NR. 18 anno XXIV DELL'11 MAGGIO 2019
la domenica di vicenza
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Vicenza Jazz cerca la nuova luna

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Vicenza Jazz

Quali sono le caratteristiche di questa nuova edizione?

Vicenza Jazz (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"È un festival dedicato al tema del viaggio, fisico e virtuale. Per questo partiamo da un musicista cubano, Chucho Valdès, perché gli scambi fra i paesi dei Caraibi e il jazz sono sempre stati storicamente interessanti. Poi proseguiremo con altri incontri fra culture non solo musicali: il jazz è nato così, dall’incontro fra genti e culture diverse, e così si è sviluppato. In piazza avremo Roy Paci che da tempo impegna la sua musica per l’incontro fra le persone; Uri Caine cerca da sempre il rapporto fra musica classica e jazz (oltre che fra jazz e Klezmer); Peter Erskine è una pietra miliare della fusion (e qui basta la parola). E così sarà per tutto il festival, in una serie infinita di viaggi e di incontri. Come strumento-bandiera, quest’anno abbiamo scelto la tromba: Paci, Fresu, Bosso, Akinmusire, Rava".

Il festival propone 150 eventi in 10 giorni: un grande successo per Vicenza?

"La diffusione capillare della musica nella città è da sempre una caratteristica distintiva. È un successo il fatto che ogni anno la città si scopra più viva, vogliosa di aprirsi a eventi che coinvolgono tutti a ogni livello. Anche quest’anno scopriamo nuovi “attori”, nuovi luoghi, nuovi piccoli organizzatori che vogliono esserci. Per questo, accanto ai grandi concerti nei teatri, Vicenza Jazz ancora una volta proverà a intrufolarsi in ogni angolo della città, quest’anno persino nel cimitero acattolico, dove metteremo in musica le poesie di Spoon River".

Come e quanto è cresciuto negli anni Vicenza Jazz in senso artistico e musicale?

Vicenza Jazz (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"È cresciuto moltissimo: nei primi anni il calendario era di quattro giorni e poi, via via, si è allungato sino ai due fine-settimana. La quantità di concerti è moltiplicata col numero dei locali, delle botteghe, delle librerie, dei cinema, dei palazzi e dei monumenti che oggi si occupano di jazz in questi dieci giorni. Dal punto di vista artistico cerchiamo di tenerci aggiornati su cosa succede nel mondo, proponendo nuovi nomi e nuovi progetti ma non dimenticando i “grandi vecchi”. In tutti i casi credo che l’idea di festival debba sempre significare che sta succedendo qualcosa di straordinario, che ascolteremo musica e che incontreremo cultura che di norma non sono di casa in città".

Il festival è anche una sua creatura: cos'è cambiato a livello organizzativo dagli inizi ad oggi?

"All’inizio, e per moltissimi anni, Vicenza Jazz è stato gestito in forma diretta dall’ufficio cultura del Comune di Vicenza e, per certi versi, nei primissimi tempi, in forma diretta persino dalla Trivellato. Da qualche anno, le fasi organizzative e promozionali sono in capo alla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza che mette in campo le proprie forze, per attuare un programma che, di volta in volta, immagino sulla base delle disponibilità economiche primariamente assicurate dal Comune e dalla Trivellato, attraverso specifiche convenzioni. Da anni il festival è una macchina abbastanza complessa e l’organizzazione non può che essere complessa".

Vicenza Jazz (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)La prossima edizione segnerà un traguardo importante, il 25ennale. Può anticiparci qualche informazione?

"Nel 2020 cadrà il centenario della nascita di Charlie Parker, uno dei grandi geni del jazz, un poeta maledetto che ha segnato in maniera indelebile la strada del jazz moderno da circa settantacinque anni. Lo ricorderemo pensando anche a chi ora è giovane come lo era lui all’inizio del bebop, la rivoluzione musicale degli anni ’40: era una sorta di marziano con il sax nella valigia che, sulle prime, con la sua musica poteva destare apprensione ma poi ha finito per indicare la via per il futuro. Credo che anche oggi dobbiamo avere tutti una sorta di doppio obbligo morale: avere sempre rispetto per il passato ma anche uguale sete di nuovi sogni e di nuovi viaggi. Come recita il titolo di quest’anno: oltre le colonne d’Ercole, alla ricerca di una nuova luna".

 

nr. 17 anno XXIV del 4 maggio 2019

Vicenza Jazz (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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