NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Uno splendido omaggio musicale al Fogazzaro nel centenario della morte

Nel giorno esatto in cui si commemorava il secolo dalla scomparsa del grande scrittore vicentino, l’Orchestra del Teatro Olimpico gli ha dedicato un concerto che ha concluso la stagione musicale al Teatro Comunale

di Mario Bagnara
mario.bagnara@fastwebnet.it

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Uno splendido omaggio musicale al Fogazzaro nel ce

Non so se la programmazione della stagione sinfonica al Teatro Comunale avesse previsto fin dall'inizio la conclusione proprio nel giorno anniversario dei cento anni dalla morte dello scrittore vicentino Antonio Fogazzaro [a sin.], deceduto a poco più di un anno (il 7 marzo 1911) dalla fondazione della storica Società del Quartetto di cui è stato il primo Presidente. Ed è stata questa Associazione Musicale che, insieme con la celebrazione del suo centenario di attività, lo scorso anno ha avviato anche le manifestazioni fogazzariane, proponendo nello stesso mese e giorno di un secolo dopo, nello stesso salone di quello che allora era la Società del Casino in Piazza Duomo (attuale palazzo delle Opere Sociali) lo stesso programma della serata inaugurale (Passacaglia per violino e violoncello di Händel, del Trio n. 1 in si bem. magg. op. 99 D. 898 di Schubert e del Trio n. 1 in si magg. op. 8 di Brahms), allora interpretato dal Trio Press.

 

All'OTO l'onore di ricordare l'amore per la musica del Fogazzaro

Ed ora è toccato all'Orchestra del Teatro Olimpico [a des.] onorare l'anniversario della morte, concludendo la stagione del Comunale con un concerto che avrebbe reso molto felice lo stesso festeggiato.

Come ha testimoniato l'attore/regista Piergiorgio Piccoli, leggendo all'inizio del concerto due passi tratti dal suo ricco Epistolario, Fogazzaro era un grande appassionato, ed esperto, di musica soprattutto romantica. Infatti, nella lettera inviata al suo allievo e poi biografo Tommaso Gallarati Scotti il 16 novembre 1903 rivelava che fino a 16 anni la musica era stata per lui "un libro chiuso"; la folgorazione infatti era avvenuta, durante la prima convalescenza di una lunga malattia, grazie alla sensibilità del padre che, pianista appassionato, gli aveva fatto ascoltare una bella pagina di Norma di Bellini che anche per lui era divenuto il compositore preferito insieme con Beethoven, Robert Schumann e Schubert. Da allora la musica, come confessa anche in un'altra lettera inviata all'amico scrittore di teatro Giuseppe Giacosa il 14 aprile 1886, era divenuta una grande ispiratrice dei suoi romanzi.

Cesare Galla nel volume edito da Neri Pozza, La Società del Quartetto. Ottant'anni di musica a Vicenza, ricordando, con precisi riferimenti letterari ed epistolari, la cultura musicale di Fogazzaro, afferma che la musica salottiera «fa capolino, come una sorta di sottile ma persistente colonna sonora, in tutta la sua opera letteraria, da Malombra al Santo».

 

Fogazzaro promotore musicale

E non bisogna dimenticare che già prima di divenire Presidente della Società del Quartetto, nella raccolta Fedele e altre novelle, pubblicata a Milano nel 1887, il Fogazzaro [a sin. con Giuseppe Giacosa] aveva intervallato i racconti con intermezzi poetici come "traduzioni" di brani musicali, tra i quali la Sonata op. 27 n. 2 (Chiaro di luna) di Beethoven. Nel 1894 poi, in una Vicenza in cui avevano grande seguito i melodrammi e le opere liriche, proposti con ritmi talora incalzanti nei teatri Eretenio e Verdi (nella stessa serata inaugurale del Quartetto all'Eretenio andava in scena la seconda rappresentazione dell'opera verdiana La forza del destino), come Presidente dell'Accademia Olimpica, un'istituzione culturale che nei secoli aveva mantenuto fede ad un indirizzo espresso fin dalle origini cinquecentesche, si era fatto promotore di una serie di concerti di musica cameristica che poi però non ebbero continuità.

 

Il concerto inaugurale dell'anno fogazzariano

Il Concerto del Teatro Comunale quindi, come degna conclusione di una giornata che già il mattino, nella Sala degli Stucchi, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno fogazzariano, aveva visto l'affascinante lectio magistralis del prof. Fabio Finotti "incorniciata" da brani musicali di R. Zandonai, L. Sinigallia e P. F. Tosti su testi dello stesso Fogazzaro, interpretati dal soprano Margherita Tomasi, accompagnata al pianoforte da Enrico Zanovello [foto a des.], non poteva non essere incentrato su autori particolarmente amati dal romanziere vicentino. Nella prima parte Ludwig van Beethoven, da lui definito "il gigante" della musica, con due brani particolarmente cari all'OTO: Ouverture Coriolano op. 62, ispirata non dall'omonima tragedia di Shakespeare, bensì da quella, molto meno importante, andata in scena nel 1807, di Heinrich von Collin, fratello del filosofo tutore del figlio di Napoleone, il Duca di Reichstadt, e la grandiosa Sinfonia in do maggiore n. 1 op. 21 con cui la formazione vicentina fece il suo debutto al Teatro Olimpico il 14 luglio del 1990.

Sempre in onore di Fogazzaro, particolarmente affezionato agli autori romantici, protagonista della seconda parte il diciottenne Franz Schubert (era il 1815) con l'affascinante Sinfonia n. 3 in re maggiore D 200 in cui il legame allo stile classico tradizionale trova armonica integrazione con l'innovativa e dominante vena melodica.

Il tutto interpretato, sotto l'abile guida del direttore artistico e principale Giancarlo De Lorenzo [a sin.], con intensità espressiva e buona incisività di tutte le sezioni strumentali.

Una bella serata che, anche nel ricordo del grande concittadino, il pubblico ha dimostrato di gradire con applausi entusiastici.

 

nr. 10 anno XVI del 19 marzo 2011

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