NR. 08 anno XXV DEL 30 MAGGIO 2020
la domenica di vicenza
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Schiaccianoci, l'Opera Natalizia

La grande danza ha inaugurato il 2010 al Teatro Comunale di Vicenza

di Elena De Dominicis
elenadedominicis@virgilio.it

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Schiaccianoci, Opera Natalizia

Schiaccinoci, Opera NataliziaIl nuovo anno si è aperto al TCVI con "Lo Schiaccianoci" di Tchaikovsky, messo in opera da parte del Balletto del Teatro di Stato Russo del Volga, e promosso dall'Associazione AGIMUS di Padova. Un'opera tradizionale spesso rivisitata attraverso chiavi di lettura e rilettura completamente differenti tra loro. Il corpo di ballo ospitato nel nostro teatro è stato istituito nel 1967 da parte di alcuni ballerini e coreografi diplomatisi all'Accademia Vaganova di San Pietroburgo. "Lo Schiaccianoci" è sicuramente uno dei titoli più celebri del repertorio russo ed è il balletto a tematica natalizia più rappresentato al mondo. Ispirato a un racconto fantastico di Hoffman, rappresenta un sogno fatto durante la notte di Natale dalla protagonista Clara (o Masha , a seconda delle versioni), dove il suo regalo di Natale si trasforma in un principe che combatte il re dei topi. I dolci diventano personaggi allegorici espressi tramite delle danze di carattere: la danza cinese del tè, la danza araba del caffè, la danza spagnola del cioccolato. Celeberrimi i valzer "dei fiori" e dei "fiocchi di neve". La versione proposta al TCVI è molto fedele a quella originale. La preparazione dei ballerini è risultata notevole sia dal punto di vista atletico che interpretativo. Costumi e scenografie sono sembrati forse un po' semplici rispetto allo sfarzo al quale ci abituano i corpi di balletto russi, ma questo non ha minimamente compromesso l'atmosfera magica creata dalla musica di Tchaikovsky e dalla capacità attoriale degli artisti. "Lo schiaccianoci" andò in scena per la prima volta nel dicembre del 1892 al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo. Fu commissionato al compositore e al coreografo Marius Petipa dal principe Ivan Aleksandrovich Vsevoliskij, all'epoca direttore dei Teatri Imperiali Russi, che volle un nuovo balletto in seguito al successo de "La bella addormentata". La trama si ispira al racconto di Hoffman, nella versione francese ripresa successivamente da Alexandre Dumas padre, il quale alleggerì il racconto. Abbiamo intervistato il Direttore del Teatro, Dott. Mikhail Shumanskij, e la ballerina solista del corpo di ballo, Margarita Kamish, che ha interpretato il personaggio di Clara.


Margarita KamishQuesta è l'opera natalizia per eccellenza in tutto il mondo. Ci sono degli elementi anche nella partitura che la rendono caratteristica anche in questo senso?
Margarita Kamish: «Senz'altro: Tchaikovsky ha creato "Lo Schiaccianoci" proprio come un'opera natalizia».


Questa che proponete è la versione originale. All'epoca i costumi vennero disegnati dallo stesso principe committente dell'opera, che era anche direttore artistico dei Teatri Imperiali Russi. Oggi, lo Stato, in Russia, è altrettanto partecipe nella promozione della cultura?
Mikhail Shumanskij: «Il nostro teatro, come la maggior parte dei teatri in Russia, è al 100% statale. Riceviamo molti milioni all'anno, poi separatamente ci danno dei soldi per mettere in scena delle opere. Nel 2010 ci daranno un milione e mezzo di rubli per il balletto (1€= 43,6 rubli circa n.d.a.) e altri due milioni per l'opera».


"Lo Schiaccianoci" è tratto da un racconto di Hoffman. Come mai questo autore ha esercitato tanto fascino nel mondo della danza? Pensiamo anche a opere come "Coppelia".
M.K.: «Lui scriveva anche racconti per ragazzi, anche se spesso erano racconti di orrore».
M.S.: «Anche nello "Schiaccianoci" c'è una parte di orrore: quando Drosselmeyer diventa il re dei topi, c'è qualcosa di terribile».


Quest'opera, come "Il Lago dei Cigni", è stata rimaneggiata moltissimo nel corso dei secoli, fino ad arrivare a versioni che hanno perso completamente qualsiasi riferimento all'originale. Perché gli artisti moderni, per creare nuove versioni di balletti, partono quasi sempre da queste due opere?
M.K.: «Mi chiedo sempre come mai non prendano delle cose nuove, idee e musica nuove, perché si riferiscano sempre a queste cose classiche».


La versione di Nureyev è stata definita da molti critici la più psicanalitica. Quali sono i tratti distintivi di questa chiave di lettura?
M.K.: «Non ha molto senso discutere delle versioni di Nureyev perché lui era una persona molto individuale e molte cose che creava le faceva proprio solo per sé, perché le voleva ballare lui».
Nella sua versione lui fa sia Drosselmeyer che il principe.

M.K.: «Sì sì, è proprio una cosa unica».

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