NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Interrogativi senza risposta

di Mario Giulianati

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Interrogativi senza risposta

L’assessore alla crescita, signor Jacopo Bulgarini D’Elci ha aperto la sua campagna elettorale. Almeno è quanto si legge sulla stampa quotidiana locale. Dopo anni durante i quali la parola “cultura” era utilizzata per dare un po’ di colore ad alcune iniziative che potremmo tranquillamente definire eventi mediatici ma che di contenuto culturale, inteso come azione di sviluppo della società, salvo qualche eccezione, avevano ben poco, ora diventa centrale. Assume un ruolo di primo piano. Ma ora si cambia metodo, sempre secondo quanto racconta Il Giornale di Vicenza: “I voti si raccoglievano per tutt’altre strade: le strade appunto; il cemento, realizzato o promesso da piani urbanistici, le tasse”. Chissà a chi si riferisce il giornalista, che continua: “Ora è mutato lo scenario e la cenerentola ( la cultura -ndr) è diventata la principessa: potenza di una campagna elettorale che sembra essere già iniziata con due anni di anticipo sul calendario”. Qui non vi sono dubbi a chi si riferisca visto che l’assessore alla crescita dichiara: “È la mia conferenza stampa più importante” La cultura dunque diviene soprattutto uno strumento di propaganda elettorale personale. Il programma culturale 2016/2010 viene presentato in Sala degli Stucchi dall’assessore affiancato dal prof. Villa la cui presenza da certamente spessore al programma stesso. Il prof. Villa è una garanzia su questo terreno. Possiede un curriculum notevole. Quindi è difficile discutere sui contenuti culturali di un programma che, salvo quanto descritto dai mas media, non si ha nemmeno avuto il modo di leggerlo nei particolari e, eventualmente mi riservo di entrare nel merito non appena potrò averne preso visione. Do per scontato che sia, almeno per quello che riguarda le scelte del prof. Villa, del tutto positivo. Ma un paio di considerazioni mi sembra utile esprimere. Anzitutto sul fatto che si programmi oltre il mandato della presente legislatura in un tema, che per quanto importante non dovrebbe oggi impegnare i futuri amministratori. Non è un’opera strutturale ne un investimento immobiliare. Anzi, riguarda una materia che è legata proprio alla specifica amministrazione. Alla sua visione culturale e alla sua identità politica e ideologica, come si è ben visto anche di recente, ad esempio, al Teatro Olimpico. Una programmazione è sempre bene che venga fatta ma senza prevaricazione e senza porre ipoteche. Farlo appare per lo meno una forma di presunzione. Una seconda osservazione è relativa al costo, presunto, di questo programma. Si accenna a sei milioni euro in cinque anni, denaro che, da qualsiasi parte provenga,pubblica o privata, in ogni caso non sarà disponibile per altri settori, vedi il sociale. Gli sponsor non crescono come funghi e non si riproducono rapidamente come in natura. Utilizzare, sempre che questo denaro venga reperito, una tale somma per lanciare, come viene suggerito dal Giornale di Vicenza, una personale campagna elettorale, mi pare esser di poco buon gusto. La presenza del prof. Giovanni Villa è da me, ma credo da molti altri, molto apprezzata, specie dopo la lunga vacanza di una direzione artistica, pone un altro interrogativo. Vacanza di una direzione artistica ma non assenza di una direzione generale del sistema museale comunale assegnata alla dirigente del settore cultura. Così come appare strumentale che una, pur importante consulenza scientifica venga denominata “direzione” che, per quel che è a mia conoscenza, non esiste, come figura specifica nell’organico comunale. Tanto meno appare essere il titolare della “direzione pro tempore” Mi risulta che la missione della Fondazione Roi, fondata nel 1988, sia quella di “favorire il Museo Civico di Vicenza nel perseguimento delle proprie finalità mediante il finanziamento, totale o parziale, l'acquisto di opere d'arte, il loro restauro, gli allestimenti di mostre ed esposizioni organizzate dal Museo e la conservazione nonché gli allestimenti espositivi di Palazzo Chiericati e delle sedi museali vicentine”. E a questo scopo lo statuto indica che nel Consiglio di Amministrazione, art. 6 che “…..il Direttore pro tempore del Museo( Chiericati-ndr) ne sarà componente di diritto” Ora le domande si accavallano: come mai ciò non è avvenuto negli ultimi due anni ? È oppure no, avvenuto con l’arrivo a Vicenza del prof. Giovanni Villa ? E se ciò è avvenuto non sembra allo stesso prof. Villa che non vi sia stato rispetto dello spirito e della sostanza dello statuto della Fondazione Roi ? E non pare a qualcuno che l’essere stato eventualmente indicato come componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Roi, quale rappresentante del Comune di Vicenza ma retribuito, come la stampa ha più volte ricordato, dalla stessa Fondazione, strida un poco con la linearità e chiarezza che simili situazioni necessitano ? Nel caso non fosse avvenuto questo inserimento cosa intende fare il Comune di Vicenza, o meglio il sindaco di Vicenza per ottemperare ai desiderata del marchese Boso Roi? È innegabile che la volontà di Boso Roi sia stata chiaramente indicata nello statuto e che è dovere di tutti far si che questa sia rispettata al cento per cento. Lo merita assolutamente il mecenate Roi. Ma in primis ritengo che a rispettarla e a farla rispettare debba essere proprio il Comune di Vicenza.

 

nr. 01 anno XXI del 16 gennaio 2016

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