NR. 01 anno XXV DEL 01 FEBBRAIO 2020
la domenica di vicenza
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Al ridotto "Occidente Solitario" del regista che invase Londra come Shakespeare

Per i luoghi del contemporaneo il Comunale ha ospitato la piece di McDonagh che arrivo ad avere 4 spettacoli in contemporaneo nella capitale inglese, proprio come il grande drammaturgo

di Elena De Dominicis
elenadedominicis@virgilio.it

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Al ridotto Occidente Solitario del regista che inv

Prosegue la stagione di prosa del cartellone collaterale “Luoghi del contemporaneo” al Comunale di Vicenza con una pièce di cui si è parlato e si sta parlando molto: “Occidente Solitario”. Scritta dal regista e drammaturgo inglese di origine irlandese Martin McDonagh, classe 1970, Premio Oscar nel 2006 per il miglior corto, “Occidente solitario” è il terzo episodio di una trilogia detta “ The Leenane trilogy” a cui è poi seguita “The Aran trilogy”. Il successo di questi spettacoli ha Al ridotto Occidente Solitario del regista che inv (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)permesso a McDonagh, a soli 27 anni, di avere ben 4 delle sue pièce programmate in contemporanea a Londra, circostanza che pare sia accaduta, in precedenza, solo a Shakespeare. Abbiamo incontrato i due interpreti principali dello spettacolo visto al ridotto del TCVI, i due celebri attori Claudio Santamaria e Filippo Nigro.

Nella pièce ci sono due fratelli, generalmente a teatro c’è sempre una disparità nelle coppie: il buono e il cattivo, l’intelligente e lo scemo, il bello e il brutto eccetera; qui sembra che siano equivalenti perché si scannano a vicenda, hanno un rapporto molto alla pari.

Filippo Nigro: «Coleman è il fratello maggiore e Valene quello minore, si amano odiandosi e trovano un accordo soltanto odiando tutti quelli che non fanno parte della loro famiglia, cioè solo loro due. La pièce inizia con loro che tornano da un funerale, quello del padre; poi si scoprirà che il padre è morto per mano di uno dei due e che Valene, il personaggio che interpreto io, ha ricattato il fratello e non l’ha denunciato, ha preso tutti i soldi dell’assicurazione per mantenere il segreto e in cambio decidere che è tutto suo. Questa è una pièce dove contano più gli oggetti delle persone: Valene marchia tutto con la sua lettera, ha le sue statuine, simbolo religioso che rappresenta anche Padre Welsh. C’è anche tutto un discorso sulla religione all’interno del testo: il linguaggio è duro e forte non solo per le parole usate, ma anche per i concetti. Il tenore delle battute è molto cinico: Valene risponde al prete, che gli dice che c’è già tanta cattiveria, che se c’è già tanto odio nessuno ne noterà un altro po’. Una delle poche differenze tra i due è caratteriale, ma sono due pazzi, due belve».

Ricollocazione del testo in Italia: questo testo potrebbe essere stato scritto qui?

Claudio Santamaria: «Assolutamente: è ambientato in una piccola provincia irlandese, al centro c’è sempre una bottiglia di alcool e succedono dei fatti di sangue; nelle nostre province se ne sentono di tutti i colori».

Dicevamo che in questo testo sono molto importanti gli oggetti: questo è dato dal fatto che i personaggi hanno una relazione distorta tra di loro oppure, paradossalmente, il rapporto è forte e stabile anche nell’odio e nella follia e gli oggetti compensano o sublimano?

C.S.: «Sicuramente è un rapporto distorto che hanno loro. Anche prendendo spunto dal titolo, “Occidente solitario”, è un isolamento dagli altri in cui la solitudine è vissuta nel non esprimere i propri sentimenti Al ridotto Occidente Solitario del regista che inv (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)e non condividere la propria intimità con l’altro e gli oggetti diventano più importanti delle persone».

Ma perché diventano più importanti? È quasi una cosa mistica questa, al di là che ci sono degli oggetti votivi.

F.N.: «È il mondo di oggi: non si inventa nulla, è cinico, violento. Qui viene rappresentato da questa famiglia in un villaggio di una contea in Irlanda, ma può avere luogo ovunque. Più che mistico qua si parla di religione, c’è un prete che rappresenta l’elemento religioso all’interno del tutto, interagisce coi fratelli. McDonagh si diverte e critica tutti gli aspetti della religione anglosassone, soprattutto con riferimenti, battute sull’ attualità, l’assoluto, il perdono, l’ipocrisia, le incongruenze della Chiesa e le cose assurde».

C.S.: «C’è il bigottismo dei dogmi che poi non hanno fondamento nella realtà».

Questo è un dramma ironico, la reazione della risata è liberatoria della tensione oppure c’è qualcosa in cui il pubblico effettivamente si riconosce?

C.S.: «Secondo noi si riconosce molto in questo, sembrano persone e fatti lontani da noi, ma in realtà, poi, le persone ci danno dei feedback per cui ci riconosciamo in quello; nostro malgrado dobbiamo ammettere che c’è quella cosa lì dentro di noi e quasi ce ne vergogniamo».

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