NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Il Viaggiatore. Scazzoni, anzi, “marsoni”, per il rugby di Serie A

L’Astico, ripopolato del suo pesce più famoso, fornirà le trattorie della zona e i terzi tempi della palla ovale, finalmente sovrana anche a Vicenza

di Stefano Ferrio

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Il Viaggiatore. Scazzoni, anzi, “marsoni”, per il

“Signora, lei mi è caduta sullo scazzone” è una frase che la buonanima di Mike Bongiorno non ha mai pronunciato. Ma, visto che forse non ha mai detto nemmeno la celeberrima “Signora Longari, lei mi è caduta sull’uccello” (se davvero accadde, come qualcuno asserisce, la Rai ha tolto dalla circolazione tutte le registrazioni), diventa a suo modo poetico immaginare il più famoso dei presentatori italiani alle prese con un quiz tipo “Per cinquantacinquemila euro, mi dica qual è il nome italiano del pesce di acqua dolce il cui nome scientifico è cottus gobio?”.

I problemi sarebbero sorti per Mike, e i suoi inappuntabili giudici, se la concorrente fosse stata una delle tante signore Toniolo o Lorenzato “born in Velo d’Astico”, native cioè di quelle zone dell’Alto Vicentino dove a una domanda del genere senza tema di sbagliare si risponde “marson” o, bene che vada, si ribatte sciorinando un più italianizzato “marsone”. Bellissimo, ineguagliabile appellativo con cui nella valle più “western” del Vicentino da secoli vengono chiamati questi pescetti dalla testa grossa, usi a sonnecchiare o a stanare prede nel greto dei torrenti, e squisiti se serviti fritti dopo averli conditi con radicchio nostrano, alla faccia dell’attuale divieto di pescarli. Già, perché poi stupirsi di veneti irredentismi e voti di ispirazione separatista, quando alla poesia nostrana del “marson” - nome che sa come nessun altro “sa” di sassi, retine e stivali bagnati – i sedicenti puristi della lingua italiana preferiscono questo greve e impresentabile “scazzone”?

Tanto che “Progetto Scazzone” e non “Progetto Marson” deve giocoforza chiamarsi l’attuale e ammirevole piano pluriennale con cui Veneto Agricoltura e Università di Parma mirano a popolare adeguatamente di “marsoni” il greto dei torrenti Astico e Posina, appoggiandosi ai servizi e al personale del Centro Ittico di Valdastico. Con obbiettivo un’adeguata colonizzazione dei locali corsi d’acqua, in modo da ripristinare il permesso di catturare questi enormi girini travestiti da pesci, rifornendo del loro gastronomico valore aggiunto le trattorie della zona.

E pazienza se un domani non troppo lontano, da sotto un casco della Gianna, si sentirà dire a un’acculturata signora Clelia “Sapete che stasera vado a Posina a mangiare scazzone?”. Il prezzo del progresso si paga in diversi modi, e questo è sicuramente uno dei più indolori. Neanche da mettere con la prospettiva di fumanti padelle da cui riversare valanghe di croccanti “marsoni” sui piatti del famoso terzo tempo di una partita di rugby. Pesci dal sapore maschio e ruspante, perfetto per le mangiate comunitarie con cui i giocatori dimenticano scontri e placcaggi del match appena finito, condividendo pani e pesci della migliore tradizione cristiana. Ora a Vicenza succede nel nuovo campo di via Baracca, realizzato in zona Ferrovieri giusto per celebrare la fresca, prima promozione in Serie A della locale squadra dei Rangers.

Avversari della partita di debutto, in programma domenica 28 ottobre con inizio alle 14,30, i veronesi del Valpolicella. Giocatori che si portano dietro, e un po’ sulle maglie, il fascino dei vini corposi e amarognoli per cui è amata la loro terra. Da affrontare come scazzoni, anzi, “marsoni” appostati fra sassi di fiume, e sempre pronti all’agguato.

 

nr. 37 anno XVII del 27 ottobre 2012

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