NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Giuseppina Del Santo

di Mario Giulianati

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Giuseppina Del Santo

Il mio primo intervento in Consiglio Comunale, nel 1970, sindaco Giorgio Sala, lo svolsi illustrando una mozione che all’epoca fece grande risonanza per alcuni colpi di scena accaduti durante la seduta consiliare, dedicata all’inquinamento di una roggia vicentina, la Riello, e in quell’occasione mi scontrai proprio con l’assessore Giuseppina Dal Santo, provocando l’irritazione del sindaco Sala. A quei tempi le persone, anche in politica, avevano maggiore sensibilità di quanta non ne dimostrino i politici di oggi e ritengo che Giorgio Sala ne possedesse una buona dose perché nemmeno alla rilettura del mio intervento trovai una qualche parola di troppo. Probabilmente era il tono che non gradiva Giorgio Sala ma certamente questo era dovuto al fatto che si trattava del mio primo intervento in Sala Bernarda e che la presenza di una vera folla di San Pio X, che al tempo era anche il mio quartiere, mi creava non poca tensione. In realtà ero emozionato e reagivo con toni da tribuno.

Democristiana e cattolica di ferro fu la prima donna vicentina, proprio di Vicenza, città dove nacque nel 1928 e vi morì nel 1998, ad essere eletta Presidente della Provincia.

Giuseppina Del Santo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Una doppia anomalia per la DC del secolo scorso perché i presidenti della provincia se li andava a prendere ovunque fuorché in città, comunque mai donne.

Poi ebbi molte altre occasioni di incontro, ma non più di scontro. Fisicamente ben piantata possedeva un fare fermo e nel contempo tranquillo, sereno, e dava l’impressione di sapere sempre quel che faceva e quel che voleva. Curava molto la sua persona e aveva anche qualche pretesa di eleganza, una eleganza un poco asburgica, datata, ma da autentica signora della borghesia.

La sua vocazione erano i servizi sociali e vi si dedicò con grandissimo impegno da consigliere e assessore comunale, da presidente della provincia, da consigliere regionale. Fummo assieme nel consiglio di amministrazione di Vicenza Città Solidale. Molto attenta alle problematiche altrui non trovò il tempo di dedicarsi agli affetti se non avanti negli anni e si sposò solo in tarda età con un collega assessore degli anni '70, ottima persona e del quale mantengo un bellissimo ricordo, rimasto vedovo.

Non si godette a lungo questo matrimonio che fu soprattutto un rifugio nel dolore, era gravemente ammalata, e nella attesa dell’ultimo viaggio.

Avviò, durante le varie stagioni del suo impegno politico e amministrativo, per quel che rammento, iniziative importanti che poi divennero prassi costante tipo l’assistenza domiciliare e i soggiorni climatici per gli anziani. Ma molte altre ancora che, se si vogliono conoscere, è bene andare per archivi. Me l’hanno descritta qualche volta come persona esperta nel gioco politico, grande navigatrice e abile mediatrice. Me la ricordo, al contrario, positiva, gentile, disponibile al dialogo, convinta di servire la cosa pubblica e ben lontana dal servirsene.

 

nr. 26 anno XXI del 9 luglio 2016

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