NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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I meriti di Rumor secondo Pansa nel suo libro sulla Prima Repubblica

Con “I cari estinti” il giornalista e scrittore ricorda i personaggi principali di un mondo politico che fu distrutto da tangentopoli ed esprime una stima nuova per lo statista

di Gianni Giolo
giolo.giovanni@tiscali.it

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I meriti di Rumor secondo Pansa nel suo libro sull

Chi sono i cari estinti dell'ultimo libro di Giampaolo Pansa "I cari estinti" (faccia a faccia con quarant'anni di politica italiana) (Rizzoli)? Sono il pio Rumor, l'irriducibile Fanfani, l'enigmatico Moro, l'eterno Andreotti, l'aggressivo De Mita, il monacale Berlinguer, l'ardimentoso Craxi, il tenace Almirante, l'ambizioso Spadolini. Di tutti questi ne è sopravvissuto uno solo: l'immarcescibile Andreotti che nel gennaio di quest'anno ha compiuto 91 anni. Insomma, i superbig che hanno imperato nella Prima Repubblica, quella che va dal 1946 al 1992, poi perita nel terremoto di Tangentopoli. La storia in poche parole della ex Dc che ha, come diceva Eugenio Cefis, il successore di Enrico Mattei all'Eni e poi presidente della Montedison, due grandissimi meriti: quello di aver impedito che gli italiani diventassero comunisti e il secondo di aver vinto il terrorismo rosso e nero. Ma ha perso la grande battaglia con la mafia.

 

Rimpiangere la DC?

Dobbiamo rimpiangere la DC? Pansa certamente lo fa, ma non è il solo. Con lui c'è anche il presidente della Camera Gianfranco Fini, il più noto dei postfascisti, fondatore insieme a Silvio Berlusconi del Popolo della Libertà. Fini sostiene di voler guardare al futuro. Ma nel dicembre dell'anno scorso si è lasciato sfuggire una confessione: «Vorrei che il PdL fosse come la Dc della Prima Repubblica, un partito del quale rimpiango l'ampio dibattito». Ma l'ampio dibattito nella Balena Bianca aveva dato origine, nel logorio degli anni, a un sistema correntizio destinato a sfasciare Mamma Dc. Il discorso delle correnti, tanto deprecate da Berlusconi, ci riporta direttamente a Mariano Rumor che nel marzo del 1959 creò la grande secessione che diede origine, nel convento di Santa Dorotea a Roma, alla corrente cosiddetta dorotea che gestirà il potere, in maniera talvolta spregiudicata e spietata, fino a Tangentopoli.

 

Meriti e demeriti di Rumor

Di Mariano Rumor Pansa dà un giudizio che non aveva mai dato nessuno. Lo definisce non un politico, ma un «professore prestato alla politica», un buon insegnante di italiano e latino del Liceo Classico "Pigafetta" di Vicenza che si era laureato con una tesi, che aveva destato l'attenzione critica del grande Benedetto Croce, e che, a un certo punto, suo malgrado, ha deciso di mettersi in politica. La politica gli ha fatto fare un mestiere che non era il suo. Se si fosse astenuto dalla politica oggi, forse, sarebbe ancora vivo e avrebbe evitato tutte le amarezze e le delusioni che la politica gli ha generosamente prodigato. Perché questo giudizio? Perché Mariano fu un politico del tutto diverso dagli altri. Un uomo affabile, educato, curiale, timido, molto timido. Uno che ha questo carattere non si mette in politica dove per far carriera bisogna saper passare sul cadavere della propria madre.

 

Tre particolari inediti

Di Rumor Pansa racconta tre particolari inediti che non conoscevamo dalla sua tradizionale biografia, ricavati dalle "Memorie (1943-1970)", pubblicate nel 1991 da Neri Pozza. Primo. Paolo VI, quando Rumor era segretario della Dc, il 6 settembre 1964, lo convoca a Castelgandolfo dove stava terminando le vacanze. Il papa gli rimprovera l'ostentato distacco della Dc dal mondo cattolico, che per questo era perplesso nel collaborare con il partito. La seconda critica sono le divisioni interne della Balena Bianca che imponevano individui che il pontefice giudicava "errati". La terza critica era l'apertura prematura ai socialisti che impediva ai cattolici di impegnarsi con entusiasmiamo in favore della Dc. E qui sta una contraddizione della politica rumoriana: a Vicenza si pronunciava contro l'apertura ai socialisti e poi a Roma guidò un governo di centro sinistra.

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