NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
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La “mission” di Albanese sale sul palco

Tre i cardini della nuova stagione del Comunale: offrire qualità, servire i cittadini, attrarre nuovi pubblici

di Giuseppe Brugnoli
giusbrug@tin.it

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La “mission” di Albanese sale sul palco

L'incipit del comLa “mission” di Albanese sale sul palco (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)unicato stampa di presentazione della nuova stagione del teatro comunale, la prima ufficialmente diretta dal presidente della Fondazione Flavio Albanese, è un po' enfatico, e anche leggermente prolisso, ma rende assai bene la solennità, se così si può dire, di un evento che Vicenza attende da sessantacinque anni, uno in più, sia detto senza alcun riferimento, della stagione degli spettacoli classici di settembre all'Olimpico. È un comincio in cui, traducendo direttamente dall'inglese “mission”, si prende un impegno che dovrebbe durare nel tempo, e in cui si fa chiaramente e decisamente appello a tutte le forze non solo culturali ma anche finanziarie, sociali e civili della città per proseguirlo con successo. Eccolo: «La stagione 2011-2012 esplicita pienamente i valori di riferimento a cui si ispira la missione della Fondazione guidata dal Presidente Albanese: offrire un prodotto culturale di qualità, facendo delle scelte precise, a volte di rigore; essere a servizio dei cittadini, intendendo la cultura come un sistema che dialoga apertamente con gli altri sistemi e si propone di mettere in relazioni (le istituzioni, gli altri interlocutori culturali, il mondo imprenditoriale, il mondo delle professioni, la rete dell'associazionismo e del volontariato e altri ancora); attrarre nuovi pubblici, diversi per provenienza, età anagrafica, interessi».

L'importante in questo lungo capoverso è il richiamo esplicito ai “valori di riferimento”; non si tratta di una sfida, men che meno di una scommessa, ma di un atto di fiducia, quasi di fede, in quei principi che spesso osiamo proclamare e che meno spesso La “mission” di Albanese sale sul palco (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)riusciamo a mantenere. Se il teatro è stato finalmente costruito, e comincia davvero a funzionare dopo i primi anni che possono dirsi di rodaggio e magari anche di prova, ora è giunto il momento di verificare se Vicenza voleva davvero un nuovo teatro, un «luogo della città, quindi il teatro di tutti», come ribadisce il presidente Albanese in questo documento programmatico.

E quindi il comunicato stampa sulla nuova stagione artistica, dopo questa premessa fondamentale per definire le aspettative in progress dei programmatori, si addentra nel calendario degli spettacoli, che prevede quasi sessanta appuntamenti tra concerti, spettacoli di prosa, di danza, performances, incontri con gli autori, con i critici, con i giornalisti, con gli interpreti: un calendario che comincia a fine ottobre 2011 e prosegue fino a maggio 2012, mentre si annuncia che in settembre saranno annunciati nuovi importanti appuntamenti, che sono in corso di definizione.

Nutrita, come era da attendersi dato che Vicenza è ormai diventata una delle più importanti piazze a livello internazionale per la danza, la programmazione degli spettacoli di ballo, realizzata in collaborazione La “mission” di Albanese sale sul palco (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)con Arteven e che prevede sette spettacoli, di cui tre in doppia data, oltre a tre spettacoli della rassegna sperimentale. Saranno a Vicenza Il Balletto di Roma, il Malandain Ballet di Biarritz, il balletto del Grand Théàtre de Genève, la compagnia La Baraka del Balletto nazionale di Algeri e la Compagnia di danza brasiliana “Mimolus” e la rassegna sperimentale “Luoghi del Contemporaneo”. Sei spettacoli in doppia data per la stagione di prosa, con Moliere, Goldoni, Pirandello, Shakespeare, Von Kleist, e con attori come Marco Paolini in un nuovo spettacolo dedicata a Galileo, Annamaria Guarnieri e Monica Guerritore, mentre la nuova stagione concertistica, realizzata in collaborazione con la Società del Quartetto spazia ampiamente su tutto il grande patrimonio musicale classico e moderno, con esibizioni di soliti di fama mondiale, di complessi concertistici e orchestre da camera e sinfoniche di larga affermazione nei teatri italiani ed europei, fino alla serie di appuntamenti serali realizzati in collaborazione con le Settimane Musicali al Teatro Olimpico e la rassegna musicaLa “mission” di Albanese sale sul palco (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)le “Riflessioni contemporanee”, novità assoluta, realizzata e prodotta in collaborazione con l'Ensemble Musagète, attiva dal 2001 a Palazzo Montanari.

È indubbiamente una impresa “corale”, questa della stagione artistica 2011-2012 al teatro comunale, che vede impegnati tutti gli operatori artistici e musicali di Vicenza, forse per la prima volta così tanti, e si potrebbe dire anche così tutti, insieme. Non pare ci sia in giro per l'Italia, e forse anche all'estero, una città delle medie dimensioni come è Vicenza che al pari di Vicenza abbia saputo programmare un tal mole di spettacoli, e di tanto spessore. Forse, se è concesso trarre una conclusione dopo aver visto soltanto una programmazione, così valida in termini culturali e di indirizzo artistico, e in attesa di verificarne “sul campo” la rispondenza, si può senza dubbio affermare che un risultato di tal fatta, imponente non soltanto per il numero degli eventi ma anche per l'eccellenza insita di spettacoli e di esecutori, in un'epoca in cui le ristrettezze economiche che sono uguali per tutti colpiscono soprattutto il mondo della cultura, non si sarebbe potuto ottenere se a reggere questa larga equipe di operatori e referenti artistici, ai quali si devono aggiungere il Comune e la Regione, non ci fosse stato un vicentino colto, e amante della sua città, come è e come è sempre stato Flavio Albanese.

 

nr. 23 anno XVI del 18 giugno 2011

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