NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
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Le Anacrontee “elette” alla Camera dei Deputati

Sarà presentato a Roma il prezioso volume tradotto e commentato da Giorgio Pegoraro e pubblicato da Gilberto Padovan. La precedente edizione risaliva al 1882

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Le Anacrontee “elette” alla Camera dei Deputati

Mercoledì 13 aprile, nella sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati, a Roma, il prof. Giorgio Pegoraro [a destra] presenterà la sua nuova opera di studioso, ovvero la raccolta delle Anacreontee dai lui tradotte e commentate per i tipi di Gilberto Padovan Editore.

Si tratta di un volume che ha già attirato su di sé l’attenzione della critica e suscitato lusinghieri commenti: basti pensare che si tratta della prima edizione italiana dopo quella di Luigi A. Michelangeli risalente al 1882 (Zanichelli, Bologna) voluta dal Carducci.

Le Anacrontee “elette” alla Camera dei Deputati (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Un autentico evento culturale, dunque, che torna a mettere a disposizione dei lettori e del mondo accademico quei sessanta componimenti anonimi, contenuti nell’Antologia Palatina, che per secoli vennero attribuiti ad Anacreonte, il grande lirico greco nato a Teo, sulle coste dell’Asia Minore, intorno al 570 a.C. In realtà, gli autori di quei testi sono assai più tardi, e appartengono all’epoca romana imperiale e anche bizantina.

Riprendendo i temi caratteristici di Anacreonte – l’amore, il vino, il simposio – e per questo a lui attribuite, da quando vennero pubblicate (nel 1554) tali poesie conobbero un successo enorme negli ambienti letterari fino alla metà dell’Ottocento. «Basti pensare – osserva lo stesso Pegoraro – ai grandi poeti della francese Pléiade, oppure all’Inghilterra di Ben Johnson, alla Germania di Klopstock, Platen, Goethe; per l’Italia ricordiamo il Tasso, il Chiabrera, il Redi, gli Arcadi dallo Zappi fino a Jacopo Vittorelli».

Le Anacrontee “elette” alla Camera dei Deputati (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)L’editore Gilberto Padovan, di cui sono note l’eleganza delle pubblicazioni e la perspicacia delle intuizioni, ha inteso quindi colmare un vuoto, anche perché all’estero, in quest’ultimo trentennio, l’interesse nei confronti delle Anacreontee si è riacceso grazie a riedizioni, convegni e ricerche.

Il volume, il cui titolo completo è “Le Anacreontee. Gli imitatori di Anacreonte di Teo”, si apre con le significative prefazioni affidate a due tra i massimi poeti contemporanei, Andrea Zanzotto e Fernando Bandini [a sinistra], e contiene non soltanto la traduzione e il commento critico delle liriche ma anche, riprendendo in questo il miglior costume filologico, le concordanze testuali.

Prima di diventare assessore alla Cultura del Comune di Bassano del Grappa, Giorgio Pegoraro è stato insegnante di greco e latino nei licei, ha diretto e lavorato negli Istituti Italiani di Cultura di Budapest, Strasburgo, Helsinki, Grenoble e Stoccarda. Spirito profondamente umanistico, ha al suo attivo saggi, traduzioni e pubblicazioni scientifiche, oltre all’organizzazione di alcune grandi mostre bassanesi come “Cinquecento Veneto. Dipinti dall’Ermitage, poi Ezzelini e Antonio Canova”.

Le Anacrontee “elette” alla Camera dei Deputati (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Assieme a lui, nell’appuntamento di mercoledì 13 aprile nella sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati, alle ore 17.00, presenteranno l’opera la dott.ssa Maria Letizia Sebastiani, direttrice della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e ad interim della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, il prof. Gianfranco Fiaccadori, Università degli Studi di Milano e l’editore Gilberto Padovan. Durante la conversazione ci sarà modo di capire come non si tratti soltanto di una curiosità bibliotecaria: «Gli autori greci di questi testi – spiega Pegoraro – vissero e si riunirono in allegre brigate soprattutto nel Medioriente: ci commuove pensare che gli ideatori di queste poesiole leggere come farfalle ebbero tra i loro centri prediletti, in particolare nel quinto secolo d.C., quella Gaza che è oggi un focolaio di odi e di conflitti».

 

nr. 12 anno XVI del 2 aprile 2011

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