NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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IL VIAGGIATORE. Metti un gelato metropolitano al posto della soppressa

È l’effetto dell’ingorgo spaziotemporale originato dal concerto di Alberto Camerini a Valli del Pasubio. In un mondo così cambiato che i cinesi non vi aprono più negozi, ma li chiudono…

di Stefano Ferrio

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IL VIAGGIATORE. Metti un gelato metropolitano al p

Magari avevano ragione i Maya, e il mondo è finito davvero lo scorso 21 dicembre. Solo che siamo miliardi a non rendercene ancora conto, e serve una qualche terapia di massa per un’illuminazione collettiva di non immediata comprensione.

Gli indizi non mancano. Cosa ci va a fare per esempio Alberto Camerini la sera del 2 febbraio al teatro San Sebastiano di Valli del Pasubio? Proprio lui, l’ex Arlecchino del “Gelato metropolitano” degli anni ‘80, il poeta-punk di “Tanz ballerina” e “Rock and roll robot” nella patria della soppressa e della sua popolarissima sagra di ferragosto, invasa ogni anno da varie migliaia di adepti che mai si fanno mancare qualcosa da appendere alle travi della propria cantina? Ovvio che il concerto è pura facciata, banale stratagemma dietro il quale nascondere l’Impensabile che si tramuta in Reale…

Sempre che ci mettiamo d’accordo su quest’ultima parola, su quali principi di Realtà governano un mondo dove dobbiamo ancora mettere a fuoco che due più due fa trecentoquarantasei al quadrato, che Balotelli è il nuovo centravanti della Torres, e che Fabrizio Corona fotografa solo scolaresche in gita. Un conto è scrivere queste cose per puro spirito di provocazione, tutt’altro è simulare quanto può accadere a un’ignara comitiva di amici di passaggio la sera del 2 febbraio per Valli del Pasubio, incapaci di capire l’origine delle visioni che prendono forma all’interno della propria auto, evocate da chi, all’interno del vicino teatro, canta proprio in quel momento “Spaghetti nucleari, zuppa del robot, ricetta del computer, lasagne punk, galletto rockabilly, pollo di metallo elettronico”… È il testo di “Maccheroni elettronici”, uno dei capolavori di Camerini che, quando lo scrisse, mai avrebbe immaginato le mutazioni provocate dal suo ascolto subliminale diffuso in un’area compresa fra Posina, Staro e Trambileno. Dove infatti, dall’estate del 2013, la soppressa non avrà più lo stesso sapore…

Nulla risulta facile da accettare in un globo terrestre finalmente governato dall’Impossibile. Dove, per la prima volta nella Storia, i cinesi non aprono, ma “chiudono” un negozio. Succede a Vicenza, in viale Trento. Qui migliaia di clienti abituali sono ora destinati a domandarsi per l’eternità come mai non esiste più il “luogo” dove - entrando alla ricerca di un cormorano, un pacchetto di Ms, un televisore al plasma o un sosia perfetto di Andreotti – non si usciva mai a mani vuote. In verità quei cinesi non hanno chiuso un bel nulla, e sono semplicemente rimasti a vendere lanterne magiche, carbonella per barbecue e facoceri di peluche in un mondo non ancora visitato dalla Grande Mutazione dell’Apocalisse Maya. Indi per cui, tifosi del Vicenza, l’arrivo al mercato di gennaio di due “punteri” come Simone Tiribocchi e Valeri Bojinov può in effetti significare una retrocessione in Serie C con contemporanea qualificazione alla Coppa Uefa, perché dobbiamo solo fare l’abitudine a un universo dove cambiano le regole, i ruoli si invertono, gli opposti si fondono e i simili si ripudiano.

Carnevale infinito, dove la voce di Alberto Camerini continua a martellare il suo noto ritornello: “Signore e signori un momento di attenzione, amici, compagni, spettatori, un'altra canzone questa è proprio micidiale un po' fuori dal normale, dopo il pane quotidiano, un gelato metropolitano”. Nemmeno i Maya lo avevano previsto.

 

nr. 04 anno XIX del 2 febbraio 2013

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