NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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IL VIAGGIATORE. Quarant'anni fa il primo telefonino squillava da New York fino ad Agugliaro

E prendeva le mosse lo spettacolare delirio in cui siamo tuttora coinvolti, assieme a nostrani importatori di pellami, giovani bomber slavi, ragazze chiamate Jasmine per nostalgia di Jessica

di Stefano Ferrio

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IL VIAGGIATORE. Quarant'anni fa il primo telefonin

Segni dei tempi.

Due anni fa, al numero 57/B di via Bruno Dal Maso, a Chiampo, si trovava la discoteca Carpe Diem, dove, in certe gelide sere d'inverno, risuonava l'allucinato “metalcore” di band nostrane come i Naked One. Attualmente nello stesso stabile non si balla più, ma si organizzano derby di scacchi come quello di domenica 7 aprile fra Il Grifone di Arzignano e l'Arzignanese. Arrocco di re e torre sotto riflessi di luci stroboscopiche. Gragnola di batteria che si spegne nel silenzio religioso da cui nasce uno scaccomatto.

Bassano, stadio del quartiere XXV Aprile, partita del campionato Berretti fra il Bassano e l'Inter. Contro ogni pronostico la risolve un unico gol, ma segnato dai giallorossi di casa, a opera di una punta che di nome fa Adriatik Podvorica, cinque anni fa promessa dell'atletica leggera capace di segnalarsi vincendo i mille metri ai campionati delle scuole medie di Arzignano.

Esili tracce, attraverso cui decifrare qualcosa nel grande fiume del cambiamento. Come il fatto che aprono ovunque negozi chiamati “Mercatini del cellulare”, dove si entra sognando di imbattersi in un ingombrante Olivetti Oct 300 del 1988, prefisso 0334, do you remember lo zero davanti? Perchè poi è lo stesso, colossale soprammobile da cui Vladimiro Cunico, detto “Miro”, venticinque anni fa tentava di chiamare la sua amata Jessica da piazzale della Vittoria, sicuro di fare colpo su di lei, notoriamente pazza per Michael Douglas, atteggiandosi al Gordon Gekko che nel film “Wall Street” mostrava per la prima volta a milioni di “umani” questo infernale marchingegno.

La storia, quella con la minuscola, narra che Miro Cunico non prese la linea, pur provandoci per un'ora di seguito. Così quella sera Jessica Frigo disse sì all'altro suo spasimante dell'epoca, Efrem Sottoriva, poi regolarmente sposato per diventare padre dei suoi cinque figli. Il terzogenito, Nicolas Sottoriva, senza la “h” pretesa dai genitori a causa delle simpatie leghiste dell'impiegato dell'anagrafe di Agugliaro, dove la coppia tuttora risiede, ha appena compiuto 18 anni, vota per il Movimento Cinque Stelle, e pur di rivedere la Jasmine di cui è perdutamente innamorato, si sente disposto a molte cose.

Fra queste non rientra la volontà di spiegarsi come mai il nome dell'amata assomigli a quello di sua madre. Indagando, potrebbe scoprire che Jasmine è frutto di un faticoso compromesso fra la Mina pretesa dalla mamma della ragazza, Samantha Arzenton, in omaggio alla protagonista del romanzo “Dracula il vampiro”, e la Jessica per cui stravede il padre, l'importatore di pellami Miro Cunico. Quest'ultimo, nonostante gli anni di disperazione vanamente occupati a dimenticare l'Amore della sua vita, conserva tuttora, nel profondo del portafogli, la foto di Jessica Frigo scattata nel 1987 davanti a un poster di Michael Douglas che, con il suo ingombrante cellulare in mano sembra dominare non solo Wall Street, ma il mondo intero...

Facile perdersi, vero? Non afferrare che Nicolas Sottoriva domenica andrà in bicicletta da Agugliaro a Chiampo, dove la sua amata Jasmine sarà presumibilmente fra gli spettatori del derby di scacchi fra Il Grifone e l'Arzignanese, perché cotta in modo irrimediabile di uno dei giocatori impegnati nella sfida. Ma anche trascurare i passaggi utili a capire che le compagnie in gioco sono le stesse frequentate da Adriatik Podvorika, bomber della squadra Berretti del Bassano, arrivato a giocare in giallorosso sull'onda di una Storia con la maiuscola scritta utilizzando il sangue, il sudore e il denaro di guerre, migrazioni, terremoti internautici e digitali rivoluzioni più o meno sotto gli occhi di tutti.

Compresi quelli di Samantha Arzenton, la mamma di Jasmine, immobile sotto il casco della Gianna per essere a suo modo perfetta anche in questo week end. Mentre il marito Miro la aspetta nel Suv parcheggiato fuori, rintronandosi con una “Because you loved me” gorgheggiata da Celine Dion, la “signora Samantha” richiude e ripone la rivista dove ha appena distrattamente letto della rivoluzione iniziata giusto quarant'anni fa, il 3 aprile 1973, con la prima chiamata da un telefono cellulare, a opera dell'ingegnere americano Martin Cooper.

Fra i testimoni dell'evento, svoltosi in una strada di New York, c'era anche suo zio Giampaolo, che fra i pezzi rari della propria collezione di telefonini conserva religiosamente un Olivetti Oct 300 dell'88 ritrovato in un cassonetto di Monte Berico... Ma questa è un'altra storia, di nuovo scritta con la minuscola, e incendiaria come un rock and roll dei Naked One ascoltati anni fa al Carpe Diem di Chiampo.

Storia pericolosa per il nostro mal di testa, e non solo per quello sempre incombente di Vladimiro Cunico, detto Miro, tuttora disperatamente pettinato come il Gordon Gekko di “Wall Street”.



nr. 13 anno XVIII del 6 aprile 2013

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