NR. 41 anno XXVIII DEL 25 NOVEMBRE 2023
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Vicenza perde la prestigiosa serata degli Olimpici del Teatro

di Fabio Carraro
carraro@bassanonotizie.it

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Vicenza perde la prestigiosa serata degli OLIMPICI

La prossima edizione non avrà più come cornice il Teatro Olimpico dove era nata otto anni fa, nel 2003, e dove a settembre venivano consegnati "Gli olimpici- gli Oscar del Teatro".

Una gran brutta tegola per l'immagine e il prestigio della città. È fuori discussione che quello degli Olimpici era, per Vicenza, l'evento cultural-mondano più importante.

La notizia è ancora di quelle riservate, passata di bocca in bocca tra addetti ai lavori, ma è data per sicura nei corridoi dei palazzi che contano.

Di più. Giuseppe Ferrazza, Presidente dell'Ente Teatrale Italiano, da sempre mente e motore del Premio, avrebbe già informato della novità la Presidente dello Stabile del Veneto Laura Barbiani.

Quello che si sa è che Ferrazza lavora alla nuova edizione del Premio in collaborazione con l'Agis, l'associazione dello spettacolo.

La sede della prossima edizione degli Oscar teatrali è già stata individuata, ma rimane avvolta dal massimo riserbo. Non sarà comunque Vicenza né altre città del Veneto.

Resta da risolvere il "nodo" sul nome del premio. L'oscar infatti si è sempre chiamato "Olimpico" e, all'epoca, si decise in questo senso proprio per legarlo fortemente alla città di Vicenza e al suo teatro.

Nel mondo dello spettacolo però non sarebbe certo la prima volta che un premio cambia nome. Potrebbe essere così anche in questo caso, con buona pace dei vicentini.

Non è certo questa la cosa che preoccupa gli organizzatori dell'evento impegnati, piuttosto, a mantenere la serata come la più prestigiosa ed importante per il mondo del teatro italiano.

A questo punto viene spontaneo collegare questa decisione al terremoto consumatosi sul finire dello scorso anno in seno al cda del Teatro Stabile del Veneto, organizzatore con l'ETI della serata.

Come noto, quasi come un fulmine a ciel sereno, Luca De Fusco per un decennio direttore artistico dello Stabile, venne messo alla porta.

Operazione che, a detta di molti, aveva un sapore più politico che culturale. Al suo posto è stato  nominato direttore Alessandro Gassman.

De Fusco è stato tra gli inventori del Premio. Raggiunto telefonicamente e interpellato sul fatto che gli Olimpici non verranno più consegnati a Vicenza, ha preferito trincerarsi dietro un secco, ma chiarissimo, no comment.

De Fusco è, da sempre, legatissimo a Gianni Letta. Ed è proprio il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, fin dalla prima edizione, il Presidente Onorario del Premio. L'addio della serata di consegna del Premio da Vicenza avrebbe l'avvallo dello stesso Letta.

Gli Olimpici, nati nel 2003, portavano a Vicenza tutti i grandi del nostro teatro. Premiati, nel tempo, nomi come Mariangela Melato, Giorgio Albertazzi, Valentina Cortese, Franca Valeri, Gabriele Lavia. Una lista lunghissima. Perderemo la vetrina di RAIUNO dove l'evento era trasmesso in differita. Per quattro anni condotto dall'attore Tullio Solenghi lo scorso anno era passato all'istrionico Massimo Ranieri. E addio anche alla prestigiosa tappa al Quirinale dove, il Presidente Ciampi prima e il suo successore Napolitano poi, ricevano i "nominati" assieme ai colleghi attori cinematografici in corsa per il David di Donatello.

Per la Vicenza della cultura, e non solo, è davvero una pessima notizia.



La storia degli ETI

È l'Oscar del Teatro Italiano. Vincere quel premio rappresenta per "la gente di teatro" il massimo.

Gli "ETI gli Olimpici del Teatro" sono nati otto anni fa, per colmare un grande vuoto. Si premiava qualsiasi cosa in Italia, dal cinema, con il "David" e i "Nastri d'Argento", alla danza con la "Scarpetta d'oro", per non parlare di musica e televisione, ma il teatro no. L'arte più antica era senza un riconoscimento ufficiale di grande prestigio. Il vuoto venne colmato ad inizio 2003. Ci pensarono il Ministero dei Beni Culturali, il Teatro Stabile del Veneto, Regione Veneto e Comune di Vicenza.

Felice intuizione di Luca De Fusco che ne fu, fin da subito, mente e motore. Regista napoletano, veneto d'adozione, direttore per un decennio dello Stabile. Entusiasta, alla proposta che fece subito sua, Gianni Letta considerato uno, o forse, il più grande "esperto-amante" del teatro italiano.

De Fusco puntò dritto su Vicenza. La città sede del più antico teatro coperto del Mondo, nato dal genio del Palladio. La città che, in quegli anni, aveva aperto il cantiere per la costruzione di un teatro nuovo.

L'entusiasmo contagiò l'allora sindaco Enrico Hüllweck e il premio divenne realtà.

Vincere l'Olimpico è per i teatranti, più che prestigioso perché a votare sono gli addetti ai lavori. La gente che fa lo stesso mestiere di chi vince. Il meccanismo è semplice ma insolito per un premio. Non si coinvolgono lettori di giornali o spettatori di qualche spettacolo.

Prima la commissione sceglie i candidati tra tutti gli spettacoli messi in scena durante l'anno. Poi al Teatro Quirino di Roma una giuria presieduta da Letta, e composta da una decina tra giornalisti ed esperti, compie una scrematura e compone le terne. A quel punto il giudizio è nelle mani di circa 300 tra attori, registi, scenografi, costumisti, macchinisti. Hanno tre mesi di tempo per votare, segretamente, e poi la somma dei più votati, decreta i vincitori.

Tante le categorie. Miglior attore e attrice protagonista e non. Miglior debuttante, miglior regista, miglior oneman-show, miglior spettacolo d'innovazione. E ancora costumi, scene, musiche.

Unico premio insindacabile, istituito dal 2005, quello alla carriera scelto da Gianni Letta.

Negli anni lo hanno vinto Armando Trovajoli, Rossella Falk, Carlo Giuffrè, Anna Proclemer e Franca Valeri.

Ogni anno a settembre si tiene la serata di gala al Teatro Olimpico con consegna in differita su RaiUno e a seguire la grande festa nella splendida Basilica Palladiana.

nr. 07 anno XV del 27 febbraio 2010

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