NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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La scena dell'Olimpico:
Palladio o Scamozzi?

L'Italia va a Shanghai con l'immagine sbagliata. I visitatori sono accolti dal fronte scenico del teatro vicentino, ma non sanno che non fu disegnato da Palladio

di Tiziano Bullato
bullatot@tvavicenza.it

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La scena dell'Olimpico: Palladio o Scamozzi?

Dal primo maggio al 31 ottobre Shanghai ospita l'Expo internazionale. "La città dell'uomo -vivere all'Italiana" è il padiglione con il quale l'Italia ha deciso di raccontarsi al mondo nel corso dell'esposizione universale, dedicata al tema "Better City, Better life".

Recentemente il commissario generale per l'Expo, Beniamino Quinteri, ha presentato la missione italiana sottolineando che «il nostro padiglione sarà un modello a scala ridotta degli aspetti più significativi e qualificanti del nostro modo di fare città, proposti in chiave interpretativa moderna, offrendo una sintesi tra la nostra cultura millenaria e i progressi della scienza e della tecnologia».

Proprio per questo, si legge ancora nel sito ufficiale della delegazione italiana all'expo di Shanghai, «ad accogliere i visitatori del Padiglione italiano sarà una ricostruzione del fronte scenico del teatro Olimpico di Vicenza, opera di Andrea Palladio».

Tutto bello, tutto meraviglioso, addirittura eccitante e significativo per una città tutto sommato piccola come Vicenza: essere presente con una opera che arriva dalla nostra città è come un biglietto da visita per tutto il padiglione italiano. Ecco, tutto bello e meraviglioso se non fosse che al fondo di tutto c'è un errore: il fronte scenico del teatro Olimpico non è solo opera di Andrea Palladio, ma anche di Vincenzo Scamozzi!

Siamo tutti d'accordo che quella veduta viene universalmente ricondotta al teatro Olimpico e siamo tutti d'accordo che l'Olimpico è considerato opera di Palladio, ma purtroppo Andrea Palladio morì nel 1580 dopo aver progettato il teatro e abbozzato una idea di scena che non riuscì mai a terminare. Il lavoro venne lasciato in eredità al figlio Silla, ma fu Vincenzo Scamozzi a disegnare e realizzare la scenografia, perché questo era ed è, una scenografia provvisoria per la rappresentazione di Edipo Re di Sofocle, andata in scena il 3 marzo del 1585, ben cinque anni dopo la morte del maestro.

Forse allora vale la pena di ripercorrere la storia di uno dei monumenti più famosi di Vicenza, parte integrante oggi del patrimonio culturale dell'umanità grazie all'inserimento fra i siti dell'Unesco.

 

(foto dal sito: www.expo2010italia.gov.it)

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