NR. 38 anno XXIII DEL 27 OTTOBRE 2018
la domenica di vicenza
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Veneti in controluce

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Veneti in controluce

Cosa intende dire con "i veneti hanno la testa dura"?

Veneti in controluce (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"Se vogliono saltare un fosso, ci proveranno; poco importa se la distanza da coprire è diventata proibitiva col passare degli anni. Se vogliono ballare da ubriachi, balleranno anche a rischio di cadere e di farsi prendere in giro. Se vogliono rendere omaggio a un illustre concittadino, sfideranno le amnesie di una società che non sa più cosa guardare né trarre esempio da ciò che è stato. Se c’è da economizzare, i termosifoni resteranno spenti e loro infileranno un maglione in più, dato che i maglioni non vanno a energia elettrica e la corrente costa".

E questo vale anche per gli altri, i non veneti?

"Perfino quelli che sono nati altrove acquisiscono la fierezza del luogo; come se, passeggiando per i colli, inerpicandosi sulle montagne o sorseggiando un bicchiere di vino, il dna veneto penetrasse sottopelle. Anche qui come ovunque, inclusa la vicina Croazia, la maleducazione e l’ingiustizia sono uguali e non hanno sesso, colore o status sociale; a fare la differenza è quella voglia di rivalsa che ti obbliga a fare la fila per ore pur di difendere i tuoi diritti e di rendere la vita impossibile a chi ti rende la vita impossibile".

Cita Goffredo Parise, uno che aveva capito bene i veneti?

"La mancanza di desideri è il segno della fine della gioventù e il primo e lontanissimo avvertimento della vera fine della vita, scriveva Goffredo Parise nei Sillabari. Sembra proprio che molti personaggi dei miei racconti siano consapevoli di questa relazione tra anelito e giovinezza e ripetano, come un mantra silenzioso, che la vita offre sempre un motivo per farsi desiderare. Cosicché ciò che conta non è riuscire o fallire: l’esito non ci rende migliori né peggiori, a contare è ciò che precede il tentativo di mettersi alla prova per sentirsi vivi o giovani. Insomma, tentare sempre, e in caso di disfatta arrabbiarsi con qualcosa o qualcuno, giacché la perseveranza si nutre di sdegno".

Invece l'aspetto controluce in cosa si manifesta?

"Con questa luce i veneti svelano sfumature inedite. Ecco emergere allora i sentimenti di chi è stato deriso e insultato; quelli di chi scrive una lettera in gran segreto, perché le intermittenze del cuore creano zone d’ombra e vanno illuminate seppure un pochino; quelli di chi chiede alla Vergine di restituirgli gambe sane e schiena diritta per rendersi utile alla famiglia e al prossimo, magari al migrante o al senzatetto, anche loro individui da guardare controluce per poter scorgere storie antiche e antiche sofferenze".

E lei per quali veneti parteggia?

Veneti in controluce (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"Non nascondo che verso i miei conterranei nutro una certa empatia, ma nella narrazione della quotidianità ho preferito utilizzare il distacco, anche se spesso l’ironia o la critica pungente, specie nei riguardi delle nuove generazioni, hanno avuto il sopravvento. D’altronde c'è una profonda differenza tra chi preferisce ascoltare le persone e chi preferisce guardare uno schermo, tra chi si sforza di tenere in vita la memoria e chi cancella tutto con un clic. È il divario che separa chi nasconde gli errori da chi invece li fissa con orgoglio, coltivando la certezza di poter sempre imparare qualcosa anche da loro. L'autore sente la necessità di descrivere anche i piccoli episodi, ovvero le sfumature che rendono speciale l’esistenza umana. Se le sfumature scompaiono, tutto diventa grigio. Invece la vita è un grande spettacolo dove le forme e i colori si susseguono come in un caleidoscopio, l’importante è saperlo osservare".

 

Giuseppe Ausilio Bertoli è sociologo della comunicazione, saggista e pubblicista. vive nel vicentino, dov’è nato, e a Padova. Fra le sue pubblicazioni più recenti segnaliamo il romanzo L’amore altro. Un’odissea nel Kosovo (Besa, 2009), il reportage narrativo Rosso Africa (Mimesis, 2011), e i romanzi L’istinto primo (Italic, 2014) e Un mondo da buttare (Italic, 2017).

 

nr. 37 anno XXIII del 20 ottobre 2018

Veneti in controluce (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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