NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Il “sì” in Basilica Palladiana: arriva il turismo matrimoniale

Una idea a bilancio: i luoghi di prestigio cittadini a disposizione per chi si sposa con rito civile a Vicenza

di Luca Faietti
faiettil@tvavicenza.it

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Il “sì” in Basilica Palladiana: arriva il turismo

Oggi sposi, con rito civile, in Basilica palladiana con marito e moglie affacciati alla bellissima Piazza dei Signori? Tra qualche tempo è un sogno che potrebbe diventare realtà. E non solo, anche Palazzo Chiericati, in piazza Matteotti e perché no, la incantevole cornice del Teatro Olimpico potrebbe diventare sede privilegiata per il fatidico "sì".

Il comune di Vicenza si mette al passo con i tempi e con una decisione quanto meno sorprendente apre i suoi luoghi più nobili per celebrare le nozze, rigorosamente, però, a pagamento. Si sta infatti studiando la possibilità di mettere a disposizione delle celebrazioni matrimoniali alcuni spazi comunali di particolare prestigio. I proventi che arriveranno dai matrimoni serviranno per la manutenzione ordinaria dei luoghi di celebrazione.

L' utilizzo delle nuove sedi sarà regolamentato in modo da alternarle e consentire agli ufficiali di stato civile di poter assistere senza disagi.

Ma le novità non sono finite.

Perché se è vero che nuovi spazi verranno aperti al fatidico sì, è anche vero che la sala degli stucchi di palazzo Trissino chiuderà forse i battenti e diventerà a tutti gli effetti uno spazio di lavoro del sindaco, che vuole preservarlo come tale. I matrimoni civili perderanno così gli affreschi del Tiepolo, ma guadagneranno altri luoghi carichi di suggestione che consentiranno al comune di rimpolpare l'esiguo bilancio.

Invece sul fatto di individuare altri possibili siti, di particolare prestigio, da utilizzare come sedi alternative a pagamento, nessun problema, purché resti la gratuità per tutti di Sala Stucchi, e purché le risorse reperite da questo uso siano specificamente destinate al restauro dei beni in questione.

«A dire il vero non è corretto dire che sala Stucchi chiuderà i battenti. I matrimoni continueranno a svolgersi in questo luogo, magari con un po' più di attenzione riguardo la frequenza d'uso di questa incantevole sala», spiega il sindaco Achille Variati. Che ammette l'intenzione di aprire nuovi scenari a chi si vuole sposare civilmente: «Una delle sedi che abbiamo in mente è proprio la Basilica Palladiana, laddove troveranno anche spazio eventi culturali. Credo che si tratti di una iniziativa che renderà felici molti vicentini. Ma non solo anche il Teatro Olimpico potrebbe essere aperto ai matrimoni civili». Si tratta di proposte a pagamento, come detto, i cui contributi serviranno a ristrutturare luoghi di pregio e monumenti cittadini.

Chi si sta occupando di quest'ultima novità è l'assessore al Personale Tommaso Ruggeri.

Assessore, il Comune di Vicenza si mette al passo con i tempi e con una decisione quanto meno sorprendente apre i suoi luoghi più nobili per celebrare le nozze, rigorosamente, però, a pagamento. Come mai questa decisione?

«Anche se da quanto ci risulta, i matrimoni civili e religiosi sono diminuiti (nel 2006 in totale 461, nel 2007 in totale 402, nel 2008 in totale 388, nel 2009 in totale 354), si registrano nell'anno in corso diverse richieste di celebrazioni di matrimoni nei giorni di sabato e domenica (finora ne sono stati celebrati 2, altri 11 programmati), contrariamente a quanto avveniva negli anni scorsi, in cui i matrimoni venivano richiesti e celebrati quasi esclusivamente in giorni feriali e raramente nei giorni di sabato. Evidentemente cresce l'importanza del rito civile.

Rigorosamente a pagamento perché crescono i costi del personale addetto alle funzioni di stato civile e di quello che presidia le sedi municipali, personale tutto che si trova ad operare al di fuori degli orari in cui viene ordinariamente retribuito».

Sala Stucchi di palazzo Trissino sarà sempre disponibile o ne verrà limitato l'uso?

«Sala Stucchi potrebbe consentire la celebrazione al massimo di sei matrimoni giornalieri al sabato e alla domenica. Al momento non si registrano controindicazioni, si vedrà col tempo».

Il sindaco ha affermato di voler aprire agli sposi per il rito civile anche la Basilica Palladiana una volta restaurata. Come pensate di gestire questo spazio?

«Può essere una buona idea che va valutata attentamente».

Quali altri spazi potrebbero aprire le porte ai novelli sposi?

«Non ci abbiamo ancora pensato, ma sono molti i luoghi che possono avere un fascino molto accentuato».

Sarà una voce importante per il bilancio comunale quella del matrimonio a pagamento?

«No, perché il relativo gettito, al momento, serve per buona parte a coprire le spese straordinarie per risorse umane e maggiori costi legati alla gestione degli stabili a ciò destinati. La tariffa attuale massima di € 400,00 al sabato e € 500,00 alla domenica, nel contesto delle spese generali per l'organizzazione di un matrimonio, appare quasi alla portata di tutti. L'amministrazione, anche in presenza di una domanda più consistente, potrebbe valutare un'offerta più ampia e stabilire nuove e più onerose tariffe».

Come verranno impiegati i fondi messi da parte con l'affitto dei palazzi celebri comunali?

«Potrebbero servire alla ristrutturazione di proprietà comunali».

Iniziative simili, come feste e ricevimenti potrebbero in futuro avere come sede alcuni luoghi celebri della città? È una nuova via per rimpolpare i bilanci in anni di pochi fondi dallo Stato ai Comuni?

«Può essere una idea che si può anche estendere fuori dall'Italia. Penso che i matrimoni in luoghi di prestigio possano attrarre turismo e questa può essere una idea vincente».

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