NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Qualche interrogativo

di Mario Giulianati

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Qualche interrogativo

Riporto testualmente da un testo, siglato The Innovation Grup Srl, via Palermo,5- 20121 Milano, un brevissimo curriculum professionale del dott. Samuele Sorato che recita “Direttore Generale, Banca Popolare di Vicenza Samuele Sorato, Direttore Generale della Banca Popolare di Vicenza, veneziano, 51 anni, inizia la propria carriera al Mediocredito delle Venezie per poi passare alla Banca Popolare di Vicenza dove dal 2002 ha ricoperto il ruolo di Vice Direttore Generale e dal 2004 quello di Vice Direttore Generale Vicario. Nel 2007 è stato nominato Condirettore Generale e successivamente, nel marzo 2008, Direttore Generale.

Qualche interrogativo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Ha ricoperto il ruolo di Consigliere di Amministrazione in numerose società, tra le quali Cattolica Assicurazioni e Istituto Centrale delle Banche Popolari. Attualmente ricopre la carica di Presidente di SEC Servizi (società di outsourcing informatica con sede a Padova) e di Consorzio Triveneto Spa (società di servizi telematici). E’ inoltre nel Consiglio di Amministrazione del Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi e di Nomisma S.p.a. Breve ma inteso e anche una carriera lineare. Molta della quale effettuata dentro la Banca Popolare di Vicenza. Si può dire all’interno del gruppo dirigente della Banca”. Un periodo di dirigenza che deve averlo svolto con la piena fiducia, guadagnata si potrebbe ritenere, sul campo, della Presidenza e del Consiglio di Amministrazione. Organismi che non possono non avere avuto, proprio per la loro natura e funzione, una frequentazione ampia con il dott. Sorato. Da questa frequentazione, relativa alla sua attività e impegno nella Banca, e quindi dalla stima e dal giudizio positivo che si deve essere guadagnato che nascono via via le promozioni, fino alla nomina di Direttore Generale, post Divo Gronchi una personalità di altissimo livello nel mondo bancario, nell’ottobre del 2007 (ben quasi otto anni or sono) e finalmente alla nomina di Amministratore Delegato solo pochi mesi fa, nel febbraio, il 13 mi sembra, del 2015. Malaguratamente seguita, poche settimane dopo, mi sembra il 12 maggio, dalle sue “volontarie” dimissioni. In ogni caso se non volontarie comunque dichiarate essere state concordate con il Consiglio di Amministrazione o almeno con il suo Presidente. A settembre, sempre del 2015, il Presidente Cav. del Lav. Dott. Gianni Zonin dopo aver affermato ( nella riunione svoltasi con la dirigenza, pare circa 800 persone, del Gruppo della BpdVi, mi pare, è d’obbligo: il 5 settembre, che non era, ne lui ne il Consiglio di Amministrazione, a conoscenza delle operazioni bancarie sotto inchiesta da parte degli ispettori della BCE e che quindi l’intera responsabilità di una operazione contestata per circa 1.000.000.000 di euro era del gruppo dirigente. Se lo avessero saputo, non lo avrebbero consentito.

Qualche interrogativo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Più di recente, in questi ultimi giorni si legge che, pare, saranno chiesti i danni all’ex AD e Direttore Generale dott. Sorato. Ne parlano vari giornali come parlano della dichiarazione del dott. Sorato che passerà alle contro denuncie. Il mio interrogativo è quello che può formulare un semplice e sprovveduto cittadino qualsiasi. Mi chiedo se l’operazione bancaria contestata dalla BCE ha avuto inizio prima o dopo la nomina, altamente fiduciaria, da parte del Consiglio di Amministrazione, del dott. Sorato a Amministratore Delegato? Credo che altri interrogativi e i “se” si sprecherebbero, solo se si facesse il conto dei giorni che passano tra questa notevolissima assegnazione di fiducia data all’ex direttore generale, meno di novanta giorni, e il suo allontanamento dalla Banca, confrontandoli con i giorni- c’è chi parla di almeno due anni, cioè, giorno più giorno meno pari a 730 giorni- quindi che è durata la operazione contestata dalla BCE. Ma un secondo e terzo interrogativo mi divengono urgenti: la possibile denuncia, cioè l’azione di responsabilità, che il Presidente rivolgerebbe, a nome del Consiglio di Amministrazione, all’ex AD e Direttore Generale e la denuncia che questi promuoverebbe verso il Presidente non rischiano di causare altro danno in aggiunta a quelli già troppo pesanti sopportati e che sopporteranno ulteriormente i soci risparmiatori? E di questo si rendono conto i protagonisti di questa querelle? Sarebbe meglio non aggiungere nulla e lasciare che ogni lettore tragga la sua valutazione. Ma l’anno prossimo, il 2016, è l’anno che segna il 150° della fondazione di una istituzione, la Banca Popolare di Vicenza, voluta e cresciuta per volontà di onesti cittadini vicentini, di gente seria e rispettosa del bene comune, di tantissime famiglie cresciute con il senso forte del risparmio e tante con la voglia del fare, de costruire, del produrre. Con la “banca- salvadanaio” a far da cerniera tra il risparmio e la crescita produttiva, erogatrice di benessere, con attenta prudenza e lungimiranza. A questi fondatori e a quanti hanno collaborato a far si che la banca vicentina divenisse un fiore all’occhiello, oltre che una certezza, per tutta la realtà del territorio e si allargasse sempre più, non può che esservi se non un grato pensiero. Ma il 150°, purtroppo, registra ben altro clima che quello della soddisfazione. I valori e i sacrifici di tanti sono spazzati via da un vento malefico che purtroppo non viene da lontano, ma soffia fortemente da tanto vicino ed è come un uragano. Non c’entra il bieco destino che si accolla ogni responsabilità a far da alibi. Queste ci sono e vanno accertate, non per vendetta ma per far si che non venga meno in tantissima gente, la voglia del fare, la capacità di costruire una società sana e solida, non solo economicamente, ma soprattutto moralmente.

 

nr. 34 anno XX del 26 settembre 2015



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