NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Il jazz firmato Cuba

Grande concerto di Arturo sandoval a New Convesations, il maestro confida “il jazz non è complicato, va goduto”

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Pubblico entusiasta e molto partecipe al Teatro Comunale di Vicenza per il coinvolgente concerto di Arturo Sandoval, uno degli ospiti più importanti del Vicenza jazz New Conversations Festival, giunta alla XX edizione. Sandoval nasce a Cuba nel ‘49, si appassiona al jazz e si ispira a grandi musicisti come Charlie Parker e Dizzie Gillespie, che incontra alla fine degli anni ’70 e che subito ne riconosce il talento diventando suo mentore. Durante una tournèe di concerti in USA e Europa con Gillespie nel ‘90, Arturo Sandoval defeziona per poi diventate cittadino statunitense dopo alcuni anni. Riconosciuto come uno dei grandi del latin jazz, il M° Sandoval ha inciso decine di album, scritto colonne sonore per film, telefilm, documentari e oggi ha una fondazione che si chiama Arturo Sandoval Institute dove viene promossa l’educazione alla musica con residenze e masterclass. La vita di Arturo Sandoval è raccontata in un film con Andy Garcia dal titolo “For Love or Country” di cui lo stesso Sandoval ha scritto la colonna sonora. Durante il concerto sono stati eseguiti molti brani famosi, tra cui “Everyday i think of you” tratta dall’album dedicato a Dizzie Gillespie “Dear Diz” e “A night in Tunisia”, uno dei brani più famosi di Gillespie.


Ci sono molti paesi in cui si suona jazz. Ci sono de paesi, come Cuba, che hanno un’influenza maggiore sul jazz rispetto ad altri?


Arturo Sandoval: “Sì, ci sono dei paesi che ci hanno ascoltato per anni e di certo hanno una conoscenza della musica e l’apprezzano, ma ci sono molti altri paesi come in Asia o in Medio Oriente o altri dove il jazz non è molto conosciuto come stile musicale, quindi sì, sicuramente ci sono delle differenze.”

 

Lei ha suonato anche con orchestre sinfoniche e il jazz oggi è considerato un genere per un pubblico molto esperto.


“Questo non va bene per noi: l’unica cosa che serve per capire il jazz è prestare attenzione e goderselo, seguire ciò che avviene sul palco, chi suona cosa e come e cercare di seguire la melodia. Si possono fare un sacco di cose, non è complicato, no no: è il modo in cui veramente si ha l’interesse nell’imparare.”


Alcuni musicisti mi dicono che preferiscono avere un pubblico meno esperto e “ingenuo” riguardo al jazz o al genere di musica che suonano perché la reazione è più fresca. Ma non è seccante per un musicista avere un pubblico che non riconosce delle canzoni eccetera?


“io credo che si debba fare il proprio meglio e non cercare di pensare troppo a quale tipo di pubblico si abbia davanti. Peso che sia meglio concentrarsi per dare a qualsiasi tipo di pubblico la tua musica al meglio. Questo è quello che credo.”


Lei ha suonato anche con molte pop stars.


“Sono molto fortunato, ho suonato con un sacco di gente!”


Oggi il pop è il genere più diffuso nel mondo...


“Questo è molto vero.”


Come possiamo riconoscere la buona musica anche nell’ambito di qualcosa che è considerato molto commerciale?


“Io penso che la missione delle persone che fanno la programmazione della televisione, radio e mass media in genere sia, tra tutte le cose, quella di educare la gente e per educare la gente devi darle ogni tipo di possibilità. È importante che la gente possa scegliere e desiderare ciò che piace e preferisce. È molto importante dare delle opzioni alla gente.”


Lei ha vinto 10 Grammy, 6 Billboard, ha vinto un Emmy per la partitura del biopic a lei dedicato, con Andy Garcia che interpreta la sua parte. Di solito le persone importanti scrivono un libro sulle proprie vite, lei ha scritto un autoritratto in musica ed è stato premiato per questo. È stato anche promosso dal suo musicista preferito, Dizzie Gillespie. C’è qualcos’altro che la musica può portare alla sua vita?


“Certamente! La cosa più importante è il concerto di ogni giorno, lo spettacolo, questa è la mia ispirazione, ciò per cui mi concentro davvero, fare e dare del mio meglio, questo è ciò che provo a fare.”


Lei ah anche scritto partiture per balletti, come “Hot Chocolate Nutcracker”, coreografato da Debbie Allen, che ha lavorato con Milos Forman, Alan Parker (film e serie tv “Saranno famosi” ndr). È completamente diverso dalle interpretazioni anche più avanguardiste dell’opera di Tchaikovsky. Dove può portare una rottura così estrema con la tradizione?


“Debbie è una persona di grande talento interdisciplinare: non è solo una delle migliori coreografe, è anche cantante, compositrice, attrice, produttrice, scrive libri, dirige ogni tipo di musical. Ho semplicemente seguito le sue idee e cercato di portare a termine ciò che mi ha chiesto e di cui aveva bisogno per la pièce. Lei ha delle idee molto chiare riguardo a ciò che vuole e questo è ottimo perché mi rende la vita più semplice perchè i problemi ci sono quando ti chiedono delle cose di cui nemmeno loro hanno idea. Lei invece sa benissimo ciò che vuole e tu le dai ciò che lei sa esattamente nel modo in cui serve.”


E come è riuscito a scrivere una partitura per uno Schiaccianoci senza pensare a Tchaikovsky?


“in questo modo: ho scritto ciò che lei mi chiedeva e qualsiasi cosa di cui lei avesse bisogno per le sue idee.”


Ho riconosciuto molti brani famosi tra quelli che ha suonato, tra cui “Smoke gets in your eyes”, poi il set del bis è cominciato con “A night in Tunisia” poi alcune sonorità nordafricane poi una canzone ebraica…


“Ahah! Io amo la musica, amo la musica!”


È un po’ come se avesse disegnato una geografia della musica, del Sud del mondo: da Cuba, America, Africa, Israele. Esiste davvero una geografia del jazz, un jazz del Nord e uno del Sud?


“Non penso in questo modo: seguo i sentimenti del pezzo, se il pezzo va e ti porta in quella direzione va bene, mi preoccupo maggiormente di divertirmi sul palco e godermi ciò che sto facendo e condividere quel divertimento con il pubblico, questo è il mio pensiero maggiore.”


Immaginiamo il jazz come una lingua: lei non suona solo strumenti aerofoni ma anche percussioni, piano e tastiere, canta. Sono tutti strumenti molto diversi tra loro che esprimono cose diverse. Cosa le permettono di dire nell’ambito del jazz questi strumenti diversi?


“Come le ho detto cerco di divertirmi più che posso, non penso così profondamente a dove sto andando o a come organizzarlo, no no: ci sono un sacco di cose che succedono spontaneamente sul palco, qualcosa accade e non sai nemmeno tu dove, come o quando succederà o se succederà di nuovo. Questa è la bellezza dell’improvvisazione ed è la cosa più importante come musicista di jazz: deve essere capace di improvvisare, al di là di tutto, in ogni momento, ovunque.”


ha suonato una versione molto poetica di ‘O sole mio, come mai questa versione in quello che è sembrato quasi un concerto rock?


“Perchè amo le melodie, i periodi musicali, ogni tipo di musica e anche la musica romantica, davvero molto. se lei sente le colonne sonore che ho scritto per i film non hanno niente a che fare con quello, tutta un’altra storia. Questa è la mia cosa: amo la musica e cerco di imparare più generi di musica possiili nella mia vita. L’italia è famosa per i suoi tanti grandi compositori con belle idee messe insieme, melodie meravigliose, una delle cose più belle cose nella musica,melodie meravigliose, Oh mio Dio, le avete tutte! In uno dei miei ultimi cd ho registrato una canzone italiana, e l’ho registrata in Italiano: (canta ndr) “Estate, sei calda come i baci che ho perduto, sei piena di un amore che è passato…”


Odio l’estate…


“Sì!! Esatto! L’album è “A time for love.””



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