@tvavicenza.it

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Tre mesi senza vescovo, ecco il toto nomine

Sono passati già tre mesi da quando monsignor Cesare Nosiglia ha lasciato Vicenza per Torino, ma non appare ancora prossima la data per conoscere il suo successore, nessuna buona nuova ha portato all'assemblea del clero monsignor Lodovico Furian [foto], il vicario che regge la diocesi, «mi risulta che si stiano chiudendo appena ora le prime fasi, ma non ci sono indicazioni su come e soprattutto quando si procederà». Potrebbero quindi esserci ancora tempi lunghi per dare un nuovo pastore alla chiesa vicentina, c'è chi ricorda come nel secolo scorso il posto in Duomo rimase vacante per 8 anni, stavolta la soluzione potrebbe arrivare per Pasqua, sostengono i più ottimisti. Sul toto nomine comincia ad emergere qualche indiscrezione, ma si sa che quando si parla di vescovi fino all'ultimo giorno prima dell'elezione ogni pronostico può essere ribaltato. Tra i nomi foresti girano con insistenza quelli di due monsignori vicini al cardinale Ruini, si tratta di mons. Mauro Parmeggiani [foto a sin.], 50 anni, originario di Reggio Emilia, vescovo di Tivoli dove è stato ordinato nel 2008 risultando tra i più giovani d'Italia, è stato segretario particolare del cardinale Ruini. Appena più vecchio è monsignor Claudio Giuliodori [foto a des.], vescovo di Macerata dal marzo del 2007, già direttore dell'ufficio nazionale per le comunicazioni sociali. Il giovane dato anagrafico di entrambi sarebbe visto da una parte del clero vicentino come un limite, perché farebbe ipotizzare che per loro Vicenza possa essere una tappa probabilmente nemmeno tanto prolungata e così qualche prete si sbilancia e in una lettera inviata nelle scorse settimane alla santa Sede esprime qualche preoccupazione per il futuro della Chiesa Vicentina. Nessun appunto riservato al curriculum dei cosiddetti "papabili", ma un appunto sul fatto che prelati così giovani con una forte esperienza a fianco delle diplomazie vaticane forse configurano una esperienza relativa nel rapporto con le parrocchie che mai come in questo momento, e non solo per la penuria di preti, hanno bisogno di una conduzione che si prolunghi nel tempo e che conosca le difficoltà nella gestione delle... chiese di paese e nei rapporti con i fedeli. La ventina di sacerdoti che avrebbero firmato la lettera vedrebbero con maggior favore la soluzione di un pastore con più esperienza in parrocchia e che elevasse Vicenza come traguardo del suo cammino e non come semplice tappa o trampolino, meglio se veneto. Per la verità un nome anche lo fanno è quello dell'attuale amministratore diocesano, mons. Lodovico Furian, che si è fatto molto apprezzare anche in questi ultimi mesi per disponibilità e per la serenità che è riuscito a trasferire. Un limite alla sua nomina può essere l'età, ha 70 anni, un valore aggiunto invece sono le origine venete, padovane per la precisione, e l'intera esperienza sacerdotale dedicata alla diocesi vicentina. A proposito di veneti, altri sono i nomi che si rincorrono in questa fase di interregno. Da tempo si parla di monsignor Giovanni Brugnaro [foto a sin.], vescovo dal 2007 della diocesi di Camerino e San Severino Marche, 67 anni di San Donà di Piave. Nel toto nomine va inserito anche monsignor Beniamino Pizziol [foto a des.], 63 anni veneziano di Treporti, ausiliare del patriarcato di Venezia; soluzione meno percorribile rimane quella del vicentino di Tezze sul Brenta Adriano Tessarollo [foto a sin.], 65 anni, vescovo di Chioggia dove è stato nominato appena un anno fa.

 

nr. 06 anno XVI del 19 febbraio 2011

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