NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Benvenuti in giostra. Anzi, al parcheggio

di Stefano Ferrio

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Benvenuti in giostra. Anzi, al parcheggio

Il presente, “questo presente”, è bello perché multiuso. Variopinto e caciaroso come un jukebox ingolfato da hit del momento e successi evergreen. Per cui lo puoi concepire come anticamera dell’inferno, oppure cogliere nei suoi eventi il preludio di un futuro finalmente futuro, degno dei migliori film di fantascienza del passato.

D’ora in avanti qualsiasi vicentino può diventare testimone oculare di questo sferragliante e contraddittorio spirito dei tempi piazzando la propria auto a Santa Corona, nel parking a sbarra di contra’ Canove. Dove l’emozione diventa quella di sentirsi più o meno dentro un’aggiornata “Odissea nello spazio” con una location degna di un disperante b-movie che non proiettano più nemmeno nella più sperduta e introvabile sala parrocchiale della provincia. Una volta sistemata la macchina, possibilmente lontano dal suv che la moglie di un noto avvocato parcheggia in modo trasversalmente pericoloso per sé e per gli altri, l’emozione è quella di pagare con un semplice sms il pedaggio necessario alla sosta in uno dei siti classificati dall’Unesco fra i posteggi più brutti del mondo, mastodontica e ammorbante riproduzione in formato servizio pubblico di quelle antiche giostre da lunapark chiamate “Carrera messicana”, dove la gara era fra una dozzina di singhiozzanti “bolidi” elettrici. Naturalmente quest’ultima dell’Unesco è una candida e macroscopica balla, ma sicuramente assimilata come attendibile verità da nove lettori su dieci (il decimo è l’avvocato contento di lasciare il suv alla moglie per lo shopping del sabato mentre utilizza la berlinetta di casa per imboscarsi con l’amante dalle parti del bosco di Novoledo).

La realtà, “questa realtà”, così spettacolare e irrinunciabile, oltre a rammentarci fra le sue pieghe l’antica e troppo bella destinazione a nuovo teatro civico dell’area di contra’ Canove, documenta che, grazie al nuovo (primo in Italia, si sostiene) pagamento telematico introdotto da Aim nei nove parking a sbarra di Vicenza, l’automobilista non deve più fare la coda alla cassa o ingegnarsi in cacce allo spicciolo con cui fare involontaria concorrenza al mendicante di turno fuori dal posteggio. D’ora in avanti sarà un adamantino e rassicurante beep del cellulare a dargli accesso, tramite addebito in banca, a un parcheggio vintage così decadente e inquinato. Qualcosa che, a suo modo, “vale il biglietto”.

Bianco e nero, vecchio e nuovo, incubo e miraggio. Non pare possibile sfuggire a questo vorticoso e sconcertante frullatore di opposti, di tendenze virtuose e tentazioni annichilenti che incrociano di continuo le loro scie. Messaggio ricevuto a Vicenza e dintorni anche in altri modi. Ad esempio di fronte alla crisi economica che, scatenando la caccia al risparmio, finalmente consente l’introduzione della settimana corta scolastica anche alle superiori, per il benessere economico e sociale di migliaia di famiglie, o al cospetto di banche dove, per un’infinità di motivi tecnico-finanziari, sparisce il contante, e conviene che sparisca del tutto visto come le riciclate bande del buco si aggiornano con tappi e doppi vetri piazzati per catturare banconote negli sportelli del bancomat, lasciando chi preleva con un palmo di naso e duecento euro in meno nel conto corrente.

Vorrà dire che sempre più spesso ricorreremo a sms dati per salvifici. Puntualmente registrati, un beep dopo l’altro, nei tabulati di un discreto, vigile ed efficiente Grande Fratello.

 

nr. 14 anno XVII del 14 aprile 2012

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