NR. 13 anno XXVI DEL 28 MARZO 2021
la domenica di vicenza
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Schiaccianoci, l'Opera Natalizia

di Elena De Dominicis
elenadedominicis@virgilio.it

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Schiaccianoci, Opera Natalizia

In Russia avete una celeberrima tradizione di recupero e salvaguardia dei beni culturali e siete molto famosi per il restauro filologicamente ed estremamente fedele. C'è lo stesso impegno nei confronti delle avanguardie e dei giovani artisti?
M.S.: «Specialmente negli ultimi tempi c'è un ritorno alle cose tradizionali, soprattutto nel balletto. Al Bolshoi e a San Pietroburgo hanno mandato via i coreografi che avevano uno stile più moderno, europeo e internazionale e c'è stato un ritorno alla gente della "vecchia scuola" come Grigorovich».
M.K.: «Il nuovo coreografo del Bolshoi, Burlaka, ha restaurato "Paquita" facendo delle costosissime ricerche anche in Inghilterra, per riportarla in scena esattamente come fu presentata all'inizio».


Certi artisti ritengono che molti titoli siano intoccabili e che si possano concedere solo delle piccole variazioni, rimanendo nell'ambito dell'intento originale: pensano che le versioni completamente diverse snaturino l'opera e  diffondano idee sbagliate. Altri invece ritengono che le opere d'arte siano di tutti e che sia giusto apportare modifiche anche consistenti per favorire la creatività. In Italia abbiamo un detto latino: "In medio stat virtus". Come potrebbe essere rappresentata questa virtù che sta nel mezzo a due linee di pensiero così differenti?

M.S.: «Io ho visto dei Laghi con Odette incinta e Schiaccianoci altrettanto rimaneggiati…».
M.K.: «Il mio punto di vista è molto semplice: non si può toccare il classico. Per favore, se vogliono fare qualcosa di nuovo facciano un'altra cosa!».


Esistono degli autori di libretti e coreografi, oggi, che un giorno potrebbero essere così storicizzati e influenti sulla cultura mondiale come lo sono stati questi grandi del passato?
M.K.: «Al momento proprio no. Magari tra qualche anno. Sicuramente si sta facendo molta ricerca, si provano a fare molte cose, ma i risultati…»


Molti pensano che l'artista sia necessariamente una persona che soffre. Per l'artista, però, l'arte è qualcosa che dà gioia. Soprattutto quando si parla di poeti o musicisti, si ha l'idea che siano persone malinconiche. Per un ballerino quale stato d'animo favorisce la ricerca interpretativa e creativa?

M.K.: «Per me lo stato d'animo dell'amore è quello che dà più forza. Io costruisco qualcosa di nuovo quando amo».


Una volta abbiamo intervistato Jeremy Irons e ci disse che secondo lui «l'arte è come l'amore: è molto difficile da descrivere, ma quando li incontri li riconosci».
M.K.: «Ben detto! Sono molto d'accordo».

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