NR. 01 anno XXV DEL 01 FEBBRAIO 2020
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Con tre campagne di scavi sul Summano accertata la presenza di un santuario preromano

Intervista ad Anna Dalla Vecchia, curatrice del Museo Archeologico dell’Alto vicentino di Santorso, sull’importanza di un antichissimo luogo di culto che risale ad un’epoca situata nel periodo dal VI sec. a.C. al IV d.C.

di Giuseppe Bedin
bedinlhamo@alice.it

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Con tre campagne di scavi sul Summano accertata la

Oggetto di tre campagne di scavi da parte della Soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto negli anni 2007, 2008 e 2010, il monte Summano si conferma sito di particolare rilevanza archeologica per i ritrovamenti effettuati, testimoniati nel 2007 dal rinvenimento di una statuetta d'argento di divinità femminile in trono che insieme al Marte scoperto in precedenza confermano l'importanza di questo luogo. «Fatte tre campagne di scavi, chiesti finanziamenti per la quarta - spiega la curatrice del Museo Archeologico dell'Alto Vicentino, situato a Santorso, Anna Dalla Vecchia - Scavi che hanno evidenziato la presenza di un santuario pre romano e romano con una frequentazione dal VI a.C. al IV d.C. Accertata, sia con la datazione dei materiali che con radiocarbonio (c 14). Non si trattava di un piccolo santuario locale ma di un santuario, che viene definito, nella letteratura, di tipo internazionale, perlomeno per quanto riguarda il periodo romano, perché abbiamo rinvenuto monete che arrivano da tutto l'impero, portate sicuramente da soldati provenienti dalle diverse zone». Un santuario e un luogo la cui importanza era già noto prima dell'arrivo dei romani, come testimonia la presenza di roghi votivi sulla cima del monte. «Per quanto riguarda le fasi precedenti - continua Dalla Vecchia - questa presenza di roghi, il fatto che sia scelto di farlo sulla cima a quasi 1300 metri di altezza ci fa capire che non era il santuario dell'insediamento locale, non era solo il santuario di Santorso anche perché posto in una zona di confine, quindi era ben visibile da tutte le vallate retiche a nord, e da tutta la pianura veneta a sud». Un sito in continua fase di studio, tanto che è prevista una quarta campagna di scavi. «La quarta campagna - dice la curatrice del Museo Archeologico - probabilmente si limiterà a finire lo scavo nell'area indagata lo scorso anno e soprattutto fare i rilievi, per poter fare tutta una serie di elaborazioni a computer». A questo lavoro di ricerca sul campo è collegata una serie di attività didattiche nel museo e cicli di conferenze che inizieranno verso marzo-aprile; tema di quest'anno sono i santuari alpini, con un calendario che prevede una conferenza di paleobotanica e una sui roghi votivi (Brandopferplatz termine tecnico in tedesco) con la presenza di studiosi del settore.

 

nr. 10 anno XVI del 19 marzo 2011

 

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