NR. 41 anno XXVIII DEL 25 NOVEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Ma questi musei
vanno aiutati o no?

La polemica scatenata dopo la presa di posizione di Schio pone la Rete Alto Vicentino di fronte ad una svolta. Forse determinante il ruolo della Provincia

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Ma questi musei vanno aiutati o no?

(g. ar. ) - Tra botta e risposta non si sa come andrà veramente a finire la questione della richiesta di Schio di rivedere i termini dell'accordo per la collaborazione nella Rete Museale dell'Alto Vicentino. Stabilito e riconosciuto che la situazione economica continua a peggiorare appesantendo sempre più le capacità di spesa delle amministrazioni, rimane sul terreno la considerazione del resto emersa nell'ultimo direttivo della Rete e che esprime una domanda molto interessante, vista l'eterogeneità dei "soci" di questa impresa. La domanda è: ma non bisogna mettere in campo anche la solidarietà? Teoricamente sì, nella pratica non sembra un'esigenza così sentita. Fatto sta che l'associazione rischia di naufragare. Molto opportuna e di raro tempismo l'apertura di un dossier da parte della Provincia che ha ordinato una vera e propria anagrafe dei musei. Come ci ha spiegato l'assessore Bonotto, lo scopo è quello di mettere in fila per tutto il territorio vicentino, eccezion fatta solo per Vicenza e Bassano, tutti i musei esistenti, quello che contengono, cosa gestiscono ed il patrimonio che li caratterizza. Il che serve sicuramente a chiarire moltissimo di un settore -tema della Rete a parte- che con la benedizione dei contributi regionali mette assieme molto colpevolmente autentiche perle di originalità e valore culturale con doppioni di tutti i generi e sedi fittizie. Una chiarificazione necessaria. Lavoro di statistica e ripulitura che però indirettamente coinvolge anche la Rete. E la presenza della Provincia come elemento finalmente coordinatore e di indirizzo sarà sicuramente utile.

CAMBIA IL PANORAMA

La Rete Museale Alto Vicentino, ufficialmente costituita nel marzo del 2001, è espressione della volontà di 14 amministrazioni comunali - Lusiana, Malo, Marostica, Monte di Malo, Nove, Recoaro Terme, Roana, Santorso, S. Vito di Leguzzano, Schio, Tonezza del Cimone, Valdagno, Valli del Pasubio e Valstagna - che hanno voluto dare il via ad un progetto culturale unitario in grado di favorire l'attivazione e lo svolgimento coordinato di funzioni e servizi volti alla valorizzazione dei musei e del patrimonio culturale del proprio territorio, in un'ottica di collaborazione e di integrazione. Questo è il manifesto costitutivo che quasi ideologicamente le amministrazioni aderenti all'iniziativa hanno compilato accuratamente facendone del resto il testo di apertura del sito che descrive i come e i perché della Rete, mettendoci dentro anche le iniziative e i progetti. Ma, come abbiamo visto nelle due precedenti puntate, non tutto è più come prima e anzi ci sono spinte peraltro abbastanza diversificate che tendono a chiedere una revisione meditativa degli accordi conclusi appena qualche mese fa. La ragione dominante è quella della sempre più marcata scarsezza di risorse a disposizione dei Comuni. Piccoli o grandi, l'equazione tutto sommato è la stessa perché di soldi non ce n'è e lo Stato, alla faccia dell'autonomia locale nel prevedere le proprie spese, rende sempre più difficile arrivare a capo di questa situazione.

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