NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Mostra fotografica, libro e serie di eventi per festeggiare “La Conca” di Thiene

“Una storia da conservare”: è l’iniziativa del comitato promotore di uno dei quartieri più antichi. La rassegna, attraverso 120 anni di immagini, riscopre le radici locali recuperando la memoria della comunità

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Mostra fotografica, libro e serie di eventi per fe

Una mostra fotografica, un volume e una serie di eventi per rendere omaggio alla Conca, uno dei quartieri più antichi di Thiene. "La Conca di Thiene – Una storia da conservare", iniziativa del comitato promotore del quartiere con il patrocinio e il sostegno del Comune, è sì una mostra e un Mostra fotografica, libro e serie di eventi per fe (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)volume che racconta 120 anni di immagini, ma è anche un'occasione per riscoprire le antiche radici locali e per guardare al futuro con la consapevolezza di ciò che è stato. «Recuperare la memoria storica e le tradizioni per non dimenticare da dove siamo venuti – ha detto il Sindaco di Thiene Maria Rita Busetti, ricevendo simbolicamente la prima copia del volume – Queste immagini fotografiche sono un mezzo significativo e toccante per raccontare la vita culturale del quartiere della Conca, i volti e i luoghi che hanno scritto la storia dalla fine dell'800 ai giorni nostri. Ogni foto ha fermato un attimo di vita e di storia. Ogni immagine ripercorre sensibilità e sensazioni di chi in questa parte di Thiene ha lasciato un’impronta e le proprie emozioni. Un percorso di immagini che documenta gli innumerevoli cambiamenti sociali avvenuti negli anni, lo sviluppo urbanistico del quartiere, la crescita della popolazione, la costruzione di strade e scuole. E poi la centralità della parrocchia, le attività e i gruppi che hanno fatto crescere la comunità. Fino agli avvenimenti più recenti che hanno modificato ulteriormente il volto del quartiere trasformandolo in quello che è oggi. Un racconto vivo e dinamico che ci fa riscoprire chi eravamo per non perdere il nostro passato, necessario a capire il nostro presente. Ricordiamoci che ai nostri figli dobbiamo lasciare l’anello della catena che noi abbiamo ereditato dai nostri padri e passarlo a loro affinché non si spezzi quella collana di ricordi e di valori che danno un senso al futuro».

Inaugurata il 13 maggio scorso, l'esposizione è visibile presso il Patronato della Conca fino al 24 maggio, ma sarà esposta anche durante il Giugno Thienese al padiglione fieristico e ancora ad agosto, in concomitanza con le festività in onore di S. Gaetano patrono di Thiene. La raccolta delle fotografie è iniziata un anno fa, casa per casa. Sono state 778 le foto catalogate e 560 quelle esposte su 63 pannelli messi a disposizione dal Comune. Oltre alle foto sono esposti dati statistici, sei viste aree e un video con riprese degli anni '50. Il libro raccoglie una selezione di 219 fotografie. «Spinti dalla volontà di ricostruire la storia del nostro quartiere e uniti dal desiderio comune di suscitare in tutti le emozioni e i ricordi che ci hanno accompagnati durante questa esperienza, abbiamo deciso, in occasione del 25° anniversario del riconoscimento della Parrocchia Maria Ausiliatrice alla Conca di Thiene, di dare vita ad una mostra fotografica, la più ampia e particolareggiata possibile, sull’antico quartiere», spiegano quelli del Comitato promotore delle iniziative composto da Gianni De Franceschi, Maurizio Andretta, Domenico Camelotto, GianniMostra fotografica, libro e serie di eventi per fe (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica) Casarotto, Florido Menegozzo e Antonio Miola. «Un progetto che ha preso forma nell’estate del 2010 ed è iniziato con una paziente ricerca di fotografie, di casa in casa, in tutto il quartiere. Con nostro stupore, siamo riusciti a raccogliere una quantità cospicua di materiale fotografico grazie a tutte quelle persone che ci hanno aiutato prestandoci foto di ogni genere ed epoca. Il risultato è davvero straordinario, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo».

È un percorso che ha inizio a fine ‘800, quando ancora la Conca era individuata solo come zona bassa della città (da qui il nome), un quartiere molto povero caratterizzato principalmente da un’ampia presenza di piccole attività commerciali come gli innumerevoli "scarpari" e "casolini", sino ad arrivare ai giorni nostri. «Agli inizi del secolo scorso la Conca era famosa per i suoi scarpari: moltissime famiglie si sono dedicate, fino agli anni ’60, alla lavorazione delle scarpe. In anguste stanze, il padrone di casa, con l’aiuto dei vicini, dopo aver ritagliato le pelli, assemblava le scarpe, le mandava a cucire quindi le completava e le consegnava alle varie botteghe della zona ed anche da fuori provincia. Durante la bella stagione gli scarpari usavano lavorare all’aperto, portando i loro banchetti fuori dalla porta di casa, in corte. Una volta nel nostro quartiere c’erano anche alcune fabbriche: la filanda di G. B. Rossi e la conceria Munarini in via De Muri, il bottonificio Facchinetti e il calzaturificio Balasso in via S. Rocco. Anche altri mestieri sono spariti o quasi: i contadini, i casolini, i fornari, le ostarie, i becari, le rivendite di vino».

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