NR. 23 anno XXIV DEL 15 GIUGNO 2019
la domenica di vicenza
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Giannini all'Olimpico
tra musica e teatro

Tanta gente per la voce italiana ufficiale di Al Pacino

di Elena De Dominicis
elenadedominicis@virgilio.it

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Giancarlo Giannini strega l'Olimpico

Anna Cappelli (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)@artiscenichecom

 

CREDIT FOTO:  MATTEO ZUFFELLATO



Pubblico persino sul palco all’Olimpico per lo spettacolo “Effetto Mozart- Amadeus in cammino tra le donne” con il grande Giancarlo Giannini nell’ambito del festival “Settimane Musicali al Teatro Olimpico”, protagonista insieme a Sonig Tchakerian al violino e Roberto Prosseda al piano. Lo spettacolo è stato un’alternanza di letture delle lettere di Mozart alla cugina, la sorella, alla moglie e altre donne e le sonate per violino e pianoforte. Nel bis, Giannini ha proposto l’Orazione di Marco Antonio, celeberrimo monologo dal “Giulio Cesare” di Shakespeare che ha rapito il pubblico fin dal suo incipit.

 

In una delle lettere Mozart dice: “non datemi un pubblico che non capisce altrimenti io perdo tutto il piacere di suonare".

Giancarlo Giannini strega l'Olimpico (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Giancarlo Giannini: “Normale, insomma: Umberto Eco ha scritto una cosa recentemente ma che riguarda i nostri tempi, che internet ha dato voce al 99% degli imbecilli del mondo, per cui immaginati quanti ce ne sono ancora rimasti adesso, il fatto è che prima non parlavano, perché se lo dicevano tra loro, adesso per internet scrivono quello che vogliono e la gente ci crede, quindi creano ancora più imbecilli. Mozart lo sapeva e diceva: “io devo suonare per le sedie, per i tavoli? Ma che è?”.

A teatro c’è il problema del ricambio generazionale: i giovani non vanno a teatro o non ci vanno molto.

“Ma perché è cambiato tutto. È tutto vecchio. il cinema è vecchio. Fellini mi diceva 40 anni fa, ero molto amico suo: “Giancarlino, il cinema è morto…” io dico: “come è morto! Io lo sto facendo!” –“ No, no, ancora per qualche anno si farà. Andremo al cinema come a un museo e non ci sarà nemmeno quel raggio di fumo, quella scultura che passa attraverso le immagini sulla tua testa". . Aveva ragione, perché la tecnologia ha cambiato moltissimo. Quando è nato il digitale, quando noi sentivamo il vinile e i ragazzini sentivano il “ciddì”: ma che, sentivano musica? È tutto alterato, tutto stridente. E questo per quello che riguarda l’orecchio ma anche l’immagine è cambiata: il digitale hanno capito poco quello che sarà, veramente una rivoluzione, ma ancora lo devono scoprire. Noi italiani, lo dico senza vergogna, siamo al Medio Evo ancora; giapponesi, cinesi e gli americani che lavorano fuori, sono già molto avanti con questa tecnica. Il teatro non morirà. Pensi a quando è nato e ancora stiamo lì sul palcoscenico. Il cinema cambierà, dovrà cambiare in un modo diverso; l’intrattenimento, il telefonino, ha cambiato moltissimo la vita di tutti, no? Vedere i film così, ma non saranno più film, saranno impulsi di immagini, non so come definirli, ma non voglio discutere: io ho studiato elettronica quindi sono un elettronico prima di essere un attore e sono rimasto elettronico poi ho portato l’elettronica nella recitazione. Ma questo è un discorso molto complesso. Tutti mi dicono come ho fatto: niente, ho trasportato la fantasia dell’elettronica alla fantasia del personaggio".

Giancarlo Giannini strega l'Olimpico (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Lei questa sera, nel bis, ha portato l’ “Orazione di Marco Antonio”.

“Sì!”.

Uno dei grandissimi classici, parodiato anche da Gassman…

“... certo! Lo hanno fatto tutti!”.

Mi capita di parlare, con direttori d’orchestra e registi d’opera, del paragone tra teatro di Mozart e di Shakespeare. Nelle note del programma di sala c’è una citazione di Strehler (“Mozart, uomo d’amore”ndr) dove si dice che non si può capire Mozart se non si capisce il suo concetto d’amore.

“Anche Schopenhauer diceva una cosa del genere: che non si può capire l’amore se non ami un cane! È la stessa cosa, o no? Siamo sempre là! “Amore” è una parola molto complessa e molto complicata, che si usa normalmente : “pronto, amore, che fai?”, “pronto, amore? Ci sono!”. L’amore è il bambino, quando la mamma gli dice “quanto mi ami” e lui dice: “quanto il mare, quanto la luna, quanto le stelle”! Quello è il vero amore! Poi da grande lo usiamo così".

E Strehler cosa voleva dire?

“Quello che voleva dire Schopenhauer, più o meno".

Mozart e Shakespeare, entrambi riescono a descrivere l’animo umano, però, appunto…

“…sono due modi diversi!”.

Eh si!

“Deve pensare che Beethoven ha detto che la musica è il linguaggio di Dio. Questa sera avevamo un pianista e un violinista: se andavano a Tokyo a suonare Mozart lo capivano, se vado io a dire Marco Antonio non mi capiscono, o parlo la loro lingua… pensi a quanto è limitato un attore. La musica è un linguaggio. Il teatro è un’altra cosa. Certo, poi trovi Strehler che fa “Le baruffe chiozzotte”, meravigliose, quel tipo di fantasia e curiosità che solo sul palcoscenico si può dare. Oppure trovi Spielberg o De Sica, che attraverso le immagini hanno dato delle emozioni incredibili, no? Sono due tecniche diverse, teatro e cinema. Non pensate a quell’attore che dice che lui è lo stesso o che dice che entra nel personaggio: ma come fai ad entrare nel personaggio? Come si fa? Se qualcuno me lo spiega io sono là! Io ho fatto Romeo per 3 anni in tutta Europa: potevo avere una Giulietta bellissima, innamorarmi di lei, fare cose segrete con lei fuori dal palcoscenico, quindi l’amavo veramente, no!? Le battute uscivano così! Ma quando io mi ammazzo col veleno e sto un quarto d’ora così, dove entro nel personaggio?? Fingo, no!? E se fingo lì, meglio che fingo tutto. Lo dicevano Laurence Olivier, Orson Welles, lo dicevano i grandi, mica io".

Mozart fece un lungo viaggio in Italia e arrivò anche a Napoli, che all’epoca era una grande capitale della musica…

“A Napoli è nato il cinema anche, eh!”

Giancarlo Giannini strega l'Olimpico (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Certo! (si fa riferimento al cardiologo e inventore francese Marey che nel 1882 a Napoli inventò il crono fotografo, “fucile fotografico” per lo studio dei corpi in movimento. La prima proiezione dei Lumière a Parigi, considerata la nascita del cinematografo è del 1895. Ndr). Il violino di Sonig è un Gagliano del 1760, napoletano. Un suono che molto probabilmente Mozart ha ascoltato.

“Guardi che quasi tutti i grandi musicisti da Beethoven a Chopin, sono partiti dalla tarantella napoletana! Le canzoni napoletane sono le migliori del mondo! È risaputo! Pure Elvis Presley ha fatto “O sole mio”, “it’s now or never”!”.

Noi non abbiamo testimonianza della voce di Mozart o dei suo attori, l’unico resto sonoro sono gli strumenti antichi, nel momento in cui lei che è attore si mette in sintonia con un suono che avrebbe potuto sentire anche Mozart…

“… certo ma i suoni sono infiniti: un pianista quando suona la sera, il giorno dopo i suoni sono diversi, anche io che dico le battute, il giorno dopo cambia. Un bravo pianista si capisce da come le sue dita premono sui tasti e toccano la nota, quando finisce arriva al punto giusto. È una questione di armonia e dove c’è armonia c’è una forma di bellezza che non capisci però ti arriva. Quando “quegli altri” vanno al museo e dicono: “bellissimo, sembra una fotografia!” non hanno capito niente, ma perché nessuno glielo ha insegnato. Basta avere dei buoni maestri e uno affina la propria conoscenza".

Giancarlo Giannini strega l'Olimpico (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Lei ha partecipato alla serie di Alberto Angela “Stanotte a…”. Angela rimane l’unico ad occuparsi davvero di cultura, non riesce ad essere scalzato da nessuno: ha dovuto ricorrere a una persona di teatro per raccontare.

“Mah, no, sono stato un supporto, così, carino, l’invenzione è sua. Io conoscevo Alberto da quando era “piccolo così”, l’ho conosciuto a New York da bambino; è uno che ci crede molto, ha diverse lauree, è archeologo ed essendo archeologo ed è un po’ come quei frati…”.



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