NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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IL VIAGGIATORE. Aiuole e bar del nostro cuore

Il Fai cerca luoghi da salvare: a Schio si battono per l’ottocentesco Giardino Jacquard, a Vicenza qualcuno caldeggia il bar Smeraldo in Campo Marzo

di Stefano Ferrio

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IL VIAGGIATORE. Aiuole e bar del nostro cuore

Basta il nome, Giardino Jacquard, per mettersi in viaggio con destinazione Schio, nei giorni in cui è aperto questo parco, realizzato in pieno ‘800 dall’architetto Antonio Caregaro Negrin per abbellire l’esterno del celebre lanificio della famiglia Rossi. In tutto sono cinque chilometri quadrati di pittoresche oasi che, fra pendii e spianate, incastonano torri di foggia orientale, serre, edicole, esotiche sculture di coccodrilli, resti di più antiche chiese. Un posto che entri cinico dall’altro ieri, ed esci romantico per il resto dei tuoi giorni. Oltre che tendenzialmente coinvolgibile in ogni iniziativa tesa a salvare dall’abbandono e dal degrado un sito che alla fine di ogni settembre tende al paradisiaco grazie a una mostra di orchidee da mitologici festini.   

Basta sempre il nome, “I luoghi del cuore” per innamorarsi dell’iniziativa che il Fai – Fondo Ambiente Italiano – lancia periodicamente dal 2003. Obbiettivo, condiviso dal Fai con la banca Intesa Sanpaolo, è un censimento sempre più ricco e aggiornato di tutti quei misconosciuti tesori artistici e naturali che rendono il nostro Paese unico al mondo. Quanto al grado di innamoramento raggiunto dagli italiani in questi primi nove anni di segnalazioni, è da lettino dello psicanalista per la devota dedizione che, quasi volessero pentirsi a nome di tanti loro incolti governanti, li porta a spendersi per la salvezza di poetici monumenti come la spiaggia del Fosso Cupido, sulle rive del mar Ionio, o il brolo del monastero dei santi Gervasio e Protasio, a Vittorio Veneto. 

Dunque, “I luoghi del cuore”, che nell’edizione 2010 legata al 150° dell’Unità d’Italia ha raggiunto la cifra record di oltre 464mila segnalazioni, ritorna anche in questo 2012. In pratica, c’è tempo fino al prossimo 31 ottobre per inviare il proprio voto scegliendo fra due modalità: online, accedendo al sito www.iluoghidelcuore.it, e tramite cartolina distribuita da tutte le filiali di Intesa San Paolo. Come forse qualcuno sospetta, il nostro voto andrà ad aggiungersi ai quasi quattromila già raccolti  a Schio e dintorni, con la dichiarata mira di superare entro fine mese quota cinquemila, e andare così a piazzare il Giardino Jacquard ai vertici della nuova classifica nazionale. Un’ideale top ten dove si piazzano siti e monumenti di cui il Fai vedrà con quali modalità farsi carico per interventi di salvaguardia e recupero storico-ambientale.

Certo è che quel nome, “I luoghi del Cuore”, induce a inventasi schede e voti anche a favore di manufatti non necessariamente firmati dal genio di un artista, o dall’ispirazione di Madre Natura. Muri e stanze che sono comunque diventati pezzi di una Storia non meno preziosa perché recente. A Vicenza, per esempio, è difficile non eleggere fra i nuovi Luoghi del Cuore il bar Smeraldo, ovvero quella specie di stazione di posta con tavolini all’aperto e tetto terrazzato trasformata dagli attuali gestori in un avamposto di cultura sul limitare di Campo Marzo, direzione ponte di Santa Libera. Ex tempio dell’etilico anonimato trasformato in ribalta permanente di eventi che spaziano dai week end per scooteristi alle rassegne di musica vintage. Qualcuno obbietterà che a Vicenza c’è di meglio, nel senso di opere riconducibili al medesimo ambito artistico-accademico dello scledense Jacquard. Vero, ma difficile che facciano palpitare questo famoso cuore come lo Smeraldo dove, tanto per restare alla stretta attualità, in questo week end si sono inventati un “Set-Tanta Inferno Party” dedicato al decennio della disco music e delle febbri del sabato sera.

Omaggio così toccante da comprendere, fra gli invitati d’onore, non solo un qualche piroettante clone nostrano di John Travolta-Tony Manero, ma addirittura il (vero?) poliziotto Perez dei Village People, in quegli anni ’70 favolosi interpreti di disco-tormenti come “Ymca” e “In the navy”. Roba che, come succede al Jacquard, ci entri cinico da non sai nemmeno quando, ed esci romantico per l’eternità.

 

nr. 35 anno XVII del 13 ottobre 2012

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