NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Niente di più nuovo che… tornare all’antico

Possibile importante svolta nel futuro della Casabianca di Malo: con il museo e la biblioteca di Bassano si sta profilando un percorso concordato che attraverso la grande tradizione grafica dei Remondini trova un aggancio di grande attualità nel patrimonio del museo moderno di Malo. È forse la prospettiva di commistione pubblico/privato che assicurerebbe almeno in parte futuro certo alla collezione di Giobatta Meneguzzo

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Niente di più nuovo che… tornare all’antico

(g. ar.) Siamo forse ad una svolta nel cammino che la Casabianca di Malo percorre verso quel suo futuro che assicuri non solo sopravvivenza, ma unità di patrimonio custodito, prospettiva e disponibilità di luoghi e di progetti. In poche parole: futuro. Si sta costruendo con grande pazienza e anche prudenza un accordo che dovrebbe portare la collezione di Giobatta Meneguzzo, messa assieme dagli anni 60 ad oggi e che copre tutta la storia vera della grafica moderna e contemporanea, ad un cammino di avvicinamento verso Bassano e il suo museo, ma non solo: anche Niente di più nuovo che… tornare all’antico (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)verso Bassano e la sua biblioteca. Il riferimento al museo di Bassano è strettamente collegato alle grandissima tradizione di grafica e stampa antica che rappresenta la colonna portante dell’opera dei Remondini, ma anche di tutta quella vena creativa che proprio in riva al Brenta trova espressione puntuale e di massimo valore artistico. L’accordo è tutto da costruire, ma nel momento in cui si ipotizza una presenza specifica della grafica d’arte del Casabianca all’interno del museo bassanese, nella collocazione che verrà scelta, si profila anche un futuro tutto particolare nella vita del museo di Malo il quale trova un interlocutore illustre e sicuro a cui affidare di volta in volta una sezione delle proprie collezioni. Per quanto riguarda la biblioteca si potrebbe poi arrivare alla presenza anche qui di sezioni specifiche della collezione di Meneguzzo che troverebbero ospitalità nelle varie sale della biblioteca nei tempi e nelle modalità che verranno concordate. Si tratta insomma di una importante prospettiva per la Casabianca, quell’incrocio tra pubblico e privato che come si diceva all’inizio il collezionista di Malo sta da tempo ricercando per assicurare futuro alla sua stessa vita di collezionista. Inutile aggiungere che proprio questa collezione di arte grafica contemporanea, così ben conosciuta in Italia e all’estero, ma così inesorabilmente ignorata in questa provincia – Bassano eccettuata, si capisce- rappresenta per gli studiosi dell’arte un riferimento che per volume e qualità di opzioni non ha eguali, dal nord Europa agli Stati Uniti.


Opere d’arte, territorio e quella fascia pedemontana veneta

Il collegamento delle opere dell’arte con il territorio nel quale sono state prodotte o hanno trovato approdo in qualche collezione è uno di quei legami che si possono ritenere assolutamente non occasionali e anzi chiarificatori di quello stesso rapporto culturale di collocazione e di nascita che è sempre indubbiamente frutto di vicinanza alla tradizione alla storia e alla fibra umana di quello stesso territorio.

Niente di più nuovo che… tornare all’antico (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Per queste ragioni il cammino intrapreso ormai da anni dalla Casabianca di Malo, che si apre al territorio e alla sua cultura, ma che non rinuncia ad un’operazione anche più vasta di andare “in visita” al più esteso territorio pedemontano veneto, fino a Pordenone, è un cammino quanto mai interessante al quale si debbono tra l’altro le prospettive nuove disegnate rispetto al futuro del museo di Malo.

Nella inesauribile vitalità di Giobatta Meneguzzo [a sin.], instancabile collezionista fin dagli anni 60, c’è questa capacità di leggere in sintonia di analisi e di tempestività la realtà più ampia del territorio al quale ci si può rivolgere e anche la scelta di filoni comunicativi che alla fine rivelano un significato non secondario. A Pordenone ad esempio Meneguzzo ha portato il “suo” Hugo Pratt e sempre a Pordenone, considerata quasi una meta di confine di quel territorio veneto di pedemontana che anche a Malo ha radici serissime, c’è la destinazione di altre iniziative già condotte a buon fine o in programma per il futuro.

Ma fare collezione e costruirci attorno un archivio documentale, che rappresenta l’altra faccia del patrimonio del museo di Malo, significa anche andare oltre, esplorare gli angoli meno frequentati del mondo dell’arte, nazionale o internazionale, attribuire valore primario ad esempio al messaggio proveniente dalla stampa quotidiana di solito non proprio valutata al massino per quel che riguarda gli addetti ai lavori, quelli che se Niente di più nuovo che… tornare all’antico (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)ne intendono davvero. Invece così non è e Giobatta Meneguzzo lo dimostra con i fatti e con i documenti mettendo assieme nel grande portico della Casabianca decenni di raccolta delle pagine culturali dei quotidiani italiani, inserti domenicali o usuali pagine d’arte e cultura, attraverso le quali si riceve un messaggio significativo e completo al massimo del cammino delle correnti artistiche nell’ultimo trentennio almeno.

Lo spunto, l’ispirazione, racconta Meneguzzo, sono arrivati dall’iniziativa del Sole/24 Ore che come noto pubblica un inserto settimanale interamente dedicato all’arte. Il quotidiano di Confindustria ha deciso recentemente di rinnovare la veste grafica della sua “Domenica” ed è stato questo lo spunto colto da Meneguzzo per allestire proprio all’ingresso del suo museo una mostra sui generis, quella che raccoglie senza saltare un numero tutti gli speciali e tutti gli inserti d’arte e cultura dei principali quotidiani italiani. E’ così che la Casabianca mette in mostra una delle sue collezioni più prestigiose, quella degli inserti: Agorà (Avvenire), Cultura (Corriere della Sera), Lettere e Arti (Il Giornale), TuttoLibri (La Stampa), Mercurio (La Repubblica), Arte (L’Umanità), e naturalmente La Domenica (Il Sole/24 Ore). Una vetrina di raro interesse contenente inserti che svariano dai primi anni 80 fino ad oggi.

 

nr. 29 anno XVI del 30 luglio 2011

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