NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Un museo dell'oro nel vecchio tribunale, così cambierà Vicenza?

La proposta è del consigliere delegato Claudio Cicero che pensa anche ad una pinacoteca per rilanciare il turismo e dare spazio alla creatività e produttività cittadina

di Luca Faietti
faiettil@tvavicenza.it

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Un museo dell'oro nel vecchio tribunale, così camb

L'idea in sé non è nuova, ma in tempi di grande incertezza e di voglia di rilancio sottolineare l'importanza di un brand è quanto mai necessario: per questo Claudio Cicero [a sin.] rilancia sulla possibilità di creare un museo dell'oro a Vicenza. Un museo che è anche parte della storia della Un museo dell'oro nel vecchio tribunale, così camb (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)nostra città e della nostra provincia, un tributo che non sarà alla memoria, ma che offrirà una opportunità in più a chi lavora per mantenere alto il nome di Vicenza nel mondo attraverso il marchio dell'oro. «Ed il posto ideale dove realizzare questo tributo ad uno dei settori trainanti della nostra economia c'è già» spiega Cicero, consigliere delegato alla Mobilità. Sì il luogo ideale dove realizzare questo museo infatti nelle idee del politico vicentino è quello che a breve diventerà l'ex tribunale della città, che peraltro nelle intenzione del sindaco, come scritto nel “suo” documento, posizione condivisa dall’assessore al territorio Francesca Lazzari,  dovrebbe essere abbattuto per lasciare spazio ad un immobile con abitazioni di pregio. Non si può altresì dimenticare che sul finire della passata amministrazione l’allora presidente della Biblioteca Berto,liana Mario Giulianati aveva lanciato l’idea, e fatto eseguire anche delle verifiche sulla polimetria, per riutilizzare il contenitore, oggi palazzo di giustizia, facendolo diventare una moderna biblioteca, con tanto di spazi di incontro come bar e ristorante. Cicero, lei il vecchio tribunale  lo vedrebbe sede del museo che celebri il passato ma anche il presente e la stessa sperimentazione dell’oreficeria vicentina?
«Sì, Per quanto riguarda l’immobile dell’attuale tribunale, una volta che lo stesso sarà trasferito nella nuova struttura, proporrei di utilizzarlo in parte per il Museo dell’oro e in parte per l’ampliamento dell’attuale Pinacoteca in collaborazione con fondazioni a carattere culturale, con il preciso scopo di accogliere eventi straordinari come mostre itineranti di pittura e scultura a livello internazionale magari di arte moderna. Un museo dell'oro serve alla città perché è un biglietto da visita di quelle che sono e saranno caratteristiche peculiari della nostra produttività, creatività, arte. Giusto quindi pensare ad un uso similare piuttosto che farlo diventare luogo di sviluppo residenziale».

Cicero, il sindaco Achille Variati ha presentato alla città ed al Consiglio Comunale le proprie linee programmatiche che di fatto andranno a chiudere il mandato. Tra queste alcuni passaggi sono destinati a ridisegnare la città. Che Vicenza ne uscirà?
«
Da quanto descritto nel documento, ne uscirà una città più armonizzata con ricuciture del territorio, che dovrebbero sanare sia quelle parti degradate sia quei vuoti rimasti dalle mancate pianificazioni precedenti. Il mio consiglio personale al Sindaco è quello di non farsi influenzare troppo dai vari veti incrociati che inevitabilmente troverà nella fase realizzativa  evitando così che un buon documento di intenti non rimanga tale. Parola d’ordine AGIRE!».

Lei che ne pensa della linea della giunta e del sindaco sull'utilizzo dell'area ex Domenichelli per creare il nuovo municipio?
«
Che il nuovo municipio si debba fare è fuori da ogni dubbio. Io avrei preferito l’area adiacente il nuovo teatro. Comunque rispetto questa scelta a patto che l’area in questione sia collegata con la viabilità futura ipotizzata in parte in galleria riprendendo il Un museo dell'oro nel vecchio tribunale, così camb (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)mio vecchio progetto che ha ancora una ipotesi di finanza ancora attuabile».

Nuovo stadio, giusto costruirlo a Vicenza est? Servirà davvero alla città? E che ne farebbe del vecchio Menti?
«
Per quanto mi riguarda lo stadio Menti non può più rimanere dove si trova oggi per ragioni di mobilità e logistica che causano notevoli problemi alla circolazione durante gli eventi calcistici. Per quanto riguarda la localizzazione a Vicenza Est, qualche preoccupazione lo confesso c’è l’ho, soprattutto se non si dovesse realizzare il viadotto che congiungerà viale Serenissima alla via Aldo Moro. Sul fatto che serva un nuovo “contenitore” non vi è dubbio in riferimento a quanto sopra evidenziato, ovviamente non relegando tale infrastruttura a semplice stadio ma a luogo dove si possa realizzare una molteplicità di eventi anche di natura musicale che tanto mancano a Vicenza. A posto del vecchio Menti credo che la scelta di insediare l’Università definita Politecnico della Meccatronica mi trova favorevole anche con un po’ di residenza magari di pregio che secondo me farebbe “tornare meglio i conti”».

Il vecchio tribunale lei come lo utilizzerebbe?
Un museo dell'oro nel vecchio tribunale, così camb (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Per quanto riguarda l’immobile dell’attuale tribunale, una volta che lo stesso sarà trasferito nella nuova struttura, proporrei di utilizzarlo in parte per il Museo dell’oro e in parte per l’ampliamento dell’attuale Pinacoteca in collaborazione con fondazioni a carattere culturale, con il preciso scopo di accogliere eventi straordinari come mostre itineranti di pittura e scultura a livello internazionale magari di arte moderna».

Un altro nodo riguarda l'area Laghetto. Condivide il progetto di questa amministrazione comunale?
«
Assolutamente si, visto che quello presentato dai privati che si sono rivolti ad un architetto di fama internazionale, mi sembra avere tutte quelle caratteristiche di eco sostenibilità richieste spesso dai cittadini e poco applicate dalle amministrazioni».

Il progetto di nuclei residenziali per gli anziani è condivisibile a suo modo di vedere?
«Diluire in città le residenze per anziani mi trova d’accordo anche perché dovrebbero essere di più facile gestione da un lato e di più facile fruizione da parte della cittadinanza dall’altro. Non dimentichiamoci le proiezioni dell’invecchiamento della popolazione che sono “catastrofiche”, uso un termine forte proprio per significare l’importanza e l’attenzione verso questo tema infrastrutturale».

 

nr. 29 anno XVI del 30 luglio 2011

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