NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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“La cultura a Vicenza deve essere di qualità”

L'assessore Francesca Lazzari difende le sue scelte in ambito manifestazioni a Campo Marzo e rilancia sul tavolo della cultura puntando su Basilica e nuovo teatro civico

di Luca Faietti
faiettil@tvavicenza.it

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“La cultura a Vicenza deve essere di qualità”

«Siamo per una cultura di qualità, per cui in questa direzione ci stiamo muovendo». L'assessore alla cultura Francesca Lazzari prende la palla al volo e la rigetta oltre la rete della polemica politica sulla questione "eventi a Campo Marzo". Secondo l'assessore del PD non aveva molto senso la logica di mantenere numeri di manifestazioni di varia natura così alti, quando poi, alla fine, «c'erano solo una decina di spettatori a spettacolo», ma ha invece senso, secondo l'assessore, alzare l'asticella della qualità: meno interventi ma buoni, di spessore. Anche per questo è stata così "bocciata" l'opera di Matteo Quero dello scorso anno.

Intanto sull'agenda della Lazzari, sono soprattutto tre i cardini dell'azione di rilancio della cultura in città: l'utilizzo della Basilica Palladiana, la progettualità del nuovo teatro civico che da poco ha un nuovo referente nell'architetto Flavio Albanese al posto dell'ex primo cittadino Enrico Hüllweck, ed infine le celebrazioni fogazzariane del prossimo anno. In questo contesto si inserisce il rilancio urbanistico di una intera zona, quella, per l'appunto, ad ovest della città, in un virtuoso collegamento culturale che abbraccerà l'area che da Campo Marzo arriva sino alla ex Domenichelli e da qui sino a San Felice col nuovo polo culturale sino al Teatro Civico.

Insomma, c'è un mondo in movimento anche se alla fine non si può certo definire un buon periodo per la cultura anche qui a Vicenza. I tagli di bilancio si fanno sentire, infatti ed a soffrirne sono soprattutto i settori della vita sociale definiti "superflui". Ma si può davvero bollare come non necessaria la cultura, e le dinamiche che ne determinano la vita e l'arricchimento anche in una città di provincia come la nostra? Francesca Lazzari nella seguente intervista difende a spada tratta la dignità dell'attività culturale e afferma di essersi arresa solo agli inevitabili tagli, necessari quando il confronto è poi con altri settori di stringente necessità come i servizi sociali o la sicurezza. Si può però operare in azioni di buon respiro senza timore di essere considerati di serie B, per quanto concerne la programmazione della attività culturale. A volta bastano buone idee.

 

Assessore alla cultura Francesca Lazzari, Campo Marzo passa da 40 avvenimenti la scorsa estate a 5 tra luglio e agosto (libri a parte). Come mai ed è reale questa diminuzione di eventi? Ci sono motivi economici o organizzativi alla base di questa riduzione?

«Prima di ragionare in meri termini quantitativi, va precisato che quest'anno l'intera programmazione estiva - coordinata dall'Assessorato alla Cultura - è stata il frutto di una condivisione progettuale trasversale a più assessorati (oltre alla Cultura e alla Biblioteca Bertoliana, Turismo, Sport, Decentramento, Politiche giovanili, Politiche sociali, Sviluppo Economico). La logica è stata dunque ben diversa da quella dello scorso anno che, al di là del successo riscosso dal punto Biblioteca e dai lavori di realizzazione delle aree dedicate (sgambettatura cani ecc.) ha prodotto una quantità eccessiva di concertini, per lo più di scarso valore artistico e con una frequentazione di pubblico assolutamente esigua. Ricordo che la media di spettatori (e parliamo di appuntamenti a ingresso libero) è stata di qualche decina di persone. Numeri decisamente negativi, se paragonati poi allo sforzo organizzativo ed economico profuso. Serviva dunque un cambio di rotta: meno appuntamenti, ma più qualità e diversificati per attirare target differenti in orari e momenti diversi della giornata e della settimana. Ed ecco allora che a Campo Marzo troveranno ospitalità appuntamenti di sicuro richiamo come il Festival Show, la "Noche cubana", il concerto di Bruno Conte e la rappresentazione "C'era una volta un'isola" con Glossa Teatro, inserita nel calendario di "Teatro Incontri 2010", che animerà la serata di Ferragosto. Ma vi saranno anche numerose attività di ginnastica, un punto ristoro, spettacoli per bambini e sarà implementata l'attività di animazione del punto biblioteca i cui laboratori e appuntamenti sono parte integrante della programmazione che è stata coordinata dall'assessorato alla cultura. Ricordo che dal 20 agosto, poi, ci sono le giostre che difficilmente convivono con altre attività, se non pensate ad hoc».

L'amministrazione Variati intendeva promuovere la sicurezza con le manifestazioni culturali nel parco cittadino. È una filosofia vincente?

«Campo Marzo è un'area molto vasta. Non bastano gli spettacoli nel solo periodo estivo a garantire la sicurezza. Servono interventi strutturali permanenti che implicano però forti investimenti. Il portare vita, cultura e tempo libero a Campo Marzo significa, piuttosto, cercare di far cambiare l'attitudine mentale dei nostri giovani, dei cittadini, delle famiglie, farlo considerare un luogo in cui incontrarsi, un parco dove è bello andare a passare il proprio tempo, in modo da disincentivare altre frequentazioni. In questa logica, a differenza dall'anno scorso, per esempio, il 15 agosto sarà animato da spettacoli e attività per dare un'alternativa a chi passerà il ferragosto in città».

Come mai non è stato a suo avviso rinnovato l'incarico di consulenza a Quero che aveva raccolto sponsor per 80 mila euro pagando così, di fatto, l'intero programma di manifestazioni in Campo Marzo?

«Matteo Quero non aveva un incarico di consulenza. Ha prestato semplicemente una collaborazione gratuita su richiesta del Sindaco. Ha lanciato qualche idea. Ricordo però che i finanziamenti raccolti, tra Ministero (50 mila euro finalizzati all'intervento strutturale al punto biblioteca), e alcuni sponsor locali che hanno aderito all'iniziativa su sollecitazione dell'amministrazione (per alcune migliaia di euro), hanno coperto solo parzialmente i costi complessivi. Prova ne sia che il programma dei concerti, che è costato circa 35 mila euro, è stato interamente sostenuto dal Comune, non mi risultano gli 80 mila euro di sponsorizzazioni a cui fa riferimento».

 

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