NR. 29 anno XXVI DEL 18 LUGLIO 2021
la domenica di vicenza
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Verso il green pass all'italiana

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Verso il green pass all'italiana

Green pass obbligatorio in tutti i luoghi a rischio assembramento. Il governo ci sta pensando. Il modello francese, firmato Emanuel Macron, potrebbe essere importato in Italia. Certificazione verde significa due dosi vaccinali fatte, oppure tampone negativo eseguito nelle ultime 48 ore, guarigione da malattia. E diventerebbe necessaria per entrare negli stadi e nelle palestre, per salire su treni e aerei, assistere agli spettacoli, e chissà, ballare nelle discoteche.
È la linea del governo e potrebbe valere anche per i ristoranti. La discussione è in corso e rischia di diventare urgente dopo l’esame dei dati del monitoraggio settimanale. «Sono d'accordo – dice Sonia Scussolin del bar Cioccolato, in centro storico – trovo che il green pass sarebbe importante per tutti noi che lavoriamo a contatto con la gente. Sarebbe una sicura spinta alla campagna vaccinale». «Sono per la linea Macron: si, alla certificazione verde. È necessario: io voglio tornare alla normalità» dice la signora Anna. «Io sono vaccinato ma il green pass vorrebbe dire, praticamente, vaccino obbligatorio. No, non sono favorevole» risponde Luigi.
Effettivamente rendere obbligatorio il green pass per entrare in molti luoghi potrebbe dare nuovo sprint alla campagna vaccinale, che ha subito un grosso rallentamento per le prime dosi. Resta l'incognita del numero di dosi. Sarebbero sufficienti?

 

nr. 29 anno XXVI del 18 luglio 2021



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