NR. 08 anno XXV DEL 30 MAGGIO 2020
la domenica di vicenza
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Che sorpresa,
l’opera di Elio

Il leader delle “Storie Tese” si sta cimentando nella lirica, ma continua la sua ricerca trasgressiva

di Elena De Dominicis
elenadedominicis@virgilio.it

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Che sorpresa, l’opera di Elio

Pubblico in delirio domenica scorsa al Teatro Comunale di VicenzaI, che ha ospitato il concerto di Elio e Le Storie Tese, promosso dalla Società del Quartetto. Lo spettacolo è stato un’anteprima del tour nazionale che partirà a giorni e che vedrà il gruppo on the road per molte settimane.
Elio, preceduto da Mangoni (“l’artista a sé”), arriva e monta il flauto traverso on stage, strumento in cui si è diplomato al Conservatorio G.Verdi di Milano e il concerto, dopo una lunga intro strumentale, comincia con la canzone “Lo stato A, lo stato B”. Si prosegue con “Milza” e con Elio che ringrazia Mangoni per averli invitati, il quale risponde che le cose principali sono l’amore e l’amicizia (“un applauso all’amicizia!!!”).
Il fil rouge del concerto sarà l’amore. Il pubblico esplode in un fragoroso applauso alle prime note di “Storia di un bellimbusto” il nuovo singolo tratto dal recente album “Gattini”, raccolta di successi ri-arrangiati per orchestra. Segue “La Tristezza”, dal penultimo album “Studentessi”. L’attenzione della platea viene catalizzata da Magnoni che, seduto a un tavolino al lato del palco, affetta una cipolla per poi sminuzzarla con la mezzaluna. Il gruppo ha eseguito molti vecchi successi, intervallati dalla parodia di Mario Biondi, accennando alla canzone “This is What You Are” in cui Elio, per scherzare sulla voce baritonale dell’artista siciliano, ha cantato imitando il suono del didgeridoo, strumento a fiato australiano. Tra le canzoni eseguite, il pubblico vicentino ha apprezzato molto quella sulla discriminazione nei confronti di chi ha cognomi imbarazzanti, come ad esempio “Jimmy il Pedofilo”, quella di ispirazione barocco-hendeliana, “Alfieri”, per poi tornare alla più recente “Plafone”, vera e propria suite progressive rock sulle beghe condominiali.
Elio si è complimentato col pubblico competente, che applaude in modo competente quasi da sembrare un pubblico vero, per poi attaccare con “Parco Sempione”, brano di denuncia sullo sfruttamento edilizio a discapito dei parchi cittadini. La performance di Mangoni prevede una parrucca rasta e una tunica bianca. Gli Elii ritornano ai tempi in cui si ispiravano al cabaret –canzone con il brano “Cara ti amo”, sull’incomprensione tra uomo e donna. Entra in scena un elicotterino telecomandato, volteggia sopra le teste degli artisti, con un biglietto appeso: “Supergiovane: cominciate il pezzo, sono fuori, arrivo subito.”: Mangoni, inguainato in una tutina verde metallizzato con tanto di mantellina da super eroe, occhio di bue puntato su di lui, salterà giù dal palco per scivolare accidentalmente e travolgere il pubblico della prima fila. Sarà di nuovo in sala facendo di corsa tutta la scalinata del teatro e poi tornare sul palco. Dopo la pausa, si propone un assetto acustico per un medley di brani vecchi come “Litfiba tornate Insieme”, “L’Astronauta Pasticcione”,”Pork e Cindy”e “Shpalman ” in versione di marcia medioevale.
Il tributo a Michael Jackson (“Wanna Be Startin’ Something”) coglie tutti di sorpresa quando Mangoni si presenta in tenuta adeguata esibendosi nel moonwalk. Il gruppo ringrazia l’artista scomparso mandando l’audio del celebre video-tormentone, che girava su facebook, “Grazie Michael Jackson”. Il concerto volge alla conclusione con “Il rock and roll ”, dove “l’artista a sé” omaggia Freddie Mercury vestito con il mantello rosso, la corona in testa e il microfono montato su una mezza asta, come faceva l’indimenticato frontman dei Queen. Come tradizione, si conclude con “Tapparella”, la canzone sulle terribili feste delle medie. Tutto il TCVI ha salutato gli EeLST con un caloroso applauso e una totale standing ovation da grandi occasioni. Abbiamo incontrato Elio.

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