NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Un biglietto da visita così e così

La cartolina e il filmato portati dal sindaco Variati all’Expo di Shanghai non rendono il giusto onore alla bellezza di Vicenza

di Giuseppe Brugnoli

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Un biglietto da visita così e così

Fu Romano Prodi, allora presidente del Consiglio, ad auspicare, nella sua "lectio magistralis" all'Università Tongij di Shanghai, durante la missione imprenditoriale italiana in Cina, che egli capeggiò insieme al presidente della Confindustria Montezemolo, rapporti non soltanto commerciali, ma anche culturali tra l'Italia e la Cina, che il prof. Prodi elogiò dicendo che la grande nazione asiatica era in procinto di fare una nuova rivoluzione culturale. A scanso di equivoci, l'allora premier italiano auspicò che essa avrebbe dovuto essere simile a quella che nel Rinascimento portò l'Italia al primo posto in Europa e nel mondo. Correva l'anno 2006, e pare già preistoria, ma Prodi era andato a Shanghai proprio per annunciare in pompa magna la presenza italiana al World Expo 2010, e si era fatto accompagnare da una delegazione plebiscitaria di imprenditori di tutti i generi, per far sapere l'interesse dell'Italia a questa esposizione universale che si stava preparando. Allora ci fu chi, dall'opposizione parlamentare di centrodestra, criticò aspramente la spedizione industrialgovernativa italiana, che costava qualche buon milioncino di euro ancora supervalutato rispetto al dollaro, ma la risposta fu facile: se è vero che in Cina ci sono due miliardi di abitanti, e che la nazione asiatica sta camminando speditamente verso un'economia che non è più da paese in via di sviluppo, se è vero che nelle principali città cinesi ci sono già decine e decine di milionari non in jen ma in dollari, considerando una percentuale del cinque per cento di cinesi ricchi, significa che in Cina attualmente ci sono cento milioni di ricchi, quasi il doppio di tutta la popolazione italiana, e quindi è un mercato che conviene conoscere e da cui conviene essere conosciuti. Prima o dopo, dovrebbero aprirsi le porte per accogliere non solo i cinesi che, reclusi in qualche capannone perso nella campagna, copiano vestiti italiani e fabbricano giocattoli pericolosi, ma anche qualche centinaio o migliaio di questi cento milioni di ricchi.

Questo deve essere anche il pensierino che ha mosso il sindaco di Vicenza Achille Variati a pestare sulle orme di Romano Prodi e a ripercorrere il suo viaggio nel fu Impero cinese, oggi l'unico grande territorio in cui la ferrea dittatura comunista ha costretto i due miliardi di abitanti a diventare tutti fabbricanti, dal più grosso al più piccolo, per conquistare un mondo occidentale dove la gran parte degli ex fabbricanti sono diventati consumatori e nullafacenti. L'unica industria che promette sviluppo resta quindi quella turistica, e se Vicenza riesce ad assicurarsi una fettina di questa grande torta ancora da mettere in tavola, non ci sarebbe neppure bisogno di aspettare i benefici promessi dalla devolution ai Comuni virtuosi.

In base a questa speranza che colora di rosso ancorché pallido l'alba di un futuro che si attende radioso per Vicenza, il sindaco Variati ha quindi deciso di andare a Shanghai, approfittando del fatto che l'oggetto più evidente e fastoso contenuto nel padiglione italiano all'Expo 2010 è la riproduzione in scala quasi eguale del frons scenae di Palladio al Teatro Olimpico. In attesa, secondo gli auspici prodiani, che la Cina imbocchi decisamente il suo Rinascimento, intanto l'Italia gli fa vedere, a casa sua, una delle più belle opere del proprio Rinascimento, e, considerando che all'expo di Shanghai sono previsti settanta milioni di visitatori, provenienti non solo dalla Cina, ma anche da altri 192 Paesi che vi partecipano, l'occasione è davvero ghiotta, e sarebbe stato un peccato sprecarla, anche perché pare che l'imponente fronte scenico del Teatro Olimpico non sia stato molto propagandato dagli autori e arredatori del padiglione italiano, così che le decine di migliaia, ma si spera le decine di milioni di visitatori che entrano nel padiglione italiano hanno ben scarse possibilità di sapere da che parte dell'Italia o magari del mondo venga questo capolavoro. Tanti anni prima, in una fiera internazionale a Parigi, il padiglione italiano era stato adornato dalla riproduzione in scala reale di un antico reperto romano, ma si trattava del teatro di Leptis Magna, che è in Libia. Non si vorrebbe che anche a Shanghai si pensasse che questa magnifica opera, unica al mondo, venisse da chissà quale posto magari anche fuori d'Italia.

Così il sindaco di Vicenza parte per Shanghai con una piccola delegazione, che non potrà certo essere accusata, come quella al seguito di Prodi, di grandeur e di spreco.

Una piccola missione vicentina che non porterà ai potentati e magnati cinesi ricchi doni propiziatori, come si usa nei Paesi orientali e anche in quelli non orientali, ma che porterà invece un pacco di 33 mila cartoline da distribuire ai visitatori del padiglione italiano e anche un po' in giro per Shanghai. Per una esposizione che fa conto di avere settanta milioni di visitatori, in una nazione di due miliardi di abitanti e in una città di qualche decina di milioni, pare un po' poco, ma, come si dice, è il gesto che conta, anche perché la minidelegazione vicentina porta al seguito anche un'arma segreta, un video di ben tre minuti in cui si faranno vedere le bellezze artistiche e naturali di Vicenza, e che si conta di cedere gratuitamente alla televisione nazionale cinese.

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