NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Sebastiano Rumor e la Villetta di Giacomo Zanella a Cavazzale

di Italo Francesco Baldo

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Sebastiano Rumor e la Villetta di Giacomo Zanella

Sebastiano Rumor e la Villetta di Giacomo Zanella (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

 Il Salice (sonetto n.XCI)

 

Io son l'antico salice, che il piede

Bagna nel fiume, e del prolisso crine

L'ombra immota nelle acque cristalline,

Che gli corrono innanzi, impressa vede.

 

All'onda che passò, l'onda succede

Delle giovani vite pellegrine

Verso il grande Oceàn, che non ha fine

E da gran tempo il mio spirto richiede.

 

Onda fugace, dentro cui mi specchio,

Se del vampo solare io ti fui schermo,

All'onde già trascorse mi rammenta:

 

Di' lor che spoglio di verzura invecchio;

E fia grande mercè se al tronco infermo

Ancora qualche estate il ciel consenta.

 

Così il poeta Giacomo Zanella ci insegna ancor oggi e noi abbiamo il dovere di apprezzarlo non come qualcosa del passato, ma qualcosa che dalla storia ci insegna e che ha nel segno visibile della Villa del Poeta un punto di valido riferimento, magari con la lettura del testo di Sebastiano Rumor.

Il testo è disponibile presso La Pro Loco di Monticello Conte Otto.

Il Comune di Monticello Conte Otto e la sua Amministrazione Comunale sono da 10 anni impegnati nella valorizzazione della figura del poeta Giacomo Zanella (Chiampo 1820-Cavazzale-Monticello Conte Otto 1888). Ciò attraverso un Concorso letterario, intitolato all’illustre concittadino, che nello scorrer sereno dell’Astichello trovò quella quiete che gli era necessaria e che gli diede nuova ispirazione poetica che culminò nella pubblicazione della silloge Astichello. Nell’opera di riconsiderazione dell’uomo, del sacerdote, del poeta, del patriota, dell’educatore, ogni anno, accanto al concorso, è stato considerato un particolare aspetto dell’opera di Giacomo Zanella. Quest’anno l’assessore alla cultura Maria Luigia Michelazzo che si è adoperata con il Sindaco Alessandro Zoppelletto e l’intiera Giunta Comunale di Monticello Conte Otto, per avere in comodato d’uso dal Seminario diocesano di Vicenza la fruibilità della villa che il poeta si costruì proprio a Cavazzale, ha accolto la proposta di proporre quanto Sebastiano Rumor (Vicenza 1862-Gerusalemme 1929) aveva scritto sulla villa stessa nel 1891 per l’Accademia Olimpica di Vicenza.

Sebastiano Rumor, l’abate che ebbe in dono dal poeta gli ultimi 17 sonetti della raccolta Astichello, seppe sempre valorizzare la cultura e l’arte vicentina con numerose opere. Ebbe un rapporto privilegiato con Giacomo Zanella che egli considerò grande e nel corso della vita rafforzò con scritti, convegni ed interventi la sua “filiale devozione”. Il primo scritto che dedicò al poeta fu proprio quello che presentiamo: La villa del poeta, Vicenza Editrice Veneta 2014. Non è una semplice descrizione “fisica” della villa, ma una narrazione della relazione tra il poeta e la sua “villetta”, perché la casa raccoglie l’animo di chi l’abita e se non consociamo quest’animo, non intenderemo nemmeno il valore della stessa. Quella costruzione su quasi ermo colle fu testimone degli ultimi anni di vita del poeta e soprattutto qui, come abbiamo già detto, compose Astichello nel 1880, che conteneva dodici sonetti dedicati al matrimonio del nipote Faustissime nozze Povoleri-Gaianigo. Via via questa raccolta, doveva comprenderne 100, si arricchì, dapprima, d’altri 38 versi pubblicati nel 1884 con altri componimenti, poi ancora d’altri 27 nel 1887 ed infine con quei 17 donati nel 1888, come abbiamo detto, a Sebastiano Rumor, raggiunge il numero di 94. Nell’edizione del centenario nel 1988, edizione dell’Accademia Olimpica, ne sono stati aggiunti dai curatori, altri due per un totale di 96.

Sebastiano Rumor ci ha vivere la villa e il suo poeta con rapide pennellate e con vivi richiami alla poesia, soprattutto ai sonetti dell’Astichello, facendo altresì menzione della poliedrica personalità del poeta e dei suoi impegni con particolare attenzione a quelli verso il prossimo, amici e vicini e soprattutto coloro che abbisognavano d’aiuto, secondo la preziosa indicazione d’Antonio Rosmini di carità intellettuale e materiale.

Non manca il riferimento a Zanella educatore. Un insegnante attento ai giovani e soprattutto alla loro formazione morale, sapendo anche essere un po’ loro compagno, quando aveva occasione di incontrarli e di essere un “visitatore”, aveva la direzione delle Scuole di Laghetto, con le mani piene di qualche leccornia e di quale piccolo dono.

La relazione umana, quella che è l’incontro tre la persone per Zanella fu sempre importante e la sua casa era aperta e non un rifugio dal mondo, ma un luogo di meditazione e riflessione, per questo scelse la forma del sonetto, perché questo può, nel breve volgere di due quartine e di due terzine a rima incatenata, comprendere le grandi e soprattutto le piccole cose che danno all’animo il senso di se stessi, del mondo e di Colui che è la causa prima di tutto. Senza intellettualismi o ridondanze linguistiche, il Poeta riesce ad esserci ancor oggi vicino, parlando non “alla moda” ma al cuore di ognuno di noi.

Zanella seguì personalmente i lavori e nel giardino pose il busto di Virgilio, il grande poeta latino da lui amatissimo e sistemò le aiuole, ricolme di rose, il fiore prediletto della madre che egli amava molto e soffrì molto per la sua scomparsa. Circondò la sua villa d’antichi ed importanti “motti”, uno tra tutti campeggia e su posto sul frontone in lettere di bronzo dorato: “Datur hora quieti (Il tempo è assegnato al riposo, Canto V, v.44 dell’Eneide di Virgilio). Così nel primo sonetto dell’Astichello:

 

Una villetta fabbricai, che appena

Quindici metri si dilata in fronte,

Ricca, più che di suol, d’aria serena

E di largo, poetico orizzonte.

 

Quinci dell’Alpi la nevosa schiena

Che vien di monte degradando in monte;

Quindi il cheto Astichel d’argentea vena,

E tinto in rosso sovra l’acque il ponte.

 

Datur hora quieti in bronzo impresso

Sta sul frontone. È di Virgilio il verso

Là nell’Eneide, ove dal Sonno oppresso

 

Palinuro ne mostra in mar sommerso.

Naufrago anch’io del mondo e di me stesso

Possa qui ber l’obblio dell’universo!

 

Un sonetto che ben introduce alla necessità del poeta e che ancor oggi invita tutti a considerare che dall’affanno della vita, si esce ricercando la quiete, quella pace interiore ed esteriore che è il vero significato della vita.

L’Astichello, recentemente riedito a cura dell’Amministrazione Comunale di Monticello Conte Otto, con disegni che illustrano ciascuno dei 96 sonetti a cura di Galliano Rosset (Editrice Veneta, 2013) ci rivela tutto l’animo del poeta e Sebastiano Rumor nel suo testo coglie con finezza proprio questo. La villa del poeta che nelle sue forme armoniose avvince chi anche distrattamente l’osserva, ci stimola a considerare che la casa è un luogo sacro che va sempre valorizzato e vissuto. Non importa la grandezza, ma il valore che essa ha per noi in sintonia con tutta la nostra esistenza. Per Giacomo Zanella che nell’Astichello diviene il cantore delle piccole cose, tutto ha, un significato per l’uomo e per la visione del creato che egli deve avere, perché non di solo “pane” vive l’uomo”.

Il Poeta apre ad una riflessione complessiva e articolata, che Sebastiano Rumor ha saputo ben evidenziare e che tratteggia di Zanella alcuni punti fondamentali:

  1. La bontà. Era, dice il suo allievo Fedele Lampertico, “inesprimibilmente buono, veramente grande” e la bontà sa sempre coniugare il vero con il giusto e armonizzandolo anche con qualche cosa di bello.
  2. Il valore della fede che fornisce all’uomo risposte ai suoi quesiti fondamentali
  3. La Cultura che non è solo un sapere, ma una continua attualità di ciò che è grande del passato e che aiuta a vivere il presente.
  4. L’importanza della scuola, fu insegnante, direttore anche delle Scuole di Laghetto negli ultimi anni di vita
  5. L’amore per la propria patria, che non è solo una faccenda politica, ma una comprensione di quello che si è e è in tutti i campi.
  6. L’importanza delle piccole cose nella vita di ogni giorno, vale più il quotidiano che non l’evento eccezionale, che non capita quasi mai.
  7. Il valore della pace, della quiete, la compagnia degli amici, dei vicini magari con un piccolo libro per riflettere come l’imitazione di cristo di Tommaso da Kempis, o La salita al Monte Carmelo di San Giovanni della Croce, il doctor mysticus, che Zanella tradusse ed inserì nella seconda edizione dell’Astichello.

Tutto ciò Giacomo Zanella ci propone ancora oggi e sempre con due ottiche fondamentali:

  1. È necessario vivere il proprio luogo d’origine e/o di vita e apprezzarlo.
  2. Bisogna guardare anche oltre il proprio luogo d’origine per apprezzare il meglio che ci viene dal resto del nostro Paese e dal mondo del quale siamo parte e che non possiamo mai dimenticare, visto che l’uomo, dato che, come diceva il grande filosofo tedesco Immanuel Kant, la terra è rotonda, non può non incontrare altri uomini.

 

nr. 18 anno XIX del 10 maggio 2014

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