NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
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IL VIAGGIATORE. Gay Pride a Vicenza e granchi vivi al distributore, Schedina Impossibile stravinta

Nel 1998 la giocò il signor Igor Moro, per andare all'incasso in questi giorni, ispirando l'amico Ampelio a tentare la sorte con il primo scudetto biancorosso e il “ritorno” della Madonna di Monte Berico entro il 2110. Siamo in grado di anticiparvi come andrà

di Stefano Ferrio

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IL VIAGGIATORE. Gay Pride a Vicenza e granchi vivi

Schedina Impossibile da dieci euro, giocata il 13 giugno 2013, a Zermeghedo.

- Entro la fine del XXI secolo, il Vicenza Calcio vincerà lo Scudetto?

- Entro il 2.100 potremo fare shopping con il teletrasporto, passando nel giro di un'ora dall'ultimo casolino di San Bortolo a una superstite boutique di via Margutta, a Roma, con sosta intermedia in un outlet di Mottola, provincia di Taranto?

- Entro il 2.110 sarà di nuovo apparsa la Madonna di Monte Berico?

Supponendo che queste tre domande avranno avuto risposta positiva, il primo gennaio 2111 Giangi Ahmadou Bresolin - pelle tinta caffelatte smacchiato e occhio destro bicolore spinto – in qualità di possessore della “Schedina Impossibile”, ereditata dal bisnonno Ampelio Bresolin, impresario edile di Zermeghedo, potrà presentarsi all'incasso. Vincitore di una somma paragonabile ai nostri attuali quattrocentomila euro, che è il valore attribuito sommando le quotazioni assegnate ai tre “sì” il 13 giugno 2013, più gli interessi dei dieci euro maturati in quasi un secolo.

Andando tempestivamente a sputtanarsi un terzo dell'incasso nelle sale giochi al millesimo piano del Cheope Center, sorto al posto delle attuali Piramidi di Torri (sale accessibili solo a chi acquisterà fiches per almeno 50mila euro), all'inizio il buon Giangi Ahmadou avrà poco tempo di pensare al bisnonno Ampelio, che nemmeno ha conosciuto di persona. La verità gli sarà resa nota qualche mese dopo, scambiando due parole con la novantenne zia Flora, ricoverata nella camera-loculo 3.223 dell'ex istituto Salvi, dove gli ospiti vengono inceneriti direttamente sul letto della loro dolce morte, già predisposto a diventare tomba con foto tridimensionale del caro estinto al posto della cartella clinica.

“Sè sta chea volta del gheipride” sarà la rivelazione di zia Flora, preoccupata perché le analisi cliniche della settimana prima l'hanno inserita nella fascia pre-cremazione e non sa se stavolta, rinunciando a un pasto al giorno, come accaduto l'anno precedente, riuscirà a rientrare nella più rassicurante “Sulla buona strada”. Una volta messo a fuoco che “gheipride” sta per “Gay Pride”, Giangi Ahmadou Bresolin, 28 anni, “programmatore di fascia 11, con disponibilità lavorativa 6-60 ore settimanali”, inizierà a capire.

Per cui, una volta conclusa la visita, teletrasportato direttamente dalla camera-loculo della zia fino al suo “monoluxe da 16 metri quadri” in zona Albera City, il bisnipote del caro Ampelio rincaserà con le idee sufficientemente chiare su quanto accaduto un secolo prima.

Nonostante fosse pronipote di uno dei più degenerati vescovi del Triveneto, famoso per la “conta del chierichetto” – o forse proprio per questo – il bisnonno Ampelio tutto si sarebbe aspettato dalla vita, tranne che vedere un “Gay Pride” dell'orgoglio omosex sfilare festosamente impunito nella sua Vicenza. E invece eccolo servito dalla manifestazione del 15 giugno 2013, organizzata in contemporanea con quelle di tante altre città italiane. Qualcosa di impensabile per lui, ma non per il suo vicino di casa, e compagno di scopone al bar Impero, “Igor Moro, coldiretto in pensione”.

Non c'è dubbio che la vita abbia aiutato a maturare il buon Igor, portandogli in dote un figlio come Massimiliano, architetto gay che convive felicemente con Ruben Ortega, designer guatemalteco, in una meravigliosa villa di Orlando, in Florida, dove progettano assieme giostre per Disneyland. Fatto sta che, prendendola anche come speranza nel futuro, il 25 giugno 1998 Igor Moro si era giocato questa Schedina Impossibile da trentamila lire dell'epoca, poi diventati i ventimila euro della sua vincita:

  • Entro il 2020 Vicenza diventerà Città simbolo dei gay italiani?

  • Nel 2013 il Papa abiterà fuori dal Vaticano, in una casa tipo residence?

  • Al massimo in vent'anni, nei distributori automatici, oltre ai preservativi, troveremo granchi vivi?

Ecco spiegarsi perché, confortato dalla saggezza di Papa Francesco, che abita notoriamente in un residence di Roma, nonché dalla vincita dell'amico Igor, con cui continuava a dominare nei tornei di scopone della Riviera Berica, il 13 giugno 2013 Ampelio Bresolin, alla vigilia del Gay Pride di Vicenza, ha giocato la sua Schedina Impossibile. Quella poi lasciata in eredità al bisnipote Giangi Ahmadou. Spetterà dunque a quest'ultimo, nella nostra “molto verosimile” ricostruzione, andare all'incasso, nell'anno 2111.

Felice non solo di riscuotere una fortuna da dilapidare in cyborg-escort e sale giochi, ma anche di rendere omaggio al bisnonno Ampelio che poi, come noto, sfilò clamorosamente al Gay Pride vicentino con capelli platinati e stola di chiffon biancorossa.

In quel gennaio del 2111, così lontano e vicino a un tempo, per Giangi Ahmadou Bresolin non ci sarà occasione migliore di ricordare il suo avo del ventennale dello scudetto, vinto nel 2091 dal Vicenza Calcio. Ricorrenza celebrata in piazza dei Signori, con menù a base di baccalà e granchi vivi, accanto al mega-schermo “4D” che trasmette in loop tutte le nuove, e “profetiche”, apparizioni della Madonna di Monte Berico. Molto seguite, oltre che da comitive multietniche di fedeli, da quanti cercheranno ispirazione per una nuova Schedina Impossibile. Con puntate che si accetteranno fino al capodanno del 17.000 dopo Cristo.

 

nr. 23 anno XVIII del 15 giugno 2013

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