NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Ecco la vera storia ufficiale del “Comitato per gli spettacoli classici all’Olimpico”

La disdetta della convenzione con l’Accademia per inderogabili interventi di restauro al Teatro, doveva essere una pausa di riflessione, ma da allora non si prese più nessuna decisione in merito alle diverse possibilità operative

di Mario Bagnara
mario.bagnara@fastwebnet.it

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COMITATO SPETTACOLI

Con le due interviste che questo giornale ha fatto a tre massimi rappresentanti della gestione, presente e passata, dell'Accademia Olimpica (Fernando Bandini, Remo Schiavo e Lorenzo Pellizzari), è stato rievocato, con una certa nostalgia, il Comitato Spettacoli Classici. Ma, a parte le persone interessate di una certa età, chi ne conosce la storia? Non certamente i giovani, anche perché è stato soppresso quasi 25 anni fa. In vista anche di futuri sviluppi della querelle, mi sembra opportuno rievocarne, sia pure sinteticamente, l'attività ultracinquantennale, riprendendo un argomento affrontato su questo giornale ancora nel 1997.

Fonti ben documentate sono i volumi di G. Nogara Cronache degli spettacoli nel Teatro Olimpico di Vicenza dal 1585 al 1970 e di A. Stefani Cronache degli spettacoli nel Teatro Olimpico di Vicenza dal 1971 al 1991, entrambi editi dall'Accademia Olimpica rispettivamente nel 1972 e nel 1992.

 

La nascita del Comitato permanente

Il "Comitato permanente per le rappresentazioni classiche nel Teatro Olimpico", ideato dall'Accademia Olimpica, per dare stabilità e continuità ad un'attività che nei 350 anni precedenti (dall'inaugurazione del 1585) era stata sempre saltuaria, acquisendo una certa regolarità solo all'inizio del ‘900, fu istituito mediante una Convenzione stipulata il 26 gennaio 1935 con il Comune di Vicenza: il suo compito specifico era l'"organizzazione periodica, preferibilmente biennale, di spettacoli classici nel Teatro Olimpico, scelti con prevalenza tra i drammi greci". L'iniziativa era anche il frutto del successo riportato l'anno precedente dall'Ippolito di Euripide, realizzato grazie alla collaborazione ancora informale dei due Enti.

Già in questa fase fu determinante l'apporto della prestigiosa figura del Dott. Antonio Dalla Pozza, in qualità di Cancelliere dell'Accademia e quindi di Segretario del Comitato stesso.

Dopo due stagioni fortunate, nel 1935 con le Coefore e nel 1937 con I Sette contro Tebe di Eschilo, quella del '39 comprendente l'Edipo Re di Sofocle, a causa della guerra ormai imminente, venne sospesa per ordine del Podestà che tramite il Prefetto aveva ricevuto precise disposizioni da Roma.

Grandissimo fu quindi l'entusiasmo alla ripresa del 1948, all'insegna della continuità, con il già progettato Edipo, sempre con la regia di Guido Salvini e le musiche del compositore vicentino Arrigo Pedrollo. Il manifesto, disegnato da Otello De Maria sia nel '39 che nel '48, permette anche di cogliere l'enorme lievitazione dei prezzi dei biglietti: da 18 lire a 1500 lire.

A partire dal '49 la programmazione fu estesa anche al melodramma con l'Incoronazione di Poppea di Monteverdi e al teatro rinascimentale con la Commedia degli Straccioni di A. Caro.

 

1955: nuova Convenzione con il comune

Il 26 marzo 1955 il Consiglio Comunale approvava una nuova Convenzione, tacitamente rinnovabile di otto in otto anni, che prevedeva anche la disponibilità di adeguato personale comunale durante l'organizzazione e l'allestimento degli spettacoli per funzioni organizzative e contabili.   

I risultati del XXI ciclo del 1966, deludenti soprattutto per quanto riguardava le ricche proposte musicali, portarono alle definitive dimissioni dal Comitato del suo fino ad allora principale animatore, il Prof. Dalla Pozza che aveva offerto ai Vicentini ventuno stagioni, lavorando, come disse l'On. Mariano Rumor, Presidente del Comitato stesso dal ‘60 all''87, nella tornata accademica del 3 febbraio 1968, «instancabilmente nelle calde e molli estati... senza nulla chiedere, manco la soddisfazione di riconoscimenti ben meritati: pago soltanto di aver servito il nome, la tradizione, il decoro della nostra città». E ancora su di lui l'Avv. Guglielmo Cappelletti, Presidente incaricato dal '68 al '77: «Vicenza non potrà mai dimenticare che deve a lui questo soffio di vita nuova sulle scene dell'Olimpico che, oltretutto, ha offerto ai Vicentini, privati dalla guerra di altri teatri, il conforto di grandi spettacoli».

Nonostante le continue difficoltà economiche, determinate soprattutto dalla precarietà dei contributi statali e da qualche defezione di spettatori paganti, sulle scene dell'Olimpico continuò la programmazione di drammi e commedie antichi, rinascimentali, moderni e contemporanei, interpretati dagli attori che hanno fatto storia nel teatro italiano ed europeo; molto frequenti anche le riprese televisive.

 

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