NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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2008-2016 otto anni di amministrazione Variati

di Mario Giulianati

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2008-2016 otto anni di amministrazione Variati

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Siamo nel 2008 e in aprile si svolgono le elezioni comunali a Vicenza. A fine mese il dott. Achille Variati viene eletto sindaco della città del Palladio. Una elezione che, con molta probabilità, non pensava nemmeno lui che avvenisse ma la fortuna gli arride e, come spesso avviene, al di la del merito la fortuna è sempre la benvenuta.

hullweck (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)VicenzaComunale (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)In effetti eredita una amministrazione, quella gestita da Enrico Hüllweck, con non pochi punti di forza. Ne cito alcuni, solo per fare quale esempio, che poi sono diventati un emblema della Giunta Variati: il progetto, finanziato dalla Fondazione Cariverona di Palazzo Cordellina, sede di rappresentanza della Bertoliana, i fondi e i progetti oltre che i cantieri aperti della Basilica Palladiana e ancora Palazzo Chiericati, sempre con la benedizione della Fondazione Cariverona, il Teatro Comunale, sognato da una città per più di cinquant’anni e realizzato dalla pervicacia del sindaco Hüllweck, non solo fatto e finito ma operante alla grande, almeno allora, e chi ne ha più ne metta. Insomma materia abbondante per fare cose importanti e tagliare tanti nastri. Ma la fortuna a volte diventa cieca e sorda e non sempre tutto va per il meglio. Capita che ci si metta anche la cattiva stagione e si giunge al novembre del 2010.

Alluvione01 (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)L’alluvione non rispetta nulla e nessuno, ma soprattutto non rispetta i vicentini che, in una zona particolarmente delicata, si trovano con l’acqua il casa e con l’angoscia in cuore. Stagione nera per un sindaco che pare venga a trovarsi anche con le casse vuote per aver venduto le azioni dell’Autostrada e aver, almeno con buona parte del ricavato, cercato di aggiustare le strade di Vicenza. Ma neanche questa gli va bene perché, almeno a leggere la stampa locale, ben presto, complice il mal tempo ma forse anche la fretta del fare, i lavori si rivelano un colabrodo.

Alluvione02 (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Quindi niente soldi per frenare la furia delle acque, almeno in prospettiva, e le strade ridotte una gruviera. Mentre l’angoscia di una buona parte dei vicentini si rinnova ad ogni pioggia. Fortuna che arrivano aiuti dallo Stato e dalla Regione e quindi un filo di speranza rinasce nei cuori tormentati dei nostri concittadini. Per nulla divertente il gioco a scarica barile sul fatto che non si sa bene a chi spetta di pulire il fiume là sotto il ponte degli Angeli dove ancor oggi è un ricettacolo di tutto e di più, naturalmente al peggio. Calmata un poco la furia dell’acqua alta ecco che giunge la triste novella delle polveri sottili combattuta con le domeniche ecologiche che, magari sul piano didattico possono anche essere in qualche misura utili, ma non certo a far abbattere le polveri che regalano un record alla città.

 

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borgo berga (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Passano i mesi e anche qualche anno e finalmente eccoti una notizia: a Vicenza arriva la TAV, ovverossia l’alta velocità. Il sindaco annuncia a pieni polmoni la buona novella e con determinazione detta anche i tempi e sostiene la soluzione delle tre stazioni: una, quella storica da dismettere e trasformare in un centro cultural-ricreativo 24x24h, due nuove di zecca. Una in zona Fiera e l’altra dalle parti del nuovo Tribunale. Non c’è tempo da perdere. O prendere l’offerta come viene presentata oppure addio sogni di gloria, ovverossia la TAV non ci sarà. Pare proprio che neanche questa proposta, allettante ma costosissima,vada per il suo verso. Scade il primo termine, che era stato dettato come assolutamente invalicabile, e ne scadono altri ancora. E della TAV, nel frattempo diventata TAC, sempre sulla carta si intende, passa tutto il 2014 e anche il 2015 e siamo ormai alle soglie dell’estate del 2016 e oltre a delle belle parole, di concreto non si vede nulla. Ora si lancia il sondaggio e l’ascolto della città, anzi anche di tutti i sindaci della provincia. Bello. Bellissimo, peccato che poi il sindaco dica che la scelta popolare non è vincolante, che vincolante è solo la scelta della giunta.

bomba (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)La sua giunta e quindi, in definitiva, del sindaco che decidono di cestinare la prima proposta sostenuta a spada tratta e far propria quella del mantenimento della vecchia stazione. Senza rammentare per nulla tutto ciò che era stato detto e fatto proprio contro questa ipotesi. Ancora una volta tanto rumore per nulla. Assomiglia molto alla faccenda, imperativa anche quella, del Parco della Pace. Di anno in anno, per via del mal tempo, delle bombe ricordo dell’ultimo conflitto, che paiono cadute tutte sulla zona destinata a parco (nell’area utilizzata per la caserma Del Din per quel che se ne sa pare che non ci sia stata nemmeno l’ombra di una bomba) del parco della pace se ne sente tanto parlare ma di usarlo non se ne parla proprio. Non c’è. Proprio una (s)fortuna cieca. In effetti del Parco della Pace se tutto va per il suo verso, cosa che fino ad ora non è proprio stato così, si potrà godere nel 2019. Dopo anni, e non pochi, di rinvii, la prudenza è d’obbligo. A parlare di parchi non si può dimenticare che da Campo marzo al Quirini, passando per i giardini Salvi è tutto un tormentone. Con il risultato, per i vicentini, che un parco, pace o non pace, ad uso e consumo delle persone per bene, si fatica assai a trovarlo e ancor più per goderselo in santa pace. In questi anni, a onor del vero, vi è stata una stagione fortunata. Quella delle grandi mostre in Basilica Palladiana.

Ma bisogna, sempre per amor della verità, ammettere che i meriti vanno per lo meno divisi e in gran parte spettano a chi ha avviato il restauro, e quindi torniamo al sindaco Hüllweck, e all’organizzatore delle mostre, il dott. Goldin. Dopo di lui, in effetti, la Basilica ha vissuto una stagione di mostre un pochino, si fa per dire, sotto tono. Ecco allora spuntare la grande stagione, pare frutto della fantasia del braccio destro, ovverossia del vice sindaco,che presenta una programmazione da sballo con una spesa di milioni da capogiro, che purtroppo non ci sono per quanto ci si guardi in giro. Del “giro” pare proprio che esista solo la presa in giro. Dei vicentini e dei mas media. Perché tutto slitta nel tempo e nel dimenticatoio collettivo. L’unica cosa certa è che la Basilica rimane vuota. Nel frattempo c’è anche la necessità di far dimenticare le stagioni “ardite” del Teatro Olimpico (altro scivolone) e del rumore mediatico che ha sollevato in città e fuori città. Non proprio dei più graditi nonostante l’esaltante sicumera di alcuni aspiranti apprendisti, al soglio sindacale, tant’è che ora si deve ricorrere ai ripari. Non facile e non gradevole. Soprattutto per il primo cittadino che magari avrebbe preferito che il suo vice fosse un pochino meno audace e altrettanto più prudente.

 

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Così come un po’ più attenzione seguita magari da una maggior capacità di intervento, fosse pure solo per un fattore estetico, sia il sindaco che il suo vice avrebbero dovuto esercitare sia sulla tragedia della ex Banca Popolare di Vicenza, che sulla tristissima vicenda della Fondazione Roi dove l’assenza della amministrazione è stata pressoché totale prima e durante per rivelarsi attrice, è solo un modo di dire, a piatti lavati e anche asciugati. Possiamo anche dimenticarci dell’ingresso nella stanza dei bottoni, con incarichi importanti del P.I. Claudio Cicero, che mai aveva nascosto le sue simpatie e nostalgie ideologiche-politiche e la sua susseguente messa al bando per un qualche cosa, un calendario, che per tantissimi frequentatori dei pubblici uffici era cosa ben nota.

Santa-Bertilla2 (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica) Quello che si è notato è quanto è seguito alla cacciata del reo: lo sconvolgimento delle rotatorie all’insegna del “fare e disfare è tutto lavorare”. A spese del contribuente. Fingiamo anche di dimenticarci del tormentone, per i residenti e per gli utenti, del Ponte di Debba. Dimentichiamoci del balletto dell’Ente Fiera, la cui maggioranza assoluta è nelle mani del sindaco di Vicenza, che prima abbraccia Verona e poi, snobbata da questa, si rifugia, pare, nelle accoglienti, pare, braccia di Rimini. Dimentichiamoci pure del nuovo Municipio che doveva trasferirsi dal centro, mica un centrino qualsiasi ma proprio dalla Piazza dei Signori a far da schermo alle Ferrovie dello Stato e a sollevare le sorti di un quartiere maltrattato. Una idea per nulla splendida andata in fumo sostituita però con il trasloco dell’assessorato alla sicurezza. Un nome, una certezza. Risultati: nessuno. La zona da risanare è esattamente come era prima dell’arrivo dell’assessore. E infine il grande problema. Mica che gli altri non fossero importanti, ma questo lo è un pochino di più. Per tanti motivi, ma basta un nome per far salire la pressione: Borgo Berga. Un gesto legato a antica amicizia, cosa sempre nobile, si trasforma in un problema. Il dott. Achille Variati, sindaco ma anche persona che rispetta l’amicizia, chiama a dirigere il suo staff il dott. Maurizio Franzina. Mica uno sprovveduto. Assolutamente no. Anzi uno che conosce bene la macchina comunale. Si occupò di urbanistica, da assessore, nella Giunta Hüllweck, e in particolare del PIRUEA del Borgo Berga.

borgo berga (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Tanto per memoria mia e di qualche altro smemorato come me, di tutta, o quasi, l’edificazione dell’area dell’ex Cotorossi, a ridosso appunto del Borgo Berga che si trova alle pendici del colle che ospita la Villa ai Nani e, poco, pochissimo più in la, la Rotonda Palladiana. Peccato che proprio su questa PIRUEA si sia posta l’attenzione non solo della opinione pubblica ma anche della Magistratura che pensa di chiedere spiegazioni, con tanto di avviso di garanzia, alla amministrazione Variati tramite il direttore generale arc.tto Bortoli, con una occhiata anche alla maggioranza variatiana. Un signore fatto giungere dal veneziano per mettere a posto le cose ma che pare non siano poi andate, le cose,come si sperava. Eccoti quindi un triplo problema: urbanistico, politico ma anche giuridico. Proprio sfortunato il sindaco. Quando pensava di aver fatto le cose per bene, mettendo assieme il prima e il dopo, no che ti viene fuori la questione dell’Unesco. Pare che qualche cosa non sia andato per il verso giusto. Qualche notizia della nuova Vicenza sia giunta in alto loco e che l’Unesco abbia ritenuto di dover dare un’occhiata per verificare se la città merita di mantenere il prestigioso riconoscimento, oppure no. Tra le tante prese di posizione cito quella che mi sembra esser la più delegata a pronunciarsi: il CISA, per ora con la penna del suo direttore il dott. Beltramini che non esita a dar voce al suo messaggio “Incatenarsi alla Rotonda”, preoccupato che il dilagare delle costruzioni di Borgo Berga, quelle fatte e quelle che potrebbero, inspiegabilmente sorgere in futuro, non vadano a invadere le aree prossime alla Rotonda. Ci vorrebbe altro che l’ostracismo dell’Unesco porti il capoluogo berico a perdere il titolo di “patrimonio dell’umanità” conferito alla città di Vicenza dall’Unesco stesso, per completare la frittata. Peggio di così non potrebbe andare per una storia politico- amministrativa nata all’insegna delle dea bendata che non si è tolta mai il velo e non ha quindi potuto intervenire a migliorare le cose.

Il buon senso popolare ci dice che “per fare una buona frittata bisogna rompere le uova”. Ma qui si rischia di avere soltanto una frittata bruciacchiata e immangiabile.

 

nr. 21 anno XXI del 4 giugno 2016

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