NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Boom del tennis, anche Vicenza in prima linea

Il recente trionfo negli Usa con la finale femminile tutta italiana a Flushing Meadows ha confermato la crescita di questo sport dopo anni cupi. Ne abbiamo parlato con gli addetti ai lavori, tra cui il vicentino Gianni Milan, vicepresidente Fit

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Boom del tennis, anche Vicenza in prima linea

(C.R.) È il tennis lo sport del momento in Italia. Il recente trionfo all'Open degli Stati Uniti con la finale femminile tutta italiana a Flushing Meadows, tra Flavia Pennetta (poi vincitrice) e Roberta Vinci, ha garantito a questa disciplina una grande promozione, confermando nel contempo la crescita di questo sport dopo anni cupi. Ne abbiamo parlato con due addetti ai lavori, il vicentino Gianni Milan, vicepresidente della Federazione italiana tennis e il maestro Luca Costalonga e con l'ex assessore provinciale Maria Nives Stevan, grande appassionata e praticante della racchetta.

 

Luca Costalonga, maestro al Country Club Vicenza: «Da noi più bambine nel settore giovanile. Nel 2004 ingaggiammo la Pennetta per il campionato italiano e sfidò la Vinci»

Boom del tennis, anche Vicenza in prima linea (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)A livello statistico il tennis in Italia è sport praticato soprattutto a livello maschile, ma a Vicenza un'eccezione è rappresentata dal Country Club Vicenza, un circolo non iscritto alla Fit, ma che può vantare più di 200 iscritti, con una maggioranza a livello giovanile di bambine rispetto ai maschi.

«Quella di avere grande attenzione a livello femminile - precisa Luca Costalonga, maestro al Country Club Vicenza - è una filosofia da sempre perseguita dal nostri circolo, sino da quando nel 2004 ingaggiamo proprio Flavia Pennetta, a quel tempo 22enne, per il campionato italiano. A quel tempo era un'atleta in rampo di lancio, non ancora affermatasi a livello internazionale, poi l'anno dopo conobbe Moya e andò ad allenarsi in Spagna. Ma quella una presenza la sua fondamentale per il rilancio del nostro circolo soprattutto a livello femminile, che poi è stato portato avanti negli anni, con ottimi risultati. Il nostro circolo non è iscritto alla Fit, ma il nostro vivaio è uno dei migliori in assoluto a livello provinciale. Se poi ci accorgiamo di avere tra le mani un ragazzo o una ragazza con grandi doti, siamo noi stessi ad avviarlo in qualche altro circolo dove poter fare carriera o comunque aspirare a disputare anche tornei a livello giovanile».

La finale dell'Us Open 2015 tra le azzurre Flavia Pennetta e Roberta Vinci ha avuto un clamoroso precedente, nel capoluogo berico, proprio nel 2004 quando l'atleta brindisina fu ingaggiata dal Country Club Vicenza per il campionato italiano femminile a squadre. «In effetti noi il grande derby lo ospitammo esattamente 11 anni fa e in quella occasione si affermò la Vinci, che ovviamente giocava per un altro team. È un bel ricordo che porteremo sempre con noi visto che quella sfida si è ripetuta in quello che rappresenta uno dei teatri tennistici più importanti del mondo. Siamo felici per entrambe perché non c'è dubbio che per il tennis italiano questo evento abbia rappresentato un veicolo straordinario a livello di promozione».

Proprio l'entusiasmo di un evento come quello della finale tutta italiana a Flushing Meadows, riportato su tutte le prime pagine dei quotidiani anche non sportivi e nei telegiornali nazionali, sta già facendo registrare segnali positivi. «In effetti in questi ultimi giorni sette-giorni - conclude il maestro Costalonga - abbiamo registrato un maggiore interesse soprattutto nella fascia di età compresa tra i 20 e i 30 anni, quella che noi chiamiamo intermedia in quanto compresa tra il settore giovanile e coloro, dai 35-40 anni in su, che giocano a tennis da diversi anni. Si tratta per lo più di persone che non praticano il tennis e che chiedono informazioni su corsi e la possibilità di iniziare: un segnale indubbiamente positivo perché possono diventare nuovi appassionati e nuovi praticanti di questo sport. Nessun incremento immediato a livello giovanile dove la scelta di partecipare ai corsi viene ponderata ad inizio stagione dalle famiglie, ma i qui i frutti si vedranno in futuro».

 

Gianni Milan, vicepresidente nazionale Fit: «Promozione eccezionale per il tennis italiano. Il nostro lavoro finalizzato anche a rendere i circoli sempre più attraenti»

Boom del tennis, anche Vicenza in prima linea (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)C'era anche un "vicentino doc" che ha vissuto in diretta e in prima linea una delle pagine più belle e storiche del tennis ma anche dello sport italiano. Della ristretta delegazione di rappresentanti del Coni, della Federtennis e della politica italiana presenti all’Artur Ashe Stadium di New York per assistere alla storica finale tutta italiana, tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci, del singolare femminile dell’U.S. Open c’era anche Gianni Milan, ex tennista professionista e da diversi anni vice presidente della Federazione italiana tennis.

«Si è trattato di un evento incredibile e indimenticabile – spiega Milan, ancora emozionato - al punto che con tutta franchezza penso che sarà irripetibile nella storia del tennis italiano femminile. Pensare di arrivare con un nostro giocatore in finale a Flushing Meadows era impensabile, figuriamoci quello di una finale tutta azzurra, battendo peraltro in semifinale le prime due della classifica mondiale Wta. Credo che nella vita, a tutti i livelli, è necessaria anche un po' di fortuna: io, assieme a tutti gli altri, ha potuto godere di un evento unico e, ripeto, che probabilmente non si ripeterà mai più nella storia, che per tutti noi ha rappresentato l'apice della carriera dirigenziale. Una cosa ovviamente inattesa che ci ha portato ad organizzare la trasferta negli Stati Uniti in poche ore e di arrivare un’ora prima dell'inizio della finale».

Quella delegazione ha fatto parlare (e discutere) anche a livello politico, per la presenza del premier Matteo Renzi, che ha rinunciato ad altri eventi per volare negli States. «Noi magari saremo di parte - spiega Gianni Milan - ma la presenza di Renzi, ossia il principale rappresentante del Governo, ci ha fatto un piacere immenso perché in quel momento era con noi tutta l'Italia, non solo quella sportiva, peraltro rappresentata dal presidente del Coni Giovanni Malagò. Magari ai telespettatori italiani sarà sfuggito ma nelle pause della partita, tra un cambio e l'altro, apparivano nel maxischermo noti attori e attrici, oltre ad altri personaggi famosi. Quando è stato inquadrato il nostro premier tutto il pubblico si è alzato in piedi e ha applaudito a lungo, una vera e propria ovazione, rivolto a tutto il sistema Italia. Da parte nostra ci è piaciuto paragonare la presenza del premier Renzi con quella, altrettanto storica, del presidente della Repubblica Sandro Pertini alla finale dei mondiali di calcio di Spagna 1982. Non nascondo che per noi è stato un motivo di orgoglio effettuare il viaggio di ritorno a bordo dell’aereo presidenziale, altra testimonianza di prestigio verso il tennis italiano, per il quale questo evento ha rappresentato una promozione eccezionale».

«Con un pizzico d'orgoglio - conclude l'ex campione vicentino - riteniamo che il tennis abbia le potenzialità per diventare in Italia il secondo sport per importanza dopo il calcio. La Fit sta lavorando da anni non solo per quanto riguarda l'attività agonistica nazionale, a partire dai più piccoli, ma a 360 gradi, anche con l'obiettivo di ampliare il più possibile la diffusione del tennis, unico sport che si può praticare dai 4 ai 90 anni. In questo contesto va inserita anche l'attenzione rivolta ai singoli circoli, che non si possono limitare a gestire i campi, ma devono essere strutturati con spogliatoi, docce e possibilità con attività ricettive, a partire dal bar. In altre parole i circoli devono essere più attraenti per tutti coloro che praticano il tennis».

 

Maria Nives Stevan, grande appassionata di tennis: «A 77 anni sconfiggo ancora atlete di mezzo secolo più giovani di me. Felice per il trionfo delle azzurre negli Usa»

Boom del tennis, anche Vicenza in prima linea (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Maria Nives Stevan, personaggio molto noto non solo nel Bassanese per i suoi trascorsi politici e amministrativi – è stata anche assessore provinciale e candidata sindaco a Bassano - è una delle poche donne che non nasconde la sua età. Anzi la ribadisce a più riprese con orgoglio: 77 anni. E lo fa parlando di tennis, la sua grandissima passione che continua a portare avanti anche ora che da nonna deve seguire i suoi nipoti, ma che la porta a giocare quasi tutti i giorni.

«Con orgoglio posso dire che ancora adesso sconfiggo avversarie che hanno 50 anni meno di me, contro le quali disputo le mie partite a tennis. La mia è una passione nata tardi, quando avevo 35 anni, iniziata come un modo per sfogarmi e per rilassarmi nello stesso tempo. È stato subito amore a prima vista, al punto che sfruttavo qualsiasi ora del giorno, dalle 7 del mattino a mezzanotte per giocare e poi anche per insegnare. Ricordo che in certo periodo insegnavo a tennis in quattro circoli diversi del comprensorio, portandomi dietro anche le mie tre figlie, in quanto ho sempre tenuto la famiglia in primo piano. Ricordo anche di aver giocato a tennis anche quando ero incinta, sino al settimo-ottavo mese».

«Sono arrivata alla categoria C1 - racconta la signora Nives Stevan, che nel 1993, dopo 20 anni di pratica tennistica aveva già vinto oltre 100 coppe - sostenendo gli esami di seconda categoria a Roma, di fatto saltando alcuni passaggi visto il livello raggiunto in breve tempo. Dispongo del diploma di "maestro", anche se non ho potuto acquisire il patentino federale Fit in quanto non me la sono sentita di lasciare la famiglia per tre mesi di fila, obbligatori per la partecipazione a stage, raduni e corsi di addestramento».

Ma è un altro il rammarico maggiore. «In Italia non c'è un campionato italiano riservato alla mia categoria, come invece succede in campo maschile. Di fatto non ci sono agoniste oltre i 55-60 anni, di fatto il torneo non viene organizzato per mancanza di iscritte. Così mi devo accontentare di disputare, e lo faccio ogni anno, il torneo internazionale viene organizzato ogni anno a Milano Marittima e dove c'è il tabellone riservato alle "lady". Qui anche di recente ho avuto la soddisfazione di battere atlete di 20-30 anni più giovani di, mentre in assoluto posso vantare, a livello internazionale, un titolo assoluto nel singolare e uno in doppio misto in coppia con un tedesco».

L'exploit azzurro a Flushing Meadows l'ha fatta felice e per questo l'ha riportato nel proprio sito facebook, intitolando in maiuscolo “Trionfo azzurro". «Quella della Pennetta e della Vinci - conclude Maria Nives Stevan - sono carriere fatte di talento e sofferenza: Flavia e Roberta insieme hanno scritto la storia del tennis italiano e una delle pagine più belle dello sport del nostro Paese. A loro un posto di diritto nella leggenda. Nelle semifinali hanno emozionato tutti, vincendo di testa, cuore, tecnica e tattica, regalandoci poi una finale inebriante. Flavia Pennetta è nella storia, posso capire se a 33 anni decidesse di lasciare al culmine della carriera per dedicarsi alla famiglia. Ma fra un anno ci sono le Olimpiadi di Rio 2016, vediamo quale sarà la sua decisione definitiva». 

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