NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Ha perso figlio e moglie e ora dice la sua opinione

Ecco la lettera scritta da Piero, il papà di Alex Di Stefano e marito di Carla. Morti per uno scontro in tangenziale e per non aver saputo resistere al dolore

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Ha perso figlio e moglie e ora dice la sua opinion

È passato un mese da quando, nella notte del 2 giugno, Alex Di Stefano è morto mentre stava tornando a casa lungo la tangenziale. La sua vettura è stata colpita da una macchina che proveniva dal senso opposto e che ha imboccato quell'arteria in contromano. Il giorno dopo la madre di Alex, Carla, ha deciso che il dolore era troppo e si è suicidata. Di quella famiglia sopravvivono quindi Piero, marito e padre, e Martina, figlia e sorella. Il loro è un dolore inimmaginabile e che proprio per questo merita il rispetto più assoluto. Piero ha deciso di scrivere, noi riceviamo e pubblichiamo.

Sono Piero, il papà di Alex, il ragazzo rimasto ucciso nell'incidente in tangenziale di un mese fa. In seguito a tutto quello che è successo in queste settimane ho deciso di farmi avanti per far conoscere un po' di più due delle tre persone più importanti per me. Mio figlio era un ragazzo esuberante, amava la vita ed era uno sportivo(si divideva tra la palestra e le corse di motocross) attento nei minimi dettagli alla propria alimentazione. Non era un fumatore anzi, quando vedeva sua mamma fumare, la rimproverava sempre dicendole: "Tone vai a drogarti". Aveva la passione per le auto d'epoca tanto da averne restaurato una  con grande pazienza. Da anni lavorava  nell'azienda di famiglia e si applicava molto nelle sue mansioni, se c'era un problema in fabbrica a cui nessuno sapeva porre rimedio ci pensava lui a risolverlo perché nel lavoro manuale era un mostro. La sua esperienza lavorativa lo stava portando ad arrivare fino al ramo commerciale gestendo le relazioni con i clienti e le varie fiere di settore. Questa sua progressiva crescita mi aveva portato a decidere di fargli prendere in mano le redini dell'azienda alla fine del 2011. Il giorno prima della tragedia addirittura aveva partecipato ad una riunione tra altre aziende del settore che volevano unirsi in un consorzio, affidandogli il ruolo di vicedirettore.

Mia moglie Carla, grande mamma, non ci faceva mancare mai niente ed era il cervello della famiglia infatti organizzava tutto lei, dai pagamenti alle visite e via dicendo. Lavorava anche lei nell'azienda di famiglia occupandosi della gestione contabile e delle relazioni con i clienti. Ci siamo conosciuti 34 anni fa e insieme eravamo riusciti a superare molte difficoltà. All'inizio della nostra storia non avevamo nemmeno i soldi per la benzina del motorino ma dopo tanta fatica ci siamo costruiti il nostro futuro a partire dalla fabbrica e successivamente costruendo la casa che per lei rappresentava il suo sogno. Dopo ciò che è successo in quella notte mi toccherà vendere la casa e probabilmente lo stesso discorso varrà per l'azienda in quanto non so se ce la farò da solo, averla accanto nel lavoro era molto importante per me ma credo anche per i dipendenti. Purtroppo non ha retto al dolore per la perdita di Alex ed ha compiuto un gesto estremo togliendosi la vita. Penso che solo un genitore possa comprendere cosa significhi tale dolore. Fino alla sera del 1 giugno eravamo una famiglia che si sedeva assieme a cenare e a discutere. Dal 3 giugno invece siamo solo io e mia figlia Martina di 18anni che ci dividiamo tra psicologo e psichiatra con cure annesse. Magari il dolore fosse fisico, almeno passerebbe, questo dolore è così differente e ti consuma giorno per giorno. Per fortuna siamo circondati da molti amici che ci fanno sentire il loro affetto, la loro vicinanza e poi c'è con noi mia sorella con suo marito che ci hanno adottati.

Ora vorrei porre a tutti quanti, in particolar modo ai genitori una riflessione molto importante: un genitore si sforza di crescere un figlio insegnandogli dei valori e delle regole cercando di fargli seguire un certo stile di vita di modo da tutelarlo contro le difficoltà della stessa. All'improvviso ti ritrovi con un ragazzo ubriaco e sotto l’effetto di stupefacenti che utilizza l'auto come una vera e propria arma, imboccando la tangenziale contromano ignorando qualunque norma stradale e stronca la vita di una persona innocente ma soprattutto impotente di fronte a ciò che gli sta accadendo. Cari genitori, questa tragedia è capitata a me questa volta ma al posto di Alex poteva esserci vostro figlio che magari tornava tranquillamente da una serata passata con gli amici e all'improvviso per colpe non sue vi lascia per sempre.  Le ultime parole che voglio spendere su Alex e Carla sono sulle loro passioni sfegatate per Max Biaggi e i Pooh,  spesso ci portavano a delle vere e proprie guerre in casa in quanto io e mia figlia siamo fans di Vasco e Valentino Rossi. Il 6 luglio i Pooh suoneranno a Marostica  ed io con mia figlia saremo presenti. La speranza è che vi dedichino una canzone anche perché, penso, che quella maledetta sera tu in macchina stessi ascoltando proprio le loro canzoni.

ALEX TI VOGLIO BENE

CARLA TI AMO

 

nr. 26 anno XVI del 9 luglio 2011

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