NR. 01 anno XXV DEL 01 FEBBRAIO 2020
la domenica di vicenza
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L'anima fotografata

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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L'anima fotografata

Come nel breve racconto Luce, che Tania Piazza scrive e associa ad una foto scattata nella fornace Venini a Murano: Quando cade, la luce non fa rumore. Si stende lieve, e ti chiedi incuriosito da che parte sia giunta. La mia idea è che si riposi, perché la sua strada è lunga e senza fine. Il più delle volte, la vedi passare in volo, veloce e silenziosa, come se la fretta le ingiungesse di correre. Sono innumerevoli, gli anfratti che chiedono di lei, e ogni giorno non sa come fare a coprirli tutti; immagino il suo fiatone, da cui probabilmente nasce il luccicore magico che capita di cogliere, a tratti. È proprio dal suo affanno quotidiano che succede, raramente, di osservarla cadere, come ora. Senza suoni, con voce leggera, a rifiatare quel tanto che basta per poi ricominciare. Ecco, allora, il miracolo che mi sta davanti: come un telo di prezioso tessuto adagiato sulle cose, ne muta i contorni, ridisegnando i volti e gli spigoli, curando e colmando da dentro le crepe dei mattoni. Una nuova energia, un nuovo spazio comunicativo, una nuova pagina. Fino a quando, carica, riparte. È bello non sentire il suo rumore. La luce arriva all'improvviso, e riempie il cuore. Dopo questi incontri con lei mi ritrovo sempre un po' più ubriaco di vita, e rimango inebetito, in attesa della nuova sbornia. So che ci sarà, mi basterà porre attenzione ai segnali: il mondo si fermerà per un attimo, e subito dopo lei, nuovamente, cadrà.

L'anima fotografata (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)O come in La luce più bella, che nel libro è associata ad una foto realizzata nel bar Borsa in centro storico a Vicenza: Sistema sbadatamente l’orlo della gonna a pieghe, si accorge che è salita troppo solo perchè non sente più caldo, su quella zona della pelle. Abbassa lo sguardo ad averne conferma, e allora apre le ginocchia che si toccano e con la mano sinistra abbassa un pezzo di stoffa nera per sembrare un po’ più a posto. Le calze scure e spesse non lasciano intravvedere nulla, le usa proprio per sentirsi sempre libera di muoversi come le pare, anche quando indossa quella gonna corta. Ai piedi, un paio di anfibi consunti, la pelle scura che il tempo ha ingrigito in alcuni punti, proprio come fa con i capelli degli anziani, lasciandoli smarriti. Le piace usare quelle scarpe, le permettono di non fare rumore, di camminare come se non passasse davvero. L’accompagnano da tempo, la fanno sentire quasi invisibile, tra gli altri. Soprattutto quando entra lì.?Ha aspettato con impazienza che si liberasse il suo tavolino – come le capita di dover fare ogni giorno – fuori dalla porta, quando arriva sempre con un certo anticipo, e se ne sta vicino alla vetrina dove sono esposte le torte giganti, intere con una fetta che sbuca fuori per far vedere cosa c’è dentro. Ormai le ha assaggiate tutte, ma non prende mai la stessa, anche se la sua preferita è la meringata con i pezzi di fragole grossi grossi messi all’interno, come fosse una stoffa candida con dei disegni irregolari di quel bel rosso forte e vivo che se ne viene fuori...

"Sono partita dai miei racconti. Li tenevo nel cassetto ma era da tempo che osservavo le foto di Ivano, gli scorci, i personaggi, i panorami, il bianco e nero. Mi colpiva l’intensità e la poesia dei suoi lavori e in modo naturale è nata l’idea del libro", racconta Tania Piazza. "É stato un viaggio nelle mie fotografie - dice Ivano Mercanzin - è come se i miei personaggi avessero trovato una seconda vita, è stato davvero emozionante".

L'anima fotografata (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Tania Piazza è nata e cresciuta nella provincia vicentina, è da sempre una grande appassionata di letteratura classica, moderna e contemporanea. La scrittura nasce presto, come naturale evoluzione alla lettura, e diventa lo strumento per dare voce alle emozioni e narrare della Vita, perché scrivere è un altro modo per parlare, solo più silenzioso. Nella fotografia coglie la stessa attitudine: ecco perché ama osservarla e mettersi all’ascolto dei vari suoni che produce, per trasformarli in racconti. Nel 2013 ha pubblicato il romanzo “La cura delle parole”; nel 2015 il secondo, “Com’è bella la nebbia quando cade”.

Ivano Mercanzin, inizia il suo percorso artistico nel 2012 quando la passione per la fotografia arriva d’improvviso. Osservando paesaggi e metropoli, strade e persone, raccoglie ricordi e narra storie con le sue immagini. Venezia, Terra Madre, Coney Island, The Face (s) of NYC, 21 grammi sono alcuni dei suoi progetti. Numerose le mostre: a Vicenza, Verona, Roma, Bologna, Taranto, Malta, New York, Bangkok, Marsiglia.

 

nr. 20 anno XXIII del 26 maggio 2018

L'anima fotografata (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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