NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Marostica: quanto i vizi
non sono una cosa seria

Con il titolo di “Vizi-Vices” anche quest’anno al Castello Inferiore il concorso per disegnatori satirici in cui il Gran Premio Internazionale Scacchiera 2010 per il settore cartoon è andato al tedesco Kurtu

di Resy Amaglio

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Umoristi a Marostica

Con il titolo di VIZI-VICES, anche quest'anno si è riunita al Castello Inferiore di Marostica la variopinta brigata di personaggi usciti da matite e pennelli di disegnatori fantasiosi per la rassegna intitolata all'umorismo. La quarantaduesima edizione del concorso ha richiamato un folto gruppo di autori provenienti da 256 Paesi, con alcune presenze sorprendenti. La più eclatante si è materializzata nella persona di Tinto Brass, ovviamente temuto da qualche benpensante, e che ha invece teorizzato vizi e virtù in maniera non troppo audace, pur facendo cadere la sua scelta per il Premio Speciale di nuova creazione sul cartoon di Huey, Nguyenhuu, di provenienza USA malgrado il nome, un'opera non esattamente per educande.

Il Gran Premio Internazionale Scacchiera 2010 per il settore cartoon è andato ai coloratissimi omini di Valerio Kurtu, Germania, intenti a ripulire il proprio praticello gettando i rifiuti al di là della siepe, in un'amena gara a chi meglio insudicia l'erba del vicino. Quello di avvelenare la terra altrui con il pattume tossico di nostra produzione è un malcostume portato dai tempi, vizio recente di cui sembra essere il solo consapevole l'uccellaccio in primo piano, che osserva sgomento la scena. Il quadretto è davvero bello, ben impaginato e scandito in prospettiva come una sorta di rituale liturgico dell'inciviltà contemporanea.

Si aggiudica il Premio per il settore strip il romeno Octavian Bour, il quale racconta in tre momenti la dolce-amara storia dell'uomo senza volto che acquista un'identità dopo essersi scolato l'intera bottiglia. Le piccole immagini, di pregevole segno e dal colore delicato, sono una felice commistione tra fantasia libera e definitezza digitale.

È noto che la tradizione elenca i vizi capitali in numero di sette, cui fungono da contrappeso altrettante grandi virtù: oggi la realtà è però molto cambiata, la lussuria ha perso ogni dignità e pochi golosi non fanno storia rispetto alle moltitudini che muoiono di fame, mentre emergono innumerevoli altre magagne umane generate dal progresso, che di civile ha spesso soltanto il nome.

Sicché i malandrini convenuti a Marostica formano un divertente manipolo in marcia sulla strada di una cosiddetta perdizione assai attuale, dove inciampano negli imprevedibili trabocchetti della modernità, dal consumismo alla tossicodipendenza, ma anche nell'indifferenza reciproca, come avviene ai due passeggeri di Gianni Chiostri, che s'incontrano senza vedersi sull'autobus, andando verso il nulla, ognuno appeso al proprio sostegno.

Si sorride con qualche velo di malinconia, quasi d'obbligo in queste piacevoli rassegne; e si "fuma" molto, su strip e cartoon. Il binomio Bacco-tabacco è infatti ampiamente trattato: così, il vizioso di Maya Tcholakova, Bulgaria, sniffa bigliettoni, distruggendo insieme ricchezza e vita con aria stolida. C'è chi manda in fumo il proprio cervello, suggerisce Fernando Pica, Colombia; chi sceglie la pasticca quale bara, racconta l'israeliano Sergey Sichenko (foto in alto), e chi, nonostante Maometto, sposa una bottiglia coperta dall'immancabile burqa, secondo quanto disegnato con essenziale abilità da Bobisa Todorovic, Serbia.

Ancora è il fumo protagonista della vivace strip del nostro Toni Vedù, premiato, che in sei passaggi conduce un paffuto pupazzetto dal succhiotto alla conclusiva maschera ad ossigeno.

Sceglie la follia del gioco l'italiano Marco Spadari, Premio speciale "Marco Sartore", il quale con segno rapido tratteggia il giocatore che affida alla centrifuga della lavatrice di casa il compito di mischiare i dadi; anche il Premio speciale "Sandro Carlesso" è andato a un'italiana, Cristina Bernazzani, presente con l'intelligente ambiguo cartoon dove il baciamano del diavolo incendia una sorridente immagine angelica.

Va da sé tuttavia che il vizio per eccellenza è quello, anzi quella, lei, Venere: perché il vizio dev'essre anche un piacere, e se non è donna che piacere è?....... per dirla con la pubblicità.

continua »

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