NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Rinnovare e rilanciare la Fondazione Roi

di Mario Giulianati

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Rinnovare e rilanciare la Fondazione Roi

Qualche giorno addietro la stampa informava che il nuovo presidente della ex Banca Popolare di Vicenza, dott. Gianni Mion, intendeva rinnovare il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Boso Roi indicando nominativi di esperti, se non ho mal compreso, di finanza, in grado, per quanto possibile, di rimettere in sesto le finanze della Fondazione messe a dura prova dalle note vicende della ex Popolare.

Rinnovare e rilanciare la Fondazione Roi (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)L’indicazione è importante e giunge, dopo lunghi silenzi, non tanto della nuova dirigenza della banca, quanto di coloro che avrebbero, a mio avviso, avuto il dovere, almeno morale, di seguire passo a passo ogni momento gestione attuale della Fondazione e darne notizia alla cittadinanza. Cosa che non si è per nulla verificata. Ad esempio, del tutto marginale sotto il profilo economico e finanziario, non si sa se il prof. Villa siede ancora nel CdA della Fondazione e se sì, dopo la cessazione dell’accordo con la Fondazione stessa e la sua dichiarata rinuncia a un rinnovo, a che titolo e con quale nuovo “marchingegno” egli opera ora sia presso i Musei vicentini, sia presso la Fondazione. Sempre che le cose stiano così.

Ma torno alla dichiarazione del dott. Mion per pormi una domanda e, almeno in teoria, porla anche al Presidente della nuova Banca Popolare. Quando il Marchese Giuseppe Roi organizzò la Fondazione pensò certamente di assegnare alla Banca Popolare di Vicenza il compito, fiduciario, di tutela del patrimonio messo a disposizione. Una tutela su due fronti : il primo sul piano di una completa fiducia su quella che il Marchese ma anche la stragrande parte dei soci vicentini riponeva nella Banca Popolare ritenuta il “salvadanaio”, ovverossia l’istituto in grado di salvare il denaro affidatole, e il secondo per la capacità tecnica che dimostrava allora, siamo nel 1988, quasi trent'anni or sono, la struttura dirigenziale della banca di difendere il risparmio e di produrre utili che sarebbero serviti “esclusivamente a finalità di solidarietà sociale nel campo della promozione della cultura e dell'arte per la quale sono riconosciuti apporti economici da parte dell'amministrazione centrale dello stato” e a “favorire il Museo Civico di Vicenza nel perseguimento delle proprie finalità”.

Alla luce di quanto è avvenuto negli anni più recenti bisogna ammettere che, per i più svariati motivi, ambedue questi elementi basati sulla fiducia sono venuti a cadere. Naturalmente mi riferisco alla ex Banca Popolare di Vicenza e non alla “nuova” Popolare, e proprio su questo punto pongo le mie domande:

  1. non sembra opportuno che questo nuovo istituto bancario (il quale, sul piano puramente strutturale, non è più la cooperativa di quegli anni, e non è nemmeno più lo strumento in cui il Marchese Roi riponeva la sua fiducia) debba rinunciare al compito originariamente assegnatogli dallo Statuto della Fondazione e agire, per questa volta, esclusivamente come catalizzatore di un effettivo e radicale rinnovamento?

  2. in questa prospettiva di rinascita della Fondazione, non si ritiene importante chiedere di costituire il nuovo CdA a soggetti qualificati che abbiano però anche un riferimento preciso con la storia di Boso Roi, riservando alla Banca il ruolo di depositario finanziario della Fondazione?

Non servono solo persone che abbiano dimestichezza con la finanza, ma anche persone che abbiano conoscenza del mondo delle arti, cioè delle passioni autentiche del Marchese, ad esempio il FAI al quale egli era particolarmente legato. Certamente il direttore del Chiericati, però un direttore autentico, un componente dell'Accademia Olimpica e qualche altro riconosciuto esperto di arte che nella nostra provincia non manca di certo. Infine, perché no, un rappresentante dell’Ordine degli Avvocato e uno dei Commercialisti. Insomma una autentica rappresentanza della nostra realtà. Forse questo potrebbe essere un modo in grado di rinnovare lo spirito con cui Boso Roi ha creato la sua Fondazione.

 

nr. 32 anno XXI del 17 settembre 2016

Rinnovare e rilanciare la Fondazione Roi (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

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