NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Il pesce inizia a puzzare dalla testa

di Mario Giulianati

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Il pesce inizia a puzzare dalla testa

Qualche rapida considerazione sulla vicenda del rimborso ai prelievi effettuati con la Legge Monti-Fornero sulle pensioni, di vario livello, di circa 6.000.000 di italiani. La sentenza della Consulta è da giorni divenuta la protagonista della informazione dei mas media. La stampa si è sprecata in tante ipotesi che poi sono risultate praticamente tutte errate rispetto alle decisioni governative. Di tutto ciò mi ha colpito la frenetica difesa della legge Monti-Fornero, fatta dalla ex Ministro Fornero e da qualche suo sostenitore. In pratica insiste nell’affermare che senza quella legge non vi sarebbe stato futuro per i giovani. Da qualche anno i “professori” che si assumono il compito di salvare l’Italia, non sono riusciti a diminuire di un centesimo il debito pubblico, non hanno risparmiato un solo sacrificio alle categorie più esposte e più deboli, hanno, magari loro malgrado, fatto si che i grandi privilegi diventassero grandissimi, non hanno rinforzato le casse dell’IMPS,(e il problema di giovani e del loro futuro suona, in certe labbra, come una specie di ricatto) tanto che il suo presidente, ultimo arrivato sulla scena del dramma italiano, propone soluzioni da incubo per milioni di italiani. La disoccupazione, al di la delle particolarità minime tanto decantate, è praticamente rimasta al palo. Le aziende continuano a lottare, con grande fatica la maggior parte, per difendere occupazione, produzione e quindi il lavoro. Le riforme arrancano preda delle baruffe, non chioggiotte, ma nazionali e anche extra nazionali, dei partiti, dei movimenti, delle lobby. Eppure i “professori”(non quelli della Buona Scuola) non hanno il minimo buon gusto di ammettere che, insomma, qualche errore l’hanno pur fatto. In ogni caso un qualche gesto di onesta autocritica, magari con la restituzione di benefici acquisiti, non lo si vede proprio. Sul rimborso di quanto dovuto in base alla sentenza, la proposta del governo è una proposta al ribasso, non è gradevole per molti, quelli a redditi modesti, (quelli con alte pensioni ringrazino Dio di trovarsi in Italia e di questi tempi), ma va compreso, al di la dei toni che accompagnano la formulazione del decreto, che non è facile ora, dar seguito in toto, alla richiesta della sentenza emessa. Quindi, ormai il sacrificio è stato fatto e, con il buon senso, si fa per dire, e un sentimento di fatalità vissuta, “chi ha dato ha dato ecc. ecc.”. Ma non chi ha avuto molto- anzi troppo- continui ad avere. Questo dovrebbe ora, proprio sull’onda dell’affanno popolare, fare il Governo Renzi : niente proclami ma mettere mano, rapidissimamente, ai grandi privilegi, a tutte quelle strane pieghe che si insinuano da decenni nei bilanci dello Stato e degli Enti Locali, delle grandi Aziende pubbliche, e usare della grandi forbici da giardino, quelle che servano per regolare le siepi delle spine del Signore, e tagliare di brutto, senza badare alle lobby e senza darsene pensiero. La gente comune, quella che la vita dura ha abituato a chinar la testa e a darci dentro per portare a casa il pane quotidiano,capirà, e non si tirerà indietro.

Magari mugugnerà, ma sarà solidale con quel Governo che dimostrerà finalmente che regge le sorti del Pese con senso di giustizia e con equanimità. La gente italiana non ha bisogno di “padroni” ma di buoni esempi si. Restando in tema di proverbi popolari si sa che “il pesce comincia a puzzare dalla testa”. Ci si regoli di conseguenza. Non si tratta di dare soddisfazione alla rabbia popolare, ma di compiere un atto di giustizia, proprio in rispetto della tanto conclamata Costituzione che tutti dicono di voler difendere ma che in realtà in tanti cercano di “interpretare” a proprio uso e consumo.

 

nr. 21 anno XX del 30 maggio 2015



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