NR. 41 anno XXVIII DEL 25 NOVEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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L'ex bocciodromo va raso al suolo

Gli ex presidenti di circoscrizione bocciano il bando del Comune e si dicono molto preoccupati per ordine pubblico e mobilità. Intanto prende corpo l'idea di un referendum

di Luca Faietti
faiettil@tvavicenza.it

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L'ex bocciodromo va raso al suolo

«Quel centro va raso al suolo». È categorico l'ultimo presidente udicino di Circoscrizione 7 Giuliano Corsi riferendosi all'ex bocciodromo di via Rossi il cui bando per lavori e futura gestione è stato vinto dalle associazioni Web Lab, Pensionati per la pace, Giovani dei Ferrovieri e Polisportiva Jackie Tonawanda. «Al di là della questione politica sollevata da molti, ve ne è una anche strutturale sui cui non ci si è abbastanza soffermati. Sono locali fatiscenti, non c'è nulla che sia a norma. Come si fa a poter solo pensare di sistemare una struttura del genere? Bisogna essere matti!». Ma non è tutto, perché la gente dei Ferrovieri, almeno la maggioranza degli abitanti della Sette ne ha le scatole piene soprattutto del traffico della zona: «E un centro sociale o simile in quell'area della città comporterebbe un ulteriore problema legato alla viabilità, ai parcheggi che non ci sono o che non sono certo sufficienti».

Serve, insomma, anche intervenire sulla mobilità, in caso contrario il rischio è di una implosione del traffico con conseguenti danni e conseguente degrado di quell'area della città.

Corsi ha la memoria lunga e ricorda nel dettaglio la storia di quell'edificio.

«Conosco la storia di quella struttura da 40 anni - afferma - e non mi sta bene quello che si ha in mente di fare. Rivado al Piruea Lanerossi che riguardava l'area dello stabilimento di proprietà della Pirelli. Già al tempo si era pensato di trasformare l'area in residenziale e commerciale, dando sbocco alla viabilità con un sottopasso o un sovra cavalcavia ferroviario che di innestasse su viale San Lazzaro all'altezza di Piva gomme. Già al tempo si era compresa la necessità di non bloccare lo ‘sfogo' viario in presenza di un ‘pacchetto' urbanistico importante. Ricordo che l'allora assessore Claudio Cicero aveva anche pensato di realizzare una grande rotatoria proprio in San Lazzaro per fluidificare al meglio il traffico nello sviluppo di quella ipotesi». Non se ne fece nulla, però perché la popolazione dei Ferrovieri si oppose con decisione. «60 mila metri quadri di intervento avrebbero forse stravolto l'essenza dei Ferrovieri e la gente si oppose a quella che veniva considerata una perdita di identità locale».


Un centro sociale avulso dal contesto di quartiere


Il progetto però era ad ampio respiro e non spot: «Sì il Piruea Lanerossi aveva una anima ed è così che si deve agire. Dare l'ex bocciodromo a delle associazioni perché ne facciano un centro sociale non avrebbe senso anche perché rimarrebbe un intervento fine a se stesso e sarebbe slegato da ipotesi omogenee di intervento strutturato. Che senso ha? E poi lo stesso sindaco Variati non aveva detto che il luogo ideale per un centro giovanile era rappresentato dall'area ex Domenichelli?».

L'area dell'ex bocciodromo fu acquistata dal Comune nel 1990: «Fui io assieme all'allora presidente di Circoscrizione Pietro Vignato a suggerire al Comune di comprare questa area per realizzarne un centro sportivo. La Lanerossi aveva infatti deciso di dismettere i centri ricreativi legati all'azienda con l'opzione di acquisto da parte degli enti comunali. Acquistammo così l'area per 90 milioni di lire e ne affidammo la ristrutturazione ad un privato che poi gestì per anni l'immobile all'interno del quale vi erano biliardi e l'attività da bocciodromo. Chiuse tutto nel 2003. Ma erano altri tempi, anche se avevamo circa 300 soci la viabilità non era così compressa come lo è ora, c'era sicuramente più spazio per gestire al meglio le cose. Ora non sarebbe così, al di là della fatiscenza della struttura».

Corsi è chiaro: «Mi spiace ma non vedo un centro di attività come quello prospettato. Sarebbe invece molto più saggio pensare di riorganizzare una struttura sportiva, meno impattante, magari portare lì il centro anziani, come già prospettato in passato. L'area residenziale in questi anni si è ampliata di molto e con essa vi sono più auto, moto, traffico di ogni genere. Se vogliono il centro sociale devono trovare anche nuovi parcheggi e non so proprio dove potrebbero trovare lo spazio per realizzarne. Non si possono fare e disfare le cose con superficialità senza poi pensare alle conseguenze».

Ma i cittadini lo vogliono o no? Lei ha il polso della situazione in zona, che si dice?

«I cittadini ne hanno le scatole piene, qui non si respira; provate a passare a qualunque ora del giorno e vedrete di che parlo. Dateci servizi, non imponeteci scelte che non condividiamo. Sarebbe una pazzia realizzare quel progetto e l'amministrazione comunale lo deve sapere. Potrebbe essere accettato ma solo se controllato, gestito, sotto l'egida e la responsabilità di dipendenti comunali. Lasciato in libertà, lo giudichiamo un rischio per la comunità».

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