NR. 18 anno XXVI DEL 2 MAGGIO 2021
la domenica di vicenza
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Sanità veneta
sotto indagine

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Sanità veneta<br>
sotto indagine

I test rapidi che si sono usati in Veneto, come in tutta Italia, hanno una affidabilità minore rispetto a quando dichiarato dai produttori? Per rispondere a questa domanda la procura di Padova avrebbe aperto una indagine affidata al pubblico ministero Benedetto Roberti. Il suo capo, il procuratore Antonino Cappelleri, sentito al telefono però, si trincera dietro un severo “no comment”. “Sarebbe davvero singolare, spiega il magistrato, se commentassi in un senso o nell'altro l'esistenza di una indagine che sarebbe gravemente danneggiata dalla pubblicità della sua stessa esistenza”.
Fra i primi ad essere ascoltati in procura ci sarebbe proprio il professor Andrea Crisanti, autore dell'approfondimento clinico sulla attendibilità del test rapido.
Dopo la bufera anche politica sollevata dalla trasmissione Report, oggi il direttore della sanità, Luciano Flor, ha precisato di non saper nulla dell'inchiesta: “Non sapevo – ha detto – non so e non sono stato in nessun modo coinvolto”.
In ogni caso, ricorda Flor, i test rapidi sono quelli che hanno permesso di ampliare la base dei controlli dal momento che più di 20 mila test molecolari al giorno non si è in grado di fare. Quindi i test rapidi si sono rivelati un importante strumento diagnostico che ancor oggi viene utilizzato.
Pronto al confronto con il consiglio regionale già da martedì il presidente Luca Zaia, che mette le mani avanti: “Non passi però l'idea che qui c'erano tanti morti e che a noi non interessava nulla”.
Pronto a rispondere, Zaia, ma affiancato dai dirigenti della sanità e da coloro che hanno gestito materialmente l'emergenza. Insomma il chiarimento può essere politico, ma non del tutto. “Trasformare questo argomento in scontro politico è sbagliato, non ero certo io a scegliere il tipo di test da fare né tantomeno ero io a mettermi davanti al computer per contare gli asintomatici”.
Il presidente esclude che la regione possa intraprendere azioni giudiziarie contro gli autori della trasmissione. Il direttore Flor, che ammette di non sentire al telefono Andrea Crisanti da parecchio tempo, chiede invece verifiche disciplinari. “Tutti i dipendenti pubblici devono attenersi al codice di comportamento del dipendente pubblico. Io sono certo di averlo fatto, ora chiedo che si verifichi se anche altri lo hanno seguito alla lettera”.

 

nr. 18 anno XXVI del 2 maggio 2021

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