NR. 04 anno XXVII DEL 19 MARZO 2022
la domenica di vicenza
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Il ciliegio di Isaac
la tragedia dei campi
di concentramento

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Il ciliegio di Isaac

Farina, perché ha scritto ancora un libro sui bambini e la Shoah e che importanza ha per lei questo tema?

Il ciliegio di Isaac (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"Questo libro può considerarsi l’ultimo di una trilogia di albi illustrati che ho pubblicato sul tema della Shoah, rivolto ai giovani lettori, dopo La bambina del treno e dopo Il volo di Sara. Il ciliegio di Isaac si apre con l’immagine poetica di un nonno e di un nipotino che ammirano insieme un ciliegio in fiore nel giardino di casa. Sarà il ricordo di questa bellezza, la sorgente di speranza che aiuterà il piccolo protagonista a sopravvivere in quel luogo di sofferenza che è il campo di concentramento. È un tema, quello della memoria, che mi ha sempre interessato e colpito, fin da bambina quando sentivo i miei nonni raccontare episodi di guerra dove i protagonisti erano persone vere, conoscenti o compaesani che non avevano più fatto ritorno, perché avevano trovato la morte in guerra o in un campo di concentramento. Poi, da adolescente, ho scoperto il Diario di Anna Frank che ancora oggi affascina e commuove tanti giovani lettori per la sua grande forza morale e umana. Mi sento una testimone “per vocazione”. E questa testimonianza della Shoah, che rappresenta per me un dovere morale e civile, la offro attraverso le mie storie narrate ai bambini e ai ragazzi. Si deve conoscere, perché la memoria si costruisce sulla base del sapere. Queste storie aiutano chi legge a ricordare, a recuperare un passato che non si può nascondere. È importante e necessario spiegare la Shoah ai bambini che, come tutti, hanno il diritto di sapere e il dovere di non dimenticare. Soprattutto è doveroso insegnare ai bambini i valori universali correlati alla Shoah che permettano loro di convivere pacificamente conoscendo e accettando l'altro".

Come raccontare ai bambini questa importante e difficile tematica, come renderli partecipi di una vicenda così dolorosa e drammatica?

"In attesa che possano, crescendo, approfondire l'argomento, ho cercato di offrire loro questi racconti per immagini e parole che trovano vie più adatte alla loro età e sensibilità. Sicuramente il linguaggio della narrazione è quello più appropriato per avvicinarli a questa tematica, una narrazione dove i fatti siano visti dagli occhi di un bambino. Una letteratura-testimonianza, anche se prodotta da una finzione letteraria, può aiutare i più piccoli a conoscere la Shoah e a non dimenticare. La Memoria quando diventa consapevole volontà di non ripetere gli errori del passato diventa speranza, speranza in un futuro migliore".

Quali sono i valori umani che ha voluto mettere in risalto?

"Questo libro può rappresentare un punto di partenza per raccontare gli orrori della guerra e della persecuzione degli ebrei, ma anche per ricordare che nell’animo umano dimorano sentimenti di altruismo, di rispetto per il diverso, di generosità verso i più deboli. Un albo adatto ai bambini, ai ragazzi e non solo, di forte denuncia, ma insieme di riscatto che, oltre a mostrare il lato oscuro dell’uomo, evidenzia anche l’amore e la solidarietà di cui è capace l’essere umano. Una storia che deve essere spiegata, per parlare di discriminazioni presenti e passate, in un’epoca come la nostra che vede, purtroppo, il ritorno del negazionismo e di inquietanti episodi di antisemitismo che non possono lasciarci indifferenti".

Il ciliegio di Isaac (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Quale messaggio vuole mandare alle giovani generazioni?

"Siamo tutti parte di un’umanità che deve trovare la sua essenza nella solidarietà, nel rispetto della diversità e nel coraggio di vivere con gli altri e per gli altri: questo emerge naturalmente tra le righe in modo chiaro e toccante. La levità della narrazione accarezza la mente di chi ricorda e commuove l’animo di chi, ora, ha in mano il testimone da trasmettere ai figli e ai nipoti. Per non dimenticare occorre passare il testimone, dire, raccontare, scrivere, documentare, perché si sappia ancora e sempre, perché non accada mai più. È questo il messaggio che ho voluto offrire ai giovani lettori attraverso i miei libri che ricordano la Shoah e che parlano dell’importanza, soprattutto oggi, del fare memoria".

Pedron, come si è trovata ad illustrare un libro su un argomento così delicato?

"Illustrare un racconto non è mai un lavoro semplice. Per quanto mi riguarda, bisogna entrare nel testo in punta di piedi, come si fa quando s’inizia a conoscere qualcuno. Occorre dedicargli molto tempo, comprendere in profondità ogni singola parola e poi interpretarlo secondo il proprio sentire. Questo libro per me è stato amore alla prima lettura e dopo aver letto il racconto scritto da Lorenza Farina, ho accettato subito la sfida di illustrarlo. La ricerca storica del tema trattato non è stata facile; mi ha messo di fronte a molteplici immagini drammatiche che, talvolta, mi hanno lasciata turbata. Nel dare alla luce alcune illustrazioni, ho cercato di immergermi, per quanto umanamente possibile, nel dolore atroce di un bambino che viene strappato alla mamma per essere rinchiuso in un lager. Questa, per me, è stata forse la fase più dura. Anch’io ho percepito, insieme a Isaac, quel dolore".

Come si organizza nella pratica un lavoro a quattro mani e che genere di collaborazione si instaura?

Il ciliegio di Isaac (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"Solitamente un testo viene affidato dall’editore a un illustratore in base anche all'affinità di stile. Un racconto per bambini molto piccoli avrà delle immagini adatte a loro, con poche figure nitide, dai contorni e colori precisi. Compito dell'illustratore è creare uno storyboard iniziale dove si decide la suddivisione del testo, in base al numero di pagine del libro, gli schizzi delle scene da illustrare, le inquadrature, lo spazio per le parole. Si dà forma a una bozza del libro. Una volta discusso e approvato lo storyboard, insieme con l’autore e l’editore, l'illustratore procede alle tavole definitive. Nel mio caso con Lorenza è nata una bella e costruttiva collaborazione, un lavoro di squadra, fatto di confronti e di decisioni discusse e condivise, rispettando la reciproca libera espressione. Ci siamo incontrate più volte durante la fase progettuale e questo grazie anche alla fortuna di abitare nello stesso territorio. Spesso illustratore e autore non si vedono mai, spesso è la casa editrice che decide a quale illustratore affidare un testo e dare vita al progetto senza la partecipazione dell'autore. Io credo che la formula vincente sia la collaborazione fra le tre parti; un lavoro a sei mani".

Quale importanza hanno le immagini nei libri dedicati ai più piccoli?

"Sono molto importanti, vorrei dire fondamentali. Testo e immagine non sono separati, uno non descrive l'altra, bensì si completano, si intrecciano, dialogano fra loro in uno stretto rapporto.

La frase che più mi ha colpita durante la mia esperienza in questo meraviglioso mondo dell'illustrazione è stata una citazione della grande illustratrice e artista Pacovská: "Un libro illustrato è la prima galleria d'arte che un bambino vede". Abituare i bambini alla bellezza, alla cura, all'originalità e poeticità delle immagini, è essenziale. Esse aprono la mente di chi guarda, lasciano spazio a nuovi modi di vedere, raccontano da un punto di vista diverso. Non solo descrivono il testo, ma attraverso un gioco d'interpretazione, gli aggiungono valore. Questo connubio fra narrazione e immagine stimola la creatività e la fantasia del bambino, prerogative fondamentali per la sua crescita".

 

Lorenza Farina è nata a Vicenza dove ha lavorato come bibliotecaria. Le piace scrivere per bambini e ragazzi con una predilezione per le storie ambientate nella natura. Ha pubblicato una ventina di libri tra romanzi, racconti, fiabe e filastrocche, ottenendo molti riconoscimenti. Per Paoline ha scritto La bambina del treno (2010) e Andrea non ha più paura (2017).

Anna Pedron, illustratrice, vive in provincia di Vicenza. È laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia e specializzata in illustrazione alla Scuola internazionale di Sarmede, il paese delle fiabe nel Trevigiano. Come lei stessa dice, "è innamorata del mondo dell'illustrazione e grazie all'illustrazione e ai libri illustrati la sua immaginazione e la sua fantasia trovano casa".

 

nr. 03 anno XXIII del 27 gennaio 2018

Il ciliegio di Isaac (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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