NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Un modo nuovo, e antico per affrontare Fogazzaro

Il recente volume dell'editore Angelo Colla, “Fogazzaro in tasca”, costituisce un approccio intelligente e sereno alla conoscenza del grande romanziere

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Un modo nuovo, e antico per affrontare Fogazzaro

Sono passati trent’anni da quando a Palazzo Trissino Mariano Rumor fu chiamato a parlare di Antonio Fogazzaro nel 70. anniversario della morte. L’approccio fu difficile ma estremamente piacevole e affascinante. Non da cattolico a cattolico, per intenderci, e nemmeno da uomo di scuola a uomo di lettere; Rumor speseUn modo nuovo, e antico per affrontare Fogazzaro (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica) su Fogazzaro una conversazione di raro interesse culturale, rilevandone pregi e anche qualche difetto, ma soprattutto dandogli la più opportuna collocazione nel quadro della letteratura italiana dell’800 e del primissimo 900, a spese di quella corrente critica prevalente che da sempre considera quel periodo e quegli scrittori di estrazione cattolica una specie di gradino “sotto” rispetto a tutto il resto che l’Europa ha saputo parallelamente esprimere. Un intervento, quello di Rumor, che, oltre a far pulizia robusta nel senso appena descritto, automaticamente riconciliò molti di noi, che Fogazzaro lo avevamo neanche tanto cordialmente detestato, con quei libri e quelle sensibilità.

Ora che l’editore Colla torna ad occuparsi di vicentinità con il libro di Marco Cavalli [a des.] (Fogazzaro in tasca e sottotitolo Dalla A di Amore alla Z di Zio) ecco che si rifanno vive le domande di sempre. Grazie alla vivacità di Cavalli si confondono un po’ dubbi e perplessità mai sopite veramente, neanche dopo quella giornata di Palazzo Trissino. E ci domandiamo, come se lo domanda in introduzione lo stesso editore, che cosa resta di tutto il Fogazzaro che abbiamo letto fin qui, allo scadere del centenario della sua morte. Non moltissimo, a dire il vero: reminescenze scolastiche, aneddoti biografici, iUn modo nuovo, e antico per affrontare Fogazzaro (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)l titolo del suo romanzo più famoso, Piccolo mondo antico. Però è vero che ad un secolo dalla sua scomparsa, si può mettere in salvo di Fogazzaro una memoria più viva, organizzandola in forma di abbecedario con voci rinviantesi l’un l’altra come in un Baedeker in cui le vicende intellettuali dello scrittore, le trame e i personaggi dei romanzi sono gli elementi del suo paesaggio naturale.

È quello che Marco Cavalli ha voluto fare con questo suo Fogazzaro, essenzializzato, suddiviso in parole-chiave che funzionano da percorsi di accesso allo scrittore e all’opera e che mirano a destare la curiosità ma senza ambizioni e pedanterie enciclopediche. Il libro rappresenta una vera e propria è una bussola portatile che consente di orizzontarsi con facilità all’interno del mondo romanzesco di uno dei più grandi scrittori italiani dell’Ottocento, e non solo.

 

La bussola che orienta dentro un labirinto ora più leggibile

Fogazzaro in tasca esce nell’anno del centenario della morte di Antonio Fogazzaro, avvenuta a Vicenza il 7 marzo 1911. La concomitanza non è casuale. Le celebrazioni commemorative costituiscono un’occasione unica di autopromozione per un Un modo nuovo, e antico per affrontare Fogazzaro (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)libro incentrato sull’opera dello scrittore commemorato. Parlare e far parlare di scrittori in Italia sta diventando un’operazione di teatro dell’assurdo; l’unica è – secondo un’espressione giornalistica dura a morire – tornare a parlarne. Nel caso di Fogazzaro le cose stanno, in un certo senso, esattamente come il “si torna a parlare” sottintende di solito in modo fraudolento. Questo può essere un guaio perché la curiosità dei contemporanei, essendo ormai quasi del tutto revivalistica, considera più gratificante riabilitare una reputazione che confermarla. Fogazzaro ha avuto in vita la popolarità e i riconoscimenti che si meritava. Nel 1907 è stato addirittura in corsa per il Nobel (assegnato a Rudyard Kipling; l’anno prima se l’era aggiudicato Giosuè Carducci). La critica non ha preso abbagli su di lui e tutto sommato lo ha giudicato con equanimità. Fogazzaro scrittore non ha suscitato interpretazioni controverse.

Non c’è bisogno di dargli giustizia, di rettificare opinioni sballate sul suo conto. C’è gran poco da aggiungere alle analisi dei vari Benedetto Croce, Pietro Nardi, Pietro Pancrazi, Tommaso Gallarati Scotti, Antonio Piromalli ecc. Tutti concordano nel giudicare Fogazzaro un poeta mediocre e un drammaturgo di scarso talento. Fino a Piccolo mondo antico (1895), è un romanziere dei più promettenti, forse il solo dell’Ottocento italiano in grado di reggere il paragone con Manzoni.

Nascendo, il presente volume ha avuto cura di porsi parecchi limiti. Uno di essi è illustrato dal titolo, che non ha alcun intento di irriverenza. Tra l’enciclopedismo erudito e la tabula rasa, tra il dover sapere tutto su Fogazzaro e il non voler saperne alcunché, Fogazzaro in tasca offre una via di accesso intermedia. Il libro è organizzato come un abbecedario; ogni voce contiene rinvii alle altre però non espressamente indicati, affinché il piacere di scoprire un collegamento non si Un modo nuovo, e antico per affrontare Fogazzaro (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)trasformi nell’obbligo di seguirlo. È stata rovesciata l’impostazione tradizionale di avvicinamento a Fogazzaro, che dalla sua vita conduce ai luoghi della vita (o viceversa) passando, quando capita, attraverso le opere. Al cuore di Fogazzaro in tasca ci sono i romanzi, il resto si dispone a corolla intorno a essi senza pretese di esaustività ma con sforzo di sintesi e di chiarezza.

La filologia fogazzariana svolgendo il suo compito ci ha dato per così dire il punto di vista di Fogazzaro su Fogazzaro, indispensabile per capire l’uomo e lo scrittore.

Marco Cavalli è nato nel 1968 a Vicenza. Come critico letterario si è occupato in particolare anche dell’opera di Aldo Busi su cui ha pubblicato Dritte per l’aspirante artista televisivo. Aldo Busi fa lezione ad “Amici” (Mondadori, 2005), Busi in corpo 11. Miracoli e misfatti, opere e opinioni, lettere e sentenze (Il Saggiatore, 2006), Aldo Busi (Cadmo, 2008). Ha tradotto dal francese Molière, Sade, Franz Hellens, Marcel Pagnol.

Per Angelo Colla Editore Marco Cavalli ha pubblicato Sette note sulla lettura (2010), controgalateo della parola che rappresenta un inedito oltre che estremamente serio e divertente manuale per muoversi dentro i significati delle righe e i pensieri di un libro.

 

nr. 16 anno XVI del 30 aprile 2011

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