NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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IL VIAGGIATORE. Ulisse, “Toni Pigafeta” e gli altri (infiniti) protagonisti di “Chi l’ha visto?”

La vicenda del navigatore vicentino, prima scomparso nel nulla e poi miracolosamente tornato dal suo giro del mondo, rievocata dalla meritoria iniziativa della Fidapa dedicata a quanti, ogni giorno, non danno più notizia di sé. Nascondendoci forse una tragedia, oppure una farsa…

di Stefano Ferrio

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IL VIAGGIATORE. Ulisse, “Toni Pigafeta” e gli altr

Da Antonio Pigafetta a “Chi l’ha visto?” sembrano passati secoli, ma in realtà si tratta quasi di un soffio.

Notoriamente imbarcatosi nel 1519 agli ordini del portoghese Ferdinando Magellano, con lo scopo di portare a compimento la prima circumnavigazione del globo terrestre, il letterato e geografo vicentino fu tra i pochi a tornare, tre anni dopo, a bordo dell’unica nave superstite della spedizione, la Victoria.

In realtà gli andò meglio che allo stesso Magellano, e alla maggior parte dei propri compagni di ventura, caduti nel 1521, durante un combattimento con gli indigeni dell’isola di Mactan. Ciò nonostante, in tre anni di navigazione, e soprattutto nel corso dell’ultimo, qui a Vicenza, a chi chiedeva “Ciò, gavio più visto Toni Pigafeta?”, la risposta era ineluttabilmente “Machè, spario… Spario coa so nave”.

Di sicuro oggi gli avrebbero dedicato almeno tre puntate della trasmissione “Chi l’ha visto?”, con Federica Sciarelli accoratamente pronta a ricevere news da qualche piccione viaggiatore, più che dal fatidico telefono, visti i mezzi di comunicazione a disposizione di chi viveva cinque secoli fa. E, una volta sbarcato a Siviglia, il navigatore vicentino sarebbe diventato protagonista di uno Speciale, nonché testimonial principe della trasmissione, etichettato fra quei (pochi) “ricomparsi” senza i quali “Chi l’ha visto?” sarebbe destinata a diventare puro sinonimo di sfiga, con inevitabili toccamenti intimi da parte dei più superstiziosi.

All’epoca, del suo ritorno a casa avranno sicuramente conversato le nobildonne solite a farsi acconciare i capelli “a scorticatoio” - pettinatura scalata, di gran moda nel ‘500 - dalla famosa Donna Lucrezia che teneva bottega dalle parti di ponte Furo, non lontano dall’attuale atelier della sua discendente Gianna. Sotto i cui caschi, in quest’ultima settimana, l’argomento più gettonato è stato quello della scomparsa dell’”commercialista del Biron”, probabilmente finito a finanziare sotto falso nome un bordello-casinò di Antigua, utilizzando i fondi neri lasciatigli per anni da orafi decisi ora a sgozzarlo come un maiale. Per non parlare del famoso “Gino”, nome attribuito agli innumerevoli uomini usciti a comperare le sigarette fra il 1945 e il 2000, ma senza più rientrare a casa.

Gossip risorti anche grazie all’osservatorio sulle persone scomparse appena aperto a Vicenza dalla Fidapa (Federazione Donne Arti Professioni e Affari) in ottemperanza della fresca legge 203, approvata dal parlamento italiano su chi all’improvviso non dà più notizia di sé. Un’iniziativa resa pubblica grazie all’incontro organizzato per l’11 febbraio alle 18 ai chiostri di Santa Corona, con partecipazione di vari, illustri ospiti. Se qui l’abbiamo presa un po’ sul ridere è perché in realtà, dietro ogni uomo o donna che all’improvviso svanisce nel nulla, può nascondersi un’amara tragedia, così come una farsa grottesca. Lugubri scenari di morte oppure boccacceschi connubi amorosi.

Pensiamo allo stesso Ulisse, il primo e il più grande fra i desaparecidos: se quella santa donna di sua moglie Penelope avesse avuto la sfera magica con cui scoprire in diretta dov’era mai finito, poteva vederlo fuggire alle fauci di Polifemo ma anche gettarsi a capofitto tra le braccia della maga Circe. Come il nostro Pigafetta insegna, ogni volta che ci chiediamo “Chi l’ha visto?”, c’è un “mondo” intero di possibili risposte.

 

nr. 05 anno XIX del 9 febbraio 2013

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